Messaggio promozionale Creativo di test
mercoledì, 29 luglio 2026
Ultimo aggiornamento alle 01:34
Il Plurale Quotidiano
Politica Interna
Benzina sopra i 2 euro, Meloni e Giorgetti a confronto: le accise mobili sul tavolo
Illustrazione generata con AI

Benzina sopra i 2 euro, Meloni e Giorgetti a confronto: le accise mobili sul tavolo

La Redazione ·25 luglio 2026 22:16

Il prezzo della benzina che si avvicina ai due euro al litro sulle strade ordinarie — e li supera già in autostrada — ha portato ieri, 24 luglio, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti a un confronto diretto a Palazzo Chigi. Sul tavolo, la situazione economica generale e, in modo particolare, l'andamento dei prezzi alla pompa e gli strumenti a disposizione del governo per contenerli.

I numeri fotografano una pressione reale. Nella giornata di ieri, il prezzo medio del gasolio in modalità self-service sulla rete stradale si attestava a 2,161 euro al litro, con punte di 2,228 euro sulle autostrade. La benzina, a 1,957 euro sulla viabilità ordinaria e 2,048 in autostrada, si avvicina al massimo del 2026 toccato il 25 maggio scorso — un livello che non si vedeva da quasi tre anni. Dietro la risalita ci sono l'escalation del conflitto in Medio Oriente, le tensioni nello stretto di Hormuz e la risalita del greggio: il Brent ha superato la soglia dei 100 dollari al barile.

L'obiettivo dichiarato dall'esecutivo è tenere i prezzi al di sotto dei due euro al litro. Lo strumento di cui si discute con più insistenza sono le cosiddette accise mobili: un meccanismo introdotto dal governo Prodi nel 2008 e successivamente rivisto dall'attuale esecutivo nel 2023, che prevede di ridurre le accise sui carburanti usando come copertura le maggiori entrate IVA generate dall'aumento del prezzo del petrolio. Il meccanismo ha però un raggio d'azione limitato — tra i 7 e i 10 centesimi al litro — e agisce con un ritardo strutturale: prima che lo sconto possa scattare, occorre che le casse dello Stato abbiano effettivamente incassato il maggior gettito. I dati di luglio, necessari per quantificare l'extragettito e stabilire l'entità dell'eventuale sconto, sono attesi intorno all'8 agosto.

Non è la prima volta che il governo interviene sul fronte dei carburanti. In passato, l'esecutivo aveva tagliato le accise prima di 20 centesimi al litro, poi di 10, poi di 5 — misure straordinarie che sono costate miliardi di euro e che oggi vengono considerate non più sostenibili, vista la situazione del debito pubblico. L'ultima proroga, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 6 giugno scorso, aveva prolungato una riduzione di 5 centesimi (6,1 considerando anche l'IVA) fino al 3 luglio 2026, con una copertura di circa 150 milioni di euro ricavata dall'extragettito IVA di maggio. Alla scadenza di quella misura, il prezzo alla pompa è risalito di circa 6 centesimi al litro. Lo stesso Giorgetti aveva già anticipato la valutazione sulle accise mobili, pur sottolineando la scarsità di risorse disponibili.

Messaggio promozionale Pubblicità

Le associazioni di categoria e dei consumatori tracciano un quadro preoccupante. Il Codacons ricorda che IVA e accise pesano per oltre il 50% sul prezzo finale dei carburanti in Italia. L'Unione Nazionale Consumatori ha calcolato che, dalla scadenza degli sconti il 3 luglio, i rincari effettivi hanno già superato ampiamente il valore dello sconto perduto. Confesercenti stima che il caro benzina potrebbe costare alle famiglie italiane circa 700 milioni di euro nei soli mesi di luglio e agosto. La CNA calcola che dall'inizio del conflitto con l'Iran famiglie e imprese abbiano già pagato oltre 4,5 miliardi di euro in più per benzina e gasolio, con un aggravio di circa 850 milioni nei primi 24 giorni di luglio destinato a sfiorare 1,1 miliardi entro fine mese. L'ufficio studi della CGIA proietta per l'intero 2026 quasi 29 miliardi di euro di costi aggiuntivi per elettricità, gas e carburanti, con il rincaro più pesante che riguarda proprio benzina e diesel: 13,6 miliardi in più rispetto al 2025, pari a un aumento del 20,4%.

Il fronte politico è animato. Il Ministro delle Imprese Adolfo Urso ha difeso l'operato dell'esecutivo, affermando che il governo è intervenuto in modo tempestivo ed efficace e che, se necessario, interverrà nuovamente in modo mirato. Le opposizioni, però, non ci stanno. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha attaccato l'esecutivo per non aver assunto decisioni concrete nell'ultimo Consiglio dei Ministri, rilanciando la proposta di riattivare subito il meccanismo delle accise mobili. L'ex premier e leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha accusato il governo di aver lasciato gli italiani soli, uscendo dal Consiglio dei Ministri, a suo dire, «a mani vuote». I capigruppo del centrosinistra Francesco Boccia, Chiara Braga e Nicola Zingaretti hanno parlato di un governo che «ha gettato la spugna» e si trova in «totale imbarazzo» davanti ai rincari.

La prossima mossa dipenderà in larga parte dai dati fiscali di luglio. Se l'extragettito IVA sarà sufficientemente consistente, il meccanismo delle accise mobili potrebbe effettivamente scattare — ma non prima della seconda settimana di agosto. Nel frattempo, per chi fa il pieno ogni settimana, i conti continuano a farsi sentire.

Potrebbe interessarti anche…