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Politica Interna
Reati in calo del 10%, omicidi -15%: i dati del Viminale e le polemiche sui confronti
Illustrazione generata con AI
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Reati in calo del 10%, omicidi -15%: i dati del Viminale e le polemiche sui confronti

Il Ministero dell'Interno pubblica il Dossier Sicurezza 2026: meno crimini, meno sbarchi, più rimpatri. Ma l'opposizione contesta il punto di partenza.

La Redazione ·16 agosto 2026 10:08 ·3 min di lettura

Il Ministero dell'Interno ha scelto il Ferragosto per pubblicare il suo "Dossier Sicurezza 2026", un documento che confronta i dati del primo semestre di quest'anno con quelli dello stesso periodo del 2025. I numeri mostrano una riduzione su quasi tutti i fronti: la delittuosità generale è scesa del 10%, con 1.068.240 reati registrati tra gennaio e giugno 2026 contro gli 1.186.268 dell'anno precedente. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha commentato che "l'Italia si conferma come uno dei luoghi più sicuri al mondo" e che i dati "confermano l'efficacia delle strategie adottate".

Tra le cifre più significative spicca il calo degli omicidi volontari, passati da 163 a 138, pari a un -15,3%. Sul fronte delle vittime di sesso femminile, il dossier registra un dato altrettanto rilevante: le donne uccise sono scese da 54 a 34, una riduzione del 37%. Di queste 34 vittime, però, solo 8 rientrano nella categoria del femminicidio ai sensi del nuovo articolo 577 bis del codice penale, reato introdotto nell'ordinamento il 17 dicembre 2025; le restanti 26 sono classificate come omicidio volontario. La percentuale di calo riguarda dunque l'insieme delle donne uccise, non la sola fattispecie legale del femminicidio — distinzione che il dossier stesso richiama, ma che tende a sfumare nella comunicazione pubblica. In calo anche furti (-11,4%, con 437.800 casi), rapine (-12,3%, 12.515 episodi), violenze sessuali (-7,1%, 3.142 casi) e truffe e frodi informatiche (-9,5%, 137.529 episodi).

Sul fronte della prevenzione della violenza di genere, gli ammonimenti emessi dal questore sono cresciuti del 10,7%, raggiungendo quota 4.582. In particolare, quelli per violenza domestica sono aumentati del 24,1% (3.247 totali), mentre quelli per stalking hanno registrato una flessione del 12,3% (1.335). La senatrice di Fratelli d'Italia Susanna Donatella Campione ha definito il calo delle donne uccise un "segnale importante" che indica risultati concreti nella lotta alla violenza di genere, pur invitando a non abbassare la guardia.

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Il dossier dedica spazio anche al tema migratorio e alla sicurezza nazionale. Gli sbarchi di migranti irregolari sono diminuiti del 52% rispetto al primo semestre 2025, mentre i rimpatri totali sono aumentati del 34,3% (4.432 contro 3.301), trainati soprattutto dai rimpatri volontari assistiti (+87,3%), realizzati con il supporto dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni da Libia, Algeria e Tunisia. Sul versante delle domande di protezione internazionale, quelle esaminate sono aumentate del 47%, arrivando a 72.508, con circa il 68% sfociate in un diniego. Le espulsioni per motivi di sicurezza dello Stato hanno segnato un +80,9%, passando da 21 a 38; dall'ottobre 2022 al 30 giugno 2026, il totale dei soggetti ritenuti pericolosi rimpatriati è di 254. Il ministro ha inoltre confermato la sospensione del Trattato di Schengen con la Spagna, motivandola con il rischio di "potenziali infiltrazioni terroristiche".

Non mancano le voci critiche. Il deputato del Partito Democratico Matteo Mauri ha contestato la lettura governativa, sostenendo che la criminalità è aumentata negli anni di governo Meloni: la riduzione registrata nel 2025 rispetto al 2024, pari a circa l'1,8%, arriverebbe dopo due anni consecutivi di crescita, portando il dato complessivo a un +4,4% rispetto al 2022. Una disputa sul metodo di raffronto, quella tra maggioranza e opposizione, che ricorda quanto i dati statistici sulla sicurezza siano sempre soggetti alla scelta del punto di partenza: confrontare semestri consecutivi o archi temporali più lunghi può portare a conclusioni molto diverse.

Il Viminale cita tra i fattori del miglioramento un "più imponente piano di assunzioni delle Forze di polizia mai realizzato negli ultimi anni", senza fornire nel dossier cifre di dettaglio sull'incremento effettivo degli organici. Tra gli strumenti operativi, le zone rosse attivate dal 2024 hanno portato al controllo di oltre 2,3 milioni di persone e all'allontanamento di 12.876 soggetti, di cui il 73,2% stranieri; nelle stazioni ferroviarie, nel primo semestre 2026 sono state controllate 2,5 milioni di persone (+6,8%), con 625 arresti (+12%). Dati che, a seconda della prospettiva, raccontano sia l'intensificazione dei controlli sia la misura in cui la sicurezza percepita e quella reale dipendono dalle scelte di presidio del territorio.

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