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Italia sospende Schengen con la Spagna per un mese: cosa cambia e perché
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Italia sospende Schengen con la Spagna per un mese: cosa cambia e perché

Dal 1° agosto controlli alle frontiere marittime e aeree per i cittadini extra-UE provenienti dalla Spagna. Tensione con Madrid e Bruxelles.

La Redazione ·2 agosto 2026 6:09 ·4 min di lettura

Dal 1° agosto 2026 l'Italia ha reintrodotto i controlli alle frontiere marittime e aeree con la Spagna, sospendendo temporaneamente l'accordo di Schengen per un periodo di un mese, con possibilità di proroga. La decisione, annunciata il 31 luglio dal governo Meloni, è motivata ufficialmente dalla crisi migratoria in atto a Ceuta, l'enclave spagnola in Marocco, dove nelle scorse settimane sono arrivate migliaia di migranti. Nella pratica, i controlli aggiuntivi riguarderanno i cittadini di Paesi extra-UE in transito dalla Spagna verso l'Italia, per verificare la regolarità del loro ingresso. Per i cittadini italiani, spagnoli ed europei in senso lato non cambierà nulla.

Il provvedimento è stato formalizzato dopo le valutazioni del Comitato Analisi sull'Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere, presieduto dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, sulla base — si legge nella nota ministeriale — delle «più recenti acquisizioni informative» raccolte dall'organismo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito la misura «straordinaria, adottata per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra Nazione», aggiungendo che «difendere i confini significa difendere la sicurezza dei cittadini, contrastare l'immigrazione irregolare e colpire le reti criminali che trafficano esseri umani». Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito che la sospensione è «prevista dai trattati UE» e dunque del tutto legittima sul piano giuridico.

Sul punto formale, il governo non sbaglia: l'accordo di Schengen, firmato nel 1985, consente ai Paesi membri di ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere interne in presenza di una «minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza interna». Dal 2006, sono già state notificate alla Commissione europea 498 reintroduzioni di controlli di questo tipo in tutta Europa. La stessa Italia aveva già prorogato i controlli al confine con la Slovenia fino al giugno scorso, citando il rischio di infiltrazioni terroristiche lungo la rotta balcanica e l'innalzamento del livello di allerta in occasione del Giubileo e delle Olimpiadi invernali.

La reazione di Madrid è stata però immediata e aspra. Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha dichiarato che «non è tempo di dividere, è tempo di continuare a costruire un'Ue forte e unita», e ha scritto ai vertici dell'Unione attribuendo la scelta italiana a «pregiudizi, disinformazione, ignoranza o interessi politici». Nella lettera, Sanchez ha citato dati Frontex che mostrano come tra il 2021 e il 2026 l'Italia abbia registrato 478.600 ingressi irregolari nell'UE, contro i 234.760 della Spagna: un argomento diretto per ricordare a Roma che il fenomeno migratorio non conosce confini. Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha preso le distanze, sottolineando che Ceuta non fa parte dell'area Schengen, e lasciando intendere che il presupposto della decisione italiana possa essere contestato. La Commissione europea, che non è stata preventivamente notificata, ha chiesto a Roma di spiegare in che modo la situazione nell'enclave spagnola possa costituire una minaccia diretta per la sicurezza italiana.

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Non è però solo una guerra diplomatica bilaterale. A fianco dell'Italia si è schierata la Danimarca: i due Paesi hanno promosso una contro-lettera firmata da 22 capi di Stato e di governo — con la significativa assenza di Spagna e Francia — che chiede la convocazione urgente dei ministri dell'Interno UE per affrontare la crisi. Sul fronte francese, un punto di contatto è stato trovato: dopo un colloquio telefonico tra Piantedosi e il suo omologo Laurent Nuñez, è stato concordato un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre Italia-Francia. Ursula von der Leyen, pur avendo definito «inaccettabile» la situazione a Ceuta e invocato rimpatri rapidi, non ha preso una posizione netta sulla mossa di Roma.

In Italia, le opposizioni non hanno tardato a farsi sentire. La segretaria del PD Elly Schlein ha parlato di «precedente pericoloso per l'Europa» e accusato il governo di demagogia, mettendo in guardia sulle implicazioni che una simile misura può avere per la coesione del progetto europeo. Il Quirinale, secondo quanto riferito, sta seguendo con attenzione l'evolversi della vicenda, segnale che la portata politica della decisione non è considerata trascurabile ai più alti livelli dello Stato.

Per i viaggiatori italiani diretti in Spagna o in arrivo da lì, almeno nell'immediato, la novità è limitata: nessun visto, nessun timbro sul passaporto, nessuna coda prevista alle dogane per chi è cittadino europeo. L'impatto concreto si misurerà invece sulle procedure di frontiera per i cittadini di Paesi terzi in transito — e soprattutto sul clima politico europeo, che attorno alle politiche migratorie continua ad accumularsi tensione.

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