Notte di fuoco su Kiev e Mosca: droni e missili colpiscono acciaierie, magazzini e un mercato di libri
Nella notte tra il 15 e il 16 agosto 2026 attacchi su larga scala hanno colpito entrambe le capitali: a Kiev brucia il mercato di Petrivka, a Mosca distrutto il magazzino Wildberries.
Nella notte tra il 15 e il 16 agosto 2026 il conflitto russo-ucraino ha raggiunto una nuova soglia di intensità, con attacchi che hanno colpito simultaneamente le due capitali e una serie di obiettivi civili e industriali di rilievo strategico. Non più soltanto il fronte: le città lontane dalle trincee sono diventate, di fatto, campi di battaglia.
Dal lato russo, i missili e i droni hanno investito Kiev e Kryvyi Rih in quello che le autorità ucraine descrivono come un attacco combinato su larga scala. A Kiev, nel quartiere di Obolonskyi, le fiamme hanno devastato il mercato librario di Petrivka, considerato il più grande mercato di libri dell'Europa orientale. Era il terzo attacco con missili balistici contro quello stesso sito dall'inizio dell'estate. Tre persone sono rimaste ferite nella capitale; sei in totale tra Kiev e la regione circostante.
Anche più grave quanto accaduto a Kryvyi Rih, città natale del presidente Zelensky e polo industriale cruciale per l'economia ucraina. L'attacco ha colpito lo stabilimento ArcelorMittal, la più grande acciaieria del paese e uno dei principali complessi siderurgici dell'intero continente europeo. I missili hanno danneggiato impianti di produzione energetica e altiforni, causando la sospensione parziale delle attività, con un bilancio di feriti che ha raggiunto i quattordici. Il presidente Volodymyr Zelensky, in un messaggio diffuso nelle ore successive, ha dichiarato che il totale delle vittime dei raid notturni su tutto il territorio nazionale ammonta ad almeno tre morti e venti feriti, precisando che nell'ultima settimana tredici regioni ucraine sono state colpite da oltre 1.550 droni d'attacco, quasi 1.560 bombe aeree guidate e 62 missili, in larga parte balistici.
Dall'altra parte, l'Ucraina ha risposto con quello che il Ministero della Difesa russo ha definito l'attacco di droni «più massiccio» dall'inizio dell'anno. Mosca ha dichiarato di aver abbattuto 822 droni in tutto il paese nel corso della notte. Il sindaco della capitale, Sergei Sobyanin, ha riferito che oltre 600 velivoli erano diretti verso la città, con più di 200 intercettati nelle immediate vicinanze. Tre persone sono rimaste ferite a Mosca a causa della caduta di detriti.
Tra gli obiettivi colpiti, il maxi-magazzino di Wildberries a Podolsk, nella cintura meridionale di Mosca: una struttura da circa 250.000 metri quadrati, completamente distrutta. Il colosso del commercio online russo è il più grande rivenditore del paese, e l'Ucraina ha rivendicato di aver reso inutilizzabili sette dei suoi dieci principali centri logistici. Colpita anche la raffineria di Kapotnya, nei pressi della capitale. Nella regione di Rostov, i droni ucraini avrebbero inoltre centrato un impianto di produzione di carburante per missili: cinque persone sono morte in quella regione, e un anziano di 83 anni ha perso la vita quando un drone ha raggiunto la sua abitazione privata fuori Mosca. Il bilancio complessivo degli attacchi ucraini sul suolo russo è di almeno sei morti.
L'episodio più delicato per le implicazioni geopolitiche è però avvenuto ai margini del teatro di guerra. Un drone, entrato dalla Moldavia alle 05:01 ora locale, ha violato lo spazio aereo della Romania, paese membro della NATO. A intercettarlo è stato un caccia F-18 spagnolo impegnato in una missione di polizia aerea dell'Alleanza Atlantica. I detriti sono precipitati in un'area disabitata della regione di Galati, vicino al confine con l'Ucraina. Il colonnello Martin O'Donnell, portavoce del quartier generale militare della NATO, ha dichiarato che il velivolo «sembra essere russo», pur precisando che le indagini sono ancora in corso.
Sullo sfondo diplomatico, l'Alto Rappresentante dell'Unione Europea per gli Affari Esteri, Kaja Kallas, ha annunciato l'intenzione di ampliare la lista dei soggetti russi colpiti da sanzioni in risposta alla guerra. La dichiarazione arriva in un momento in cui la distinzione tra fronte e retro sembra essersi definitivamente dissolta: raffinerie, snodi ferroviari, depositi di munizioni, reti elettriche e centri commerciali sono entrati nel perimetro dei bersagli, e con essi i civili che li abitano.