Messaggio promozionale Creativo di test
giovedì, 27 agosto 2026
Ultimo aggiornamento alle 03:07
Il Plurale Quotidiano
Politica Estera
Gaza, MSF: "L'olio motore costa 1.300 dollari al litro e gli ospedali rischiano il buio"
Foto: Takeshi Arai / Pexels
Politica Estera

Gaza, MSF: "L'olio motore costa 1.300 dollari al litro e gli ospedali rischiano il buio"

Medici Senza Frontiere denuncia le restrizioni israeliane sui carburanti a Gaza: generatori a rischio, chirurgia sospesa, acqua razionata.

La Redazione ·12 agosto 2026 16:08 ·4 min di lettura

A Gaza, un litro di olio motore costa oggi oltre 1.300 dollari. Sei mesi fa ne costava sessantacinque. Questo dato, da solo, racconta qualcosa di difficilmente comprimibile in una statistica: la sistematica erosione delle condizioni materiali necessarie alla sopravvivenza in una delle aree più dense e più devastate del pianeta. Medici Senza Frontiere (MSF) ha lanciato un nuovo allarme il 12 agosto 2026, denunciando che le restrizioni imposte dalle autorità israeliane sull'ingresso di olio motore e pezzi di ricambio nella Striscia di Gaza stanno mettendo a rischio la vita di migliaia di persone.

Le forniture bloccate o fortemente limitate non sono materiali militari né beni di lusso: servono a tenere accesi i generatori degli ospedali, in moto le ambulanze, in funzione le pompe per l'acqua e le autocisterne che distribuiscono il poco idrico disponibile. In alcune strutture gestite da MSF, le scorte di olio motore bastano a malapena per un mese. Il 5 agosto, uno dei generatori dell'ospedale da campo di Deir Al Balah si è guastato: il personale ha dovuto razionare l'elettricità, sospendere i servizi di radiologia e limitare gli interventi chirurgici ai soli casi in pericolo di vita immediato. I pazienti con ustioni sono rimasti senza aria condizionata, in piena estate.

Il meccanismo della lista «dual-use» è al centro delle denunce di MSF e di altre organizzazioni umanitarie. Israele classifica migliaia di articoli come potenzialmente a doppio uso civile-militare, bloccandone o limitandone severamente l'ingresso. Fino al 7 ottobre 2023, questa categoria riguardava prevalentemente materiali industriali e prodotti chimici. Da allora, secondo quanto riportato dall'organizzazione Gisha in un documento pubblicato a marzo 2026, vi sono stati inseriti in modo arbitrario anche oggetti di uso quotidiano come torce elettriche, sedie a rotelle non elettriche, teloni e sacchi a pelo. Sempre secondo Gisha, a gennaio 2026 è emerso che a commercianti privati veniva consentito di introdurre nella Striscia articoli dual-use — tra cui generatori e pali per tende — che erano invece vietati alle organizzazioni umanitarie.

Filipe Ribeiro, capo missione di MSF in Palestina, ha definito la situazione in termini netti: quello che accade a Gaza non è una serie di carenze isolate e contingenti, ma una "politica di logoramento pianificata". Di fronte alle restrizioni, MSF è costretta a rifornirsi nel mercato locale a prezzi ormai fuori controllo — il costo dell'olio motore è aumentato di venti volte in sei mesi — con un impatto diretto sulla capacità operativa delle strutture sanitarie.

Messaggio promozionale Pubblicità

Il quadro che emerge dai dati raccolti dall'organizzazione è quello di una crisi umanitaria a più livelli che si aggrava nel tempo. Tra gennaio 2024 e marzo 2026, MSF ha ammesso nei propri servizi 4.950 bambini sotto i quindici anni per malnutrizione acuta — il 98% dei quali aveva meno di cinque anni — e ha seguito 3.482 donne incinte o in allattamento in programmi ambulatoriali. A luglio 2026, secondo l'OCHA, il 67% della popolazione della Striscia continuava ad affrontare alti livelli di insicurezza alimentare acuta; l'IPC aveva dichiarato la carestia già nell'agosto 2025. Nella prima metà del 2026, MSF ha registrato quasi 4.000 casi di aborto spontaneo tra le donne seguite nei propri programmi, e ha rilevato che oltre il 57% delle donne incinte in cura risultava anemica.

L'accesso all'acqua segue una traiettoria analoga. Secondo i dati raccolti da MSF, tra ottobre 2023 e gennaio 2026 i prezzi dell'acqua prodotta da fornitori privati sono aumentati fino al 500%. Tra maggio e novembre 2025, una distribuzione su cinque organizzata dall'organizzazione si è esaurita mentre le persone erano ancora in coda ad aspettare. A maggio 2026, MSF ha purificato oltre 17 milioni di galloni d'acqua tramite osmosi inversa e ne ha distribuiti circa 15,5 milioni: numeri imponenti che, tuttavia, non riescono a coprire il fabbisogno.

Il 7 agosto 2026, le Nazioni Unite hanno comunicato che il flusso di forniture umanitarie entrate a Gaza a luglio è cresciuto del 33% rispetto a giugno. Un segnale positivo, accompagnato però da un'avvertenza: rimangono restrizioni critiche sui tipi di materiali consentiti, e circa il 60% di quanto è entrato era cibo, con volumi assai minori di articoli sanitari, idrici e per alloggi. MSF ha avvertito ad aprile 2026 che quasi il 50% dei farmaci per malattie croniche — diabete, ipertensione, asma, patologie tiroidee — si trova a livelli criticamente bassi, al punto che l'organizzazione ha dovuto smettere di accettare nuovi pazienti nei suoi servizi per malattie non trasmissibili.

Sul fronte del bilancio umano, i dati disponibili restano frammentati e oggetto di verifica da fonti diverse. Secondo le cifre diffuse da MSF, dal 10 ottobre 2025 — data di entrata in vigore di un cessate il fuoco — al 28 luglio 2026, 1.005 palestinesi sarebbero stati uccisi e 3.157 feriti. Quindici operatori di MSF hanno perso la vita dall'inizio del conflitto. Le altre cifre circolanti — oltre 70.000 morti complessivi dall'inizio delle ostilità, più di 58.000 bambini che avrebbero perso uno o entrambi i genitori, oltre 1.700 operatori sanitari e almeno 594 umanitari uccisi, il 76,6% delle strutture della Striscia distrutte o danneggiate — provengono da fonti non univoche e sono ancora in corso di verifica da parte degli organismi internazionali. MSF stessa non attribuisce a sé la paternità di questi dati aggregati nel proprio comunicato. In questo contesto, la disputa su chi possa importare un fusto di olio motore, e a quale prezzo, non è una questione tecnica: è una questione di vita.

Potrebbe interessarti anche…