Attacco russo sull'Ucraina, otto morti tra cui bambini: un missile entra nello spazio aereo polacco
Nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2026, la Russia ha lanciato oltre 70 missili e 280 droni sull'Ucraina. Zelensky: "Anche bambini tra le vittime".
La notte era già segnata in anticipo. Il 29 luglio, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva avvertito i suoi cittadini di una «forte probabilità» di un imminente attacco massiccio, citando rapporti dell'intelligence. Poche ore dopo, tra le 3 e l'alba del 30 luglio 2026, la Russia ha sferrato uno dei raid aerei più intensi delle ultime settimane: oltre 70 missili, una parte significativa dei quali balistici, e più di 280 droni d'attacco hanno colpito simultaneamente più regioni del Paese. Le difese ucraine hanno intercettato oltre 260 droni e un numero considerevole di missili da crociera, ma quanto è passato attraverso ha lasciato macerie e morti.
Il bilancio delle vittime, aggiornato nelle prime ore del mattino, conta otto morti in tutto il Paese, con decine di feriti già in cura nelle strutture mediche. A Radushne, nella regione del Dnipro, un missile balistico ha colpito una casa ordinaria: i genitori sono morti, insieme a tre dei loro bambini. Altri due bambini sono stati estratti vivi dalle macerie. «Era una casa ordinaria, ridotta in frantumi», ha scritto Zelensky su X. Nei pressi di Kryvyi Rih, sempre nel Dnipropetrovsk, un missile Iskander-M lanciato dalla regione russa di Voronezh ha distrutto un'altra abitazione privata, uccidendo sei membri di una stessa famiglia: quattro adulti e due bambine di 5 e 12 anni. Otto persone, tra cui bambini di 6 e 15 anni, sono rimaste ferite. A Kiev è stato confermato un decesso e due feriti; nel distretto di Brovary, sempre nella regione della capitale, cinque persone tra cui un minore e due donne sono rimaste coinvolte. A Poltava, un drone ha colpito i locali di un'azienda privata, causando un'altra vittima. A Leopoli, nell'Ucraina occidentale, almeno cinque feriti e persone ancora sotto le macerie di un edificio.
Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver colpito «aeroporti militari, impianti del complesso militare-industriale, centri di telecomunicazioni e logistica militare» nelle regioni di Kiev, Leopoli, Ivano-Frankivsk, Zhitomir, Rivne, Vinnytsia e Dnipropetrovsk. Mosca ha anche rivendicato colpi su navi cargo nei porti di Yuzhny e Odessa, accusate di trasportare armamenti. Kiev non ha confermato questi obiettivi specifici, e il quadro dei danni civili — decine di abitazioni distrutte, attività e infrastrutture colpite — racconta una storia diversa da quella della propaganda militare.
Lo spazio aereo polacco, il caso più delicato
L'episodio che ha agitato le cancellerie europee nella notte riguarda la Polonia. Alle 3:40, il Comando Operativo delle Forze Armate polacche ha rilevato un oggetto non identificato che si muoveva verso ovest. Un caccia F-16 e un elicottero Mi-24 sono decollati per la perlustrazione, ma il contatto radar è andato perso nel giro di pochi minuti. Le ricerche si sono concentrate nell'area di Tarnawa-Kolonia, nella regione di Lublino, dove un oggetto si sarebbe schiantato con un'esplosione, a circa 90 chilometri dal confine ucraino. Il premier polacco Donald Tusk ha immediatamente convocato un «team di coordinamento» con il ministro della Difesa e i servizi competenti. Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sibiga ha scritto su X che un missile da crociera russo Kh-101 aveva «attraversato il confine con la Polonia». Il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato l'episodio. Le indagini sono ancora in corso e l'identità definitiva dell'oggetto non è stata confermata ufficialmente dalle autorità polacche.
Sullo sfondo restano le parole di Zelensky, che si ripetono con quella stanca urgenza di chi sente di non essere ascoltato abbastanza. Il presidente ucraino ha tornato a sottolineare che i ritardi nelle consegne di sistemi di difesa aerea da parte dei partner occidentali si traducono direttamente in vittime civili. Ha ribadito la richiesta specifica agli Stati Uniti e agli alleati dotati di batterie Patriot di accelerare le forniture. Un messaggio che, dopo la notte tra il 29 e il 30 luglio, arriva con il peso di nuovi nomi da aggiungere a un elenco già troppo lungo.