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Italia sospende Schengen con la Spagna: cosa cambia davvero per chi viaggia
Foto: Marta Branco / Pexels
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Italia sospende Schengen con la Spagna: cosa cambia davvero per chi viaggia

Dal 1° agosto controlli su voli e traghetti tra i due Paesi. La misura dura un mese, ma turisti con documenti validi non rischiano nulla.

La Redazione ·2 agosto 2026 13:06 ·4 min di lettura

Dal primo agosto 2026, chi arriva in Italia dalla Spagna via mare o via aereo può trovarsi davanti a un controllo di frontiera che fino a ieri non esisteva. Il governo Meloni ha annunciato il 31 luglio la sospensione temporanea del regime Schengen con Madrid, reintroducendo verifiche sui collegamenti marittimi e aerei tra i due Paesi. La misura è in vigore per un mese, con possibilità di proroga, ed è stata decisa a valle della crisi migratoria esplosa a Ceuta, l'enclave spagnola in Marocco dove migliaia di persone hanno raggiunto la costa a nuoto.

Per la stragrande maggioranza dei viaggiatori — italiani o spagnoli che siano — la vita quotidiana non cambia. Il governo ha chiarito che i controlli saranno mirati e selettivi, rivolti principalmente ai cittadini di Paesi terzi per verificare che abbiano i documenti idonei a circolare nell'area Schengen. Chi ha un passaporto o una carta d'identità validi per l'espatrio non incontrerà ostacoli. La libera circolazione dei cittadini europei, in sostanza, non è messa in discussione: cambia la procedura di controllo, non il diritto di muoversi.

La base giuridica dell'iniziativa è l'articolo 25 del Codice frontiere Schengen, che consente a uno Stato membro di ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere interne in caso di minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza interna. La decisione è unilaterale e non richiede il via libera del Consiglio europeo. La scelta è maturata in seno al Comitato Analisi sull'Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere, presieduto dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, sulla base di acquisizioni informative che, secondo il governo, indicano rischi concreti per i confini italiani derivanti dalla pressione migratoria su Ceuta. Roma sostiene che l'immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza e alimenta le reti criminali di trafficanti.

La reazione di Madrid è stata immediata e dura. Il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez ha definito la crisi di Ceuta «un attacco e una violazione della sovranità territoriale della Spagna» e ha bollato la risposta di alcuni partner europei come «egoistica» e «illegittima», chiedendo una riunione urgente dei ministri dell'Interno dell'UE. Il ministro degli Esteri José Manuel Albares ha parlato di «confusione interessata» da parte italiana, precisando che Ceuta non consente comunque il libero passaggio verso la Spagna continentale senza controlli di polizia. La Spagna ha convocato l'ambasciatore italiano a Madrid.

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L'Unione europea si trova in mezzo a una spaccatura sempre più visibile. La Commissione europea ha dichiarato di non aver ancora ricevuto notifica formale dalla parte italiana e ha chiesto a Roma di spiegare in che modo la situazione a Ceuta costituisca una minaccia grave per la sicurezza interna dell'Italia, riaffermando che la risposta alla migrazione irregolare richiede solidarietà e coordinamento europeo. Eppure lo stesso fronte non è compatto: il presidente francese Emmanuel Macron ha già chiesto al suo ministro dell'Interno di rafforzare i controlli al confine terrestre con la Spagna, mentre il cancelliere austriaco Stocker, la premier danese Frederiksen e le ministre finlandesi competenti hanno espresso posizioni allineate a un inasprimento dei controlli. Per il 4 agosto è stata convocata una riunione straordinaria dei ministri dell'Interno UE, richiesta da 22 Paesi europei — con Italia e Danimarca capofila — e contestualmente dalla stessa Spagna.

Sullo sfondo c'è un dato che ridimensiona la portata eccezionale dell'atto, pur senza sminuirne il peso politico: dal 2006 i controlli alle frontiere interne dello spazio Schengen sono stati ripristinati oltre 470 volte, per ragioni che vanno dai grandi eventi internazionali all'allerta terrorismo fino alla pandemia di Covid-19. Ciò che rende diverso questo episodio è il contesto di tensione bilaterale acuta e il fatto che arrivi a pochi mesi dall'entrata in vigore, il 12 giugno 2026, del Patto sulla migrazione e l'asilo dell'UE, che si proponeva proprio di rafforzare le frontiere esterne e rendere più efficienti le procedure di rimpatrio.

Dall'altra parte dell'Atlantico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito la crisi spagnola «terribile» e un avvertimento per Washington, mentre il Dipartimento di Stato ha commentato su X che quanto accaduto a Ceuta sarebbe la conseguenza diretta di politiche spagnole che avrebbero facilitato l'immigrazione irregolare di massa in Europa, esprimendo solidarietà agli europei. Fonti del governo spagnolo, nel frattempo, riferiscono che oltre 48.000 delle persone giunte a Ceuta sono già state rimpatriate in Marocco.

L'appuntamento del 4 agosto dirà se l'Europa sarà in grado di trovare una posizione comune o se la frattura tra i Paesi del Nord e del Sud del continente, con le rispettive sensibilità sul tema migratorio, si allargherà ulteriormente.

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