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Proroga del taglio delle accise e 300 milioni agli autotrasportatori, sciopero sospeso

Proroga del taglio delle accise e 300 milioni agli autotrasportatori, sciopero sospeso

La Redazione ·23 maggio 2026 10:23

Il governo ha scelto di guadagnare tempo, ma anche di disinnescare una protesta che rischiava di paralizzare un settore già sotto pressione. Con un decreto legge approvato in serata, l’esecutivo ha prorogato per altre due settimane il taglio delle accise sui carburanti, spostando la scadenza al 6 giugno, e ha affiancato alla misura un pacchetto da 300 milioni di crediti d’imposta destinato all’autotrasporto. Il risultato è stato immediato: lo sciopero annunciato dai camionisti per i giorni tra il 25 e il 29 maggio è stato sospeso.

La riduzione resta dunque in vigore, ma con un’intensità più contenuta. Sul gasolio lo sconto scende da 20 a 10 centesimi al litro, mentre sulla benzina rimane fissato a 5 centesimi. A questi valori si somma l’effetto del meccanismo dell’Iva, che continua ad alleggerire in parte il prezzo finale alla pompa. La copertura finanziaria, pari complessivamente a circa 400 milioni di euro, arriverà da una combinazione di extragettito Iva, risorse derivanti da sanzioni dell’Antitrust e ulteriori tagli di spesa.

Ma il cuore politico del provvedimento non sta solo nel prolungamento dello sconto generalizzato. Il governo ha infatti scelto di intervenire in modo mirato proprio sul comparto che aveva minacciato la mobilitazione più dura. Dei 300 milioni destinati agli autotrasportatori, 100 erano già previsti in precedenti decreti carburanti ma non ancora erogati, mentre altri 200 rappresentano fondi nuovi. A questo si aggiunge una misura molto attesa: il termine per il rimborso trimestrale delle accise viene dimezzato, passando da 60 a 30 giorni. In parallelo, l’esecutivo si impegna a valutare una sospensione limitata di alcuni versamenti fiscali e contributivi, mentre viene ricostituita la Consulta generale per l’autotrasporto, pensata come tavolo stabile di confronto tra governo e imprese.

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La mediazione è maturata nel pomeriggio, in un clima teso ma pragmatico, durante l’incontro a Palazzo Chigi tra la presidente del Consiglio, diversi ministri e le principali organizzazioni del settore. I rappresentanti dei camionisti avevano contestato soprattutto un effetto collaterale giudicato ingiusto: il taglio delle accise applicato a tutti aveva ridotto, di riflesso, i rimborsi a loro favore, colpendo in particolare le imprese più virtuose. La premier ha riconosciuto il peso strategico dell’autotrasporto per l’economia nazionale, pur ricordando che una soluzione davvero strutturale alla crisi energetica e dei carburanti dipende anche dalle decisioni europee. Al tavolo, è emersa inoltre la richiesta di derogare al Patto di stabilità per sostenere famiglie e imprese, in un quadro reso ancora più complesso dalle tensioni internazionali e dall’aumento dei costi dell’energia.

Alla fine, però, è prevalsa la linea della trattativa. Le associazioni di categoria hanno accolto le misure come un segnale concreto e hanno annunciato la sospensione dello sciopero. Per il settore, la partita non è chiusa, ma il messaggio politico è chiaro: l’autotrasporto viene riconosciuto come un ingranaggio essenziale della filiera produttiva, e il governo prova a correggere almeno in parte una misura percepita come penalizzante. Resta ora da capire se questo intervento, nato per spegnere l’emergenza, riuscirà anche ad aprire una fase più stabile di confronto. Perché il problema del caro-carburanti, al di là dell’accordo trovato, non è affatto scomparso.

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