Droni sull'oblast di Mosca, colpita Čechov: incendi e danni a edifici residenziali
Nella notte tra il 27 e il 28 luglio 2026, la regione di Mosca è stata investita da quello che le autorità russe hanno descritto come uno dei più massicci attacchi di droni registrati dall'inizio del conflitto. Secondo il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, tra le 20:30 di lunedì e le 6:30 di martedì mattina oltre 390 velivoli senza pilota erano diretti verso la capitale e i suoi dintorni. La difesa aerea russa, ha dichiarato Sobyanin, ha neutralizzato la maggior parte dei droni «a grandi distanze», distruggendone 81 nelle fasi di avvicinamento alla città.
Il Ministero della Difesa russo ha fornito cifre più ampie su scala nazionale: 356 droni ucraini abbattuti nel corso della notte, distribuiti su diverse regioni del paese, sulla Crimea occupata e sul Mar d'Azov. Il governatore della regione di Mosca, Andrey Vorobyov, ha segnalato intercettazioni sopra Domodedovo, Podolsk, Ramenskoye e Kolomna. Le restrizioni temporanee agli arrivi e alle partenze negli aeroporti di Vnukovo, Domodedovo e Zhukovsky, imposte nella concitazione delle ore notturne, sono state successivamente revocate in modo parziale.
Tra i centri più colpiti si distingue Čechov, città a circa settanta chilometri a sud di Mosca. Qui un drone ha raggiunto un edificio residenziale multipiano in via Zemskaya, provocando danni alla facciata e a due appartamenti. Il sindaco locale, Mikhail Sobakin, ha precisato che nell'edificio non si sono registrate vittime. Sempre a Čechov, la caduta di un drone — o dei suoi detriti — ha innescato un incendio presso lo stabilimento di rigenerazione OOO 'ChRZ', uno dei principali impianti russi nel settore del riciclaggio dei pneumatici: l'azienda produce gomma rigenerata, granulato e polvere di gomma e vanta un catalogo di oltre 600 tipi di prodotti in gomma. Detriti in caduta hanno alimentato l'incendio di pneumatici anche in un'area aperta nelle vicinanze.
A poche centinaia di metri di distanza si trova un secondo sito industriale finito sotto i riflettori della giornata: lo stabilimento Hydrostalkonstruktsiya, specializzato in attrezzature idromeccaniche, strutture metalliche e componenti per i settori dell'energia e della gestione delle risorse idriche. Alcune fonti non ufficiali — tra cui il canale Telegram Exilenova+ — hanno riportato che un drone avrebbe colpito un tubo dell'impianto, ma questa informazione non è stata confermata ufficialmente. La distanza tra i due stabilimenti è di circa 800 metri.
La regione di Mosca ha registrato altri episodi nel villaggio di Koledino, vicino a Podolsk, dove ha preso fuoco un magazzino appartenente a una società di logistica di terze parti che serve catene della grande distribuzione russa — tra cui Auchan, Pyaterochka, Magnit, Lenta, Perekrestok — e rivenditori come Familia, Fixprice e Detsky Mir. Un magazzino Wildberries nelle immediate vicinanze è stato invece dichiarato operativo. A Vaulovo una casa privata è andata a fuoco; a Dubna una dacia è rimasta danneggiata dai detriti.
L'attacco si inserisce in una progressiva intensificazione della campagna ucraina di colpi a lungo raggio contro obiettivi in profondità nel territorio russo, con un focus ricorrente su infrastrutture energetiche e logistiche. Filmati circolati tra i residenti locali suggeriscono che possano essere stati utilizzati droni d'attacco FP-1 e velivoli di tipo Shahed, nella presunta versione Sichen, ma non c'è stata alcuna conferma immediata da parte ucraina dell'operazione. Kiev non ha rivendicato l'attacco.