Messaggio promozionale Creativo di test
giovedì, 27 agosto 2026
Ultimo aggiornamento alle 04:52
Il Plurale Quotidiano
Politica Estera
Crisi Italia-Spagna: controlli sui passeggeri italiani negli aeroporti di Madrid e Barcellona
Illustrazione generata con AI
Politica Estera

Crisi Italia-Spagna: controlli sui passeggeri italiani negli aeroporti di Madrid e Barcellona

Madrid risponde a Roma con verifiche documentali a campione sugli arrivi dall'Italia. La disputa Schengen arriva all'UE, che tenta la mediazione.

La Redazione ·9 agosto 2026 14:06 ·3 min di lettura

È partita alla mezzanotte tra venerdì e sabato scorsi la risposta della Spagna all'Italia: controlli a campione sui passeggeri in arrivo dagli aeroporti italiani, operati da agenti della Policia Nacional dislocati negli scali di Madrid-Barajas e Barcellona-El Prat. Le misure, riferite per prime dal quotidiano spagnolo El País, sono poi state estese rapidamente a Siviglia, Malaga, Bilbao, Alicante e Valencia, con la previsione di coprire nelle prossime ore anche gli aeroporti delle Isole Baleari e delle Canarie. Coinvolti anche i principali porti mediterranei — Barcellona, Valencia, Ibiza e Maiorca — che accolgono le grandi navi da crociera.

Le modalità dei controlli prevedono la verifica dell'identità — carta d'identità o passaporto — di una quota di viaggiatori per volo. Per i cittadini di Paesi extra-UE che transitano dall'Italia, gli agenti controllano anche visto o permesso di soggiorno. La durata prevista delle misure non è stata ufficialmente precisata dalle autorità spagnole in una dichiarazione pubblica verificabile.

La mossa di Madrid è la risposta diretta — e speculare — a quanto deciso da Roma poco più di una settimana fa. Il 1° agosto 2026 l'Italia aveva sospeso l'accordo di Schengen per i viaggiatori in arrivo dalla Spagna, reintroducendo i controlli ai propri porti e aeroporti. La motivazione ufficiale richiamava ragioni di sicurezza nazionale, rischio terrorismo e necessità di arginare i flussi migratori irregolari, dopo le tensioni legate ai movimenti di migranti registrati nell'exclave spagnola di Ceuta a fine luglio. Madrid aveva risposto con un ultimatum formale, intimando a Roma di revocare quei controlli entro domenica 9 agosto, pena «contromisure proporzionali». Secondo quanto riportato dai media italiani e spagnoli, Palazzo Chigi avrebbe respinto la richiesta con toni molto duri, confermando che i controlli resteranno attivi almeno fino al 15 agosto — data che coincide con la finestra indicata dalle autorità spagnole come possibile momento critico per nuovi afflussi a Ceuta.

Messaggio promozionale Pubblicità

Il quadro diplomatico si è dunque incrinato in modo visibile, e l'Unione Europea è entrata in campo. La Commissione europea, nella persona del Commissario per gli Affari Interni Ylva Johansson, sta cercando di mediare tra i due governi, ricordando che il Codice Frontiere Schengen consente la reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere interne solo in presenza di una grave minaccia all'ordine pubblico, e che tali misure devono restare eccezionali per non compromettere il principio fondante della libera circolazione. Non si tratta di un precedente assoluto — Francia, Germania e Austria hanno adottato misure simili in passato — ma una contesa diretta tra due grandi Paesi fondatori dell'area Schengen ha una portata politica differente, e Bruxelles non vuole che la disputa bilaterale crei un effetto domino.

Le voci critiche non mancano nemmeno sul fronte interno spagnolo. Il principale sindacato delle forze dell'ordine, Jupol, ha definito la decisione del governo Sánchez «un'improvvisazione politica» destinata ad aggravare la già tesa situazione del corpo di polizia nazionale, chiamato ora a gestire controlli straordinari in un periodo di alta stagione turistica. Anche il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella è intervenuto nel dibattito, richiamando la necessità di affrontare i flussi migratori nel rispetto della dignità delle persone — un segnale di voler tenere aperto il dialogo pur in un clima di forte tensione. La Farnesina, nel frattempo, ha rafforzato l'assistenza consolare per i cittadini italiani presenti in territorio spagnolo.

Per chi viaggia, la situazione è concreta e immediata: chi parte dall'Italia verso la Spagna — per turismo, lavoro o per raggiungere un traghetto nel Mediterraneo — può essere fermato agli arrivi per un controllo documentale. Nessun visto è richiesto ai cittadini italiani, che restano titolari di tutti i diritti garantiti dalla cittadinanza europea; ma rallentamenti e attese agli scali interessati sono un'eventualità concreta, specie nei giorni di maggiore traffico che caratterizzano il picco di Ferragosto. La situazione è in rapida evoluzione e potrebbe cambiare anche nelle prossime ore, in funzione degli sviluppi diplomatici tra Roma e Madrid.

Potrebbe interessarti anche…