Carburanti, il Consiglio dei ministri proroga lo sconto sul gasolio: ma per pochi giorni
Il CdM riunito il 26 agosto dovrebbe estendere il taglio da 17 centesimi al litro sul gasolio. Poi il governo punta a una misura più selettiva, legata al reddito.
Con il prezzo del gasolio self-service stabilmente sopra i 2,13 euro al litro sulle strade nazionali — e punte da 3,159 euro per il servito in autostrada — il governo Meloni torna a muoversi sul fronte dei carburanti. Il Consiglio dei ministri convocato oggi, mercoledì 26 agosto, alle ore 18:00 dovrebbe approvare una nuova proroga dello sconto sulle accise del gasolio, la misura in scadenza proprio nella giornata di oggi.
Lo sconto in vigore vale circa 17 centesimi al litro — 14 centesimi di accisa e 3 centesimi di IVA — ed è stato una presenza quasi costante nell'estate 2026. Riattivato il 28 luglio, prorogato prima fino al 24 agosto e poi, con un decreto interministeriale firmato dai ministri Giancarlo Giorgetti e Gilberto Pichetto Fratin, ulteriormente esteso di due giorni attingendo a 20,8 milioni di euro di maggior gettito IVA di luglio. Un meccanismo a strappi, insomma, che il governo stesso ammette di voler superare.
Dalla riunione di oggi non ci si attende una svolta strutturale, ma un ponte di «alcuni giorni» — così fonti di Palazzo Chigi — per dare al governo il tempo di costruire un intervento più mirato. L'obiettivo dichiarato è un sostegno «maggiormente concentrato sulle fasce di reddito che hanno più bisogno», abbandonando il taglio indiscriminato a favore di una misura selettiva. Tra le ipotesi circolate nei giorni scorsi, un rimborso sulla social card per chi ha un ISEE molto basso.
Al Meeting di Rimini, il 25 agosto, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha anticipato la direzione: «Lo sconto sarà prorogato per alcuni giorni, fino a settembre. Poi vorrei qualcosa di più continuativo e più sostanzioso, quindi servono soldi». Una dichiarazione che suona al tempo stesso come rassicurazione immediata e come riconoscimento implicito dei limiti della strategia fin qui adottata. Il ministro dell'Economia Giorgetti, da parte sua, ha più volte segnalato l'insostenibilità di una catena infinita di proroghe: il costo per le casse pubbliche si aggira intorno a dieci milioni di euro al giorno.
I numeri sul tavolo sono eloquenti. La proroga dal 7 al 24 agosto era costata 190,2 milioni di euro, a cui si aggiungevano 42,1 milioni di credito d'imposta per l'autotrasporto. Moltiplicare questi ordini di grandezza a tempo indeterminato è una prospettiva che il titolare del Tesoro ha definito impraticabile. Anche per questo il governo guarda a soluzioni più chirurgiche, capaci di concentrare le risorse dove l'impatto dei prezzi è davvero insostenibile.
I prezzi e il confronto con il passato
I dati del 25 agosto dipingono un quadro che non lascia margini all'ottimismo. La benzina self-service ha raggiunto in media 2,015 euro al litro sulla rete stradale e 2,091 in autostrada. Il gasolio self-service si attesta a 2,136 euro sulla rete ordinaria, 2,207 in autostrada. L'Unione Nazionale Consumatori parla di «record storico» per la benzina, con prezzi superati solo nel 2022, quando lo scoppio della guerra in Ucraina spinse il governo Draghi a tagliare le accise di 25 centesimi (30,5 con IVA). In quel caso, tuttavia, lo sconto era più ampio dell'attuale e riguardava sia benzina sia gasolio.
Sulla questione si registrano anche voci critiche. Il Codacons ha contestato l'orientamento verso misure selettive, sostenendo che qualunque intervento dovrebbe abbassare i prezzi alla pompa per tutti gli automobilisti, in chiave anti-inflazionistica. Una posizione comprensibile dal punto di vista del consumatore, ma che si scontra con i vincoli di bilancio che il governo richiama sistematicamente.
Sul fronte europeo, intanto, l'Italia ha chiesto — insieme a Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna — un confronto sulla possibilità di tassare gli extraprofitti delle compagnie petrolifere. La Commissione europea ha risposto ricordando che la fiscalità resta competenza degli Stati membri. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha espresso fiducia nella «tenuta del sistema paese» e ha sottolineato l'attenzione degli esecutivi europei agli sviluppi dei mercati energetici.
Per chi fa il pieno oggi o nei prossimi giorni, la sostanza cambia poco nel breve periodo: lo sconto dovrebbe restare. La domanda vera — quella su cui il governo si è impegnato a rispondere — è cosa succederà a settembre, quando i fondi di emergenza si esauriranno e sarà necessario scegliere tra un taglio universale costoso, uno sconto selettivo per reddito, o nessuno dei due.