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PNRR italiano, via libera Ue all'ottava revisione: 2 miliardi riallocati e meno burocrazia
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PNRR italiano, via libera Ue all'ottava revisione: 2 miliardi riallocati e meno burocrazia

La Commissione Europea ha approvato l'ottava revisione del Piano italiano. Risorse spostate verso biometano e rinnovo veicolare, burocrazia alleggerita.

La Redazione ·9 agosto 2026 12:06 ·3 min di lettura

La Commissione Europea ha dato il proprio via libera, il 7 agosto 2026, all'ottava revisione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dell'Italia. Un passaggio atteso nelle sue linee generali: la proposta era stata approvata dalla Cabina di regia PNRR il 3 giugno e trasmessa a Bruxelles il 12 giugno. Manca ora soltanto il voto finale del Consiglio dell'Unione Europea, che si svolgerà entro fine agosto attraverso una procedura scritta.

Al centro della revisione c'è una riallocazione di risorse nell'ordine di 2,1-2,5 miliardi di euro — le fonti ufficiali indicano cifre leggermente diverse — spostati tra linee d'intervento ritenute meno efficaci verso priorità considerate più urgenti o più realisticamente cantierabili. La dotazione complessiva del Piano resta invariata: 194,4 miliardi di euro, di cui 71,8 miliardi di sovvenzioni a fondo perduto e 122,6 miliardi di prestiti a condizioni agevolate.

Le modifiche più rilevanti riguardano due settori tecnologici. Circa 640 milioni di euro vengono spostati dall'idrogeno per l'industria verso lo sviluppo del biometano, filiera considerata più matura e immediatamente scalabile. Altri 597 milioni vengono dirottati dalle infrastrutture di ricarica elettrica verso un nuovo programma di rottamazione e rinnovo del parco veicolare con veicoli a zero emissioni. Più in generale, la revisione rafforza gli investimenti nella competitività del sistema produttivo, nell'efficientamento energetico dell'edilizia residenziale pubblica e nelle infrastrutture idriche e ferroviarie.

Il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, ha definito l'approvazione un risultato che consentirà al governo di «rafforzare gli investimenti strategici» e di allineare ulteriormente il Piano alle «sopravvenute esigenze della Nazione». Foti ha anche ringraziato la Commissione per il lavoro «positivo, costruttivo e pragmatico» che ha accompagnato il negoziato tecnico.

Sul piano formale, la revisione è descritta come prevalentemente tecnica: mira a superare criticità attuative, semplificare le procedure della fase finale e alleggerire gli oneri burocratici legati alla rendicontazione. Sono stati corretti errori materiali e aggiunti 3 nuovi obiettivi, che portano il totale dei traguardi del Piano a 621. Secondo i dati comunicati dalla Commissione al momento dell'approvazione, l'Italia ne aveva raggiunti 416, pari al 72,3% del totale aggiornato.

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Lo stato di avanzamento dei fondi

Sul fronte finanziario, il 3 giugno 2026 — lo stesso giorno in cui la Cabina di regia approvava questa ottava revisione — la Commissione aveva erogato all'Italia la nona rata del PNRR, pari a 12,8 miliardi di euro. Con questo pagamento, secondo i dati della Commissione Europea, i fondi complessivamente ricevuti dall'Italia ammontano a circa 166 miliardi, corrispondenti all'85% del totale previsto dal Piano. Si tratta di una quota rilevante, anche se il completamento della spesa e la rendicontazione finale restano le sfide più delicate della fase conclusiva.

Non è la prima volta che il Piano viene modificato in corsa: dall'approvazione originaria, avvenuta con decisione del Consiglio Ue il 13 luglio 2021, l'Italia ha presentato ben otto richieste di modifica. Le più significative sono state quella dell'8 dicembre 2023, che ha incorporato il capitolo REPowerEU dedicato all'autonomia energetica, e la settima revisione del 30 marzo 2026, che ha toccato 40 misure.

Le opposizioni, pur senza contestare nel merito i contenuti tecnici di questa revisione, mantengono aperta la questione politica di fondo: la capacità effettiva di spendere e rendicontare correttamente i fondi entro le scadenze previste. Il completamento del percorso d'approvazione da parte del Consiglio Ue, atteso entro fine agosto, darà il via libera definitivo alle nuove riallocazioni e aprirà la fase conclusiva di un Piano che, nei suoi obiettivi originari, deve essere completato entro il 2026.

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