Piscine più sicure: stop ai bocchettoni killer, legge in vigore dal 1° agosto
Trentasette morti in due anni, più della metà bambini sotto i quattordici anni. È questo il bilancio che ha spinto il Parlamento italiano ad agire in fretta: il 23 luglio 2026 la Camera dei Deputati ha approvato, con 244 voti favorevoli e sostegno bipartisan, un emendamento al decreto Sport che inasprisce le norme di sicurezza per le piscine pubbliche, private aperte al pubblico e a uso collettivo. La nuova disciplina entrerà in vigore il 1° agosto 2026, una data ravvicinata che dice molto sull'urgenza percepita.
Al centro della riforma ci sono i sistemi di ricircolo dell'acqua e, in particolare, le prese di aspirazione — i cosiddetti bocchettoni e le griglie di fondo — che in alcuni impianti possono generare un effetto ventosa capace di intrappolare un nuotatore sotto la superficie. La legge impone che questi dispositivi rispettino standard tali da escludere quel rischio. Chi non si adegua dovrà chiudere immediatamente, senza deroghe, fino alla messa a norma dell'impianto.
A rendere più urgente il voto erano stati due episodi ravvicinati e dolorosi. Il 18 luglio una bambina di quattro anni è annegata nella piscina di un hotel a Milano Marittima. Qualche settimana prima, una bambina di undici anni di nome Alice era morta risucchiata da un bocchettone in una piscina a Sestri Levante. Il 9 luglio, a Treviso, una bambina di sette anni era stata trascinata da una pompa aspirante: si era salvata, ma con un ematoma di dieci centimetri. Dati dell'Istituto Superiore di Sanità indicano che tra il 2022 e il 23 luglio 2026 le vittime in piscina sarebbero state settantacinque in totale.
Per aiutare gli impianti pubblici ad adeguarsi senza restare a secco — nel senso più letterale — il provvedimento istituisce un fondo da 4,7 milioni di euro per il 2026. Una cifra che potrà coprire solo una parte dei costi, considerando la vastità del parco impianti nazionale. E qui emerge uno dei nodi più spinosi: secondo stime dell'associazione di settore Professione Acqua, circa il 95% delle piscine costruite dopo il 2008 potrebbe non disporre di una Dichiarazione di Conformità degli impianti di ricircolo, documento che prima di quell'anno non era nemmeno obbligatorio. Tradotto: un numero potenzialmente molto elevato di strutture rischia la chiusura forzata se non riesce ad adeguarsi nei tempi.
Il voto non è stato privo di frizioni. Alcuni esponenti dell'opposizione hanno definito l'articolo aggiuntivo «mal fatto, con tante debolezze, generico», sostenendo che risponda più a un'esigenza mediatica — l'onda emotiva degli ultimi incidenti — che a una reale architettura normativa. Da registrare anche il ritiro, prima della votazione finale, di un emendamento che avrebbe introdotto l'obbligo della cuffia da nuoto per i minori di sedici anni: una proposta che aveva sollevato perplessità sulla sua concreta utilità rispetto al rischio specifico dei bocchettoni.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha ringraziato il Parlamento per l'approvazione, sottolineando che la norma «proibisce i bocchettoni che creano vortici e risucchiano, come accaduto a troppi bambini». Il messaggio politico è chiaro: il governo vuole mostrare reattività su un tema che tocca direttamente le famiglie nel pieno dell'estate.
Ma la misura approvata ieri è esplicitamente presentata come un intervento ponte. Il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, sta lavorando a un disegno di legge organico di oltre trenta articoli, che dovrebbe essere discusso in autunno e che ambisce a costruire una cornice normativa omogenea per tutti gli impianti natatori italiani. L'obiettivo è evitare che norme frammentate, approvate sull'onda dell'emergenza, lascino vuoti o contraddizioni difficili da sanare.
Per chi frequenta le piscine — genitori, nuotatori, gestori di impianti — il messaggio pratico è duplice. Da un lato, dal 1° agosto scattano i nuovi obblighi e le strutture che non si adeguano dovranno chiudere: vale la pena informarsi sullo stato dell'impianto che si frequenta. Dall'altro, la partita normativa è ancora aperta: la riforma strutturale arriverà in autunno, e con essa probabilmente requisiti più dettagliati su ispezioni, certificazioni e responsabilità. Un'estate, insomma, che per il mondo delle piscine italiane segna una discontinuità — anche se quanto profonda lo si capirà solo nei prossimi mesi.