Mattarella al Meeting di Rimini: "L'umanità non si chiuda nei muri"
Il Capo dello Stato apre con un messaggio la 47ª edizione dell'evento di CL a Rimini, dedicata a Dante. Domani attesa la visita di Papa Leone XIV.
Con le parole di Dante a fare da sfondo e le tensioni del mondo a fare da contesto, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scelto il Meeting di Rimini per lanciare un appello alla solidarietà e al dialogo. Il messaggio, inviato il 21 agosto 2026 a Bernhard Scholz, presidente della Fondazione Meeting per l'amicizia fra i popoli, ha aperto la 47ª edizione della manifestazione, in corso a Rimini fino al 26 agosto.
Il tono del testo presidenziale è netto, quasi aforistico in certi passaggi. Mattarella scrive che l'umanità non deve chiudersi «dentro illusori muri e condannata all'egoismo», ma restare «aperta e sensibile alle ingiustizie e ai drammi di chi soffre, pronta a costruire ponti nuovi». Richiama la necessità di «solidarietà, amicizia sociale e gratuità» come antidoti a fenomeni che chiama per nome: «l'omologazione, la passività, l'odio, l'avversione al diverso, allo straniero». E invita a non cedere al «falso realismo che conduce all'inerzia, alla sfiducia, alla rassegnazione», affermando che le comunità devono tornare protagoniste del proprio futuro.
Sullo sfondo ci sono le crisi che il Capo dello Stato non esita a nominare: «guerre scellerate», «diseguaglianze crescenti» e «ristrettissime oligarchie che accumulano poteri superiori a quelli di molti Stati sovrani». Un quadro duro, che però Mattarella non abbandona alla cupezza: la chiave, scrive, sta nel legame tra le persone. «L'amore spezza le solitudini e apre orizzonti di umanità», e «legare l'io al tu, al noi» è la direzione che imprime senso «ai percorsi umani».
Il tema scelto per questa edizione — «L'amor che move il sole e l'altre stelle», l'ultimo verso del Paradiso dantesco — non è una cornice ornamentale. È il filo che attraversa il programma, pensato per connettere riflessione spirituale, impegno civico e apertura culturale. La manifestazione, nata nel 1980 come espressione del movimento cattolico di Comunione e Liberazione, si è trasformata nel tempo in un appuntamento di confronto plurale su temi religiosi, politici, sociali e culturali. Quest'anno prevede oltre 150 conferenze con circa 500 relatori, 12 mostre e 13 spettacoli. A tenere in piedi la macchina organizzativa sono circa 3.000 volontari, il 58% dei quali ha meno di trent'anni.
L'apertura del 21 agosto ha già offerto uno dei momenti più intensi dell'edizione: la testimonianza di Roseline Hamel e Nassera Kermiche, due donne che hanno scelto di incontrarsi dopo aver vissuto un dolore acuto su fronti opposti. Un gesto concreto, prima ancora che simbolico, che raccoglie il senso più immediato del titolo dantesco.
Il momento più atteso dell'intera settimana è però quello di sabato 22 agosto: nel pomeriggio è prevista la visita di Papa Leone XIV, per la quale è stato allestito un Grand Auditorium da 10.000 posti. Si tratta di un ritorno storico: l'ultimo Pontefice a partecipare al Meeting fu San Giovanni Paolo II, quarantaquattro anni fa. La presenza del Papa conferma il peso che l'evento continua ad avere nell'agenda cattolica internazionale, al di là del suo radicamento nell'associazionismo di CL.
Il programma era stato presentato ufficialmente l'8 luglio 2026 presso l'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede. Mattarella, dal canto suo, non è nuovo a questo tipo di interlocuzione: già nel 2019, in occasione del 40° anniversario del Meeting, aveva inviato un messaggio incentrato sul tema della relazione con l'altro e della costruzione della comunità. Una costante, quella del dialogo con la società civile organizzata, che il Presidente porta avanti con continuità.