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Medici no vax, il reintegro resta in stallo: la maggioranza si spacca sul Ddl
Foto: Efe Ersoy / Pexels

Medici no vax, il reintegro resta in stallo: la maggioranza si spacca sul Ddl

La Redazione ·25 luglio 2026 4:16

Non è ancora la settimana giusta per il ritorno in aula dei medici no vax. L'emendamento presentato da Fratelli d'Italia al disegno di legge sulle professioni sanitarie — quello che aprirebbe una corsia preferenziale per la reiscrizione all'albo di alcuni sanitari radiati durante l'emergenza Covid-19 — non è stato inserito nell'ordine del giorno della Commissione Affari sociali della Camera per la settimana successiva al 24 luglio 2026. Un nuovo rinvio, l'ennesimo, che fotografa uno stallo ormai difficile da ignorare.

A bloccare il percorso parlamentare del provvedimento non sono soltanto le opposizioni — compatte nel definirlo una "ferita" per la comunità scientifica — ma le divisioni interne alla stessa maggioranza di governo. Forza Italia ha espresso perplessità forti e chiare: inserire una norma così controversa in un Ddl che punta a riformare l'intero sistema delle professioni sanitarie rischia, secondo i berlusconiani, di affossare l'impianto complessivo del provvedimento. Una preoccupazione tecnica e politica insieme.

Dall'altra parte, Fratelli d'Italia — che ha presentato l'emendamento a prima firma della deputata Alice Buonguerrieri — non intende fare passi indietro. La linea ufficiale del partito è che si tratti di mettere fine a "persecuzioni" e restituire ai sanitari la libertà di operare "in scienza e coscienza". Ma anche all'interno del Ministero della Salute le acque non sono tranquille: sono emerse tensioni tra il Ministro Orazio Schillaci e il Sottosegretario Marcello Gemmato, una frizione che contribuisce a rallentare ulteriormente il percorso del testo.

Sullo sfondo, il Quirinale osserva. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella segue con attenzione l'evolversi della vicenda, interessato in particolare a capire se l'iniziativa sia espressione del solo gruppo parlamentare di FdI o se rifletta una scelta condivisa dall'intero Governo. La preoccupazione è che norme di questo tipo possano interferire con l'autonomia degli Ordini professionali e mettere in discussione le regole applicate durante le emergenze sanitarie.

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È bene chiarire cosa prevede concretamente l'emendamento, perché il dibattito rischia di essere frainteso. Non si parla di un reintegro automatico dei medici sospesi per non essersi vaccinati: quella stagione si è chiusa alla fine del 2022, quando l'obbligo vaccinale per il personale sanitario — introdotto dal Decreto Legge n. 44 del 1° aprile 2021 — è cessato, portando già al ritorno in servizio di numerosi professionisti. Il testo attuale riguarda invece una platea più ristretta: i sanitari che sono stati radiati dall'albo, una misura più grave della semplice sospensione. La procedura proposta si applicherebbe a chi è stato espulso per "fatti non dolosi" durante l'emergenza Covid-19, legati a lacune nelle conoscenze scientifiche del momento, scarsità di risorse o minore esperienza. Una distinzione sottile ma rilevante, che tuttavia non ha placato le reazioni del mondo medico.

La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) ha usato parole durissime, parlando di "delegittimazione" del ruolo degli Ordini professionali e di "affronto" alla memoria dei 383 medici e odontoiatri morti durante la pandemia. La Società Italiana di Medicina Interna (SIMI) ha sottolineato che i professionisti con posizioni pubblicamente contrarie alle indicazioni scientifiche rischiano di compromettere la credibilità dell'intero Servizio Sanitario Nazionale e il rapporto di fiducia con i cittadini, aggiungendo che le posizioni no vax si estendono spesso ben oltre il Covid, fino a mettere in discussione programmi vaccinali consolidati da decenni. Sulla stessa linea la Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI), che ha parlato di "profonda preoccupazione" e "ferma contrarietà", accusando l'emendamento di legittimare la diffusione di informazioni false in ambito sanitario.

Le opposizioni — Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e Azione — hanno chiesto un'informativa urgente al Ministro della Salute, denunciando un provvedimento che considerano un'offesa ai professionisti sanitari che hanno tenuto il sistema in piedi durante gli anni più duri della pandemia.

In questo clima, il rinvio in commissione assomiglia meno a una pausa tecnica e più a un tentativo di guadagnare tempo, nell'attesa che la maggioranza trovi una sintesi che al momento non sembra a portata di mano. Per chi ha atteso anni la possibilità di tornare a esercitare, l'agenda parlamentare continua a spostarsi in avanti.

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