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Amnesty accusa la Russia: stranieri ingannati con falsi lavori e usati come "carne da cannone" al fronte
Foto: Paolo Boaretto / Pexels
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Amnesty accusa la Russia: stranieri ingannati con falsi lavori e usati come "carne da cannone" al fronte

Un nuovo rapporto di Amnesty International denuncia come la Russia recluti cittadini stranieri con false promesse di lavoro, per poi inviarli a combattere in Ucraina. Pratiche che equivalgono a tratta di esseri umani.

La Redazione ·11 settembre 2026 4:51 ·3 min di lettura

Un nuovo e dettagliato rapporto di Amnesty International, pubblicato giovedì 10 settembre 2026, getta una luce inquietante sulle tattiche di reclutamento della Russia per la guerra in Ucraina. L'organizzazione per i diritti umani accusa Mosca di attirare cittadini stranieri con promesse ingannevoli di lavori civili, per poi arruolarli forzatamente nelle sue Forze Armate e spedirli al fronte, trattandoli di fatto come "carne da cannone".

La ricerca di Amnesty si basa su interviste condotte tra il 2024 e il 2026 con oltre una dozzina di cittadini stranieri detenuti in campi di prigionia ucraini. Le loro testimonianze dipingono un quadro di sfruttamento e violazione dei diritti umani, che l'organizzazione equipara al crimine di tratta di esseri umani, come definito dal Protocollo di Palermo delle Nazioni Unite.

Molti di questi individui, provenienti principalmente da paesi a basso reddito del Sud del mondo – tra cui Brasile, Colombia, Cuba, Egitto, Sierra Leone, Somalia, Sudafrica e Sri Lanka – sono stati adescati con la prospettiva di stipendi elevati e un accesso accelerato alla cittadinanza russa. Le offerte spaziavano da ruoli nella sicurezza alla logistica, dall'edilizia all'IT. Tuttavia, una volta arrivati in Russia, la realtà si è rivelata ben diversa: sono stati fraudolentemente arruolati nelle Forze Armate.

Un esempio emblematico è quello di un detenuto srilankese, intervistato in un campo di prigionia nell'Ucraina occidentale. Era partito convinto di fare il cuoco per l'esercito russo. Poche settimane dopo si è ritrovato in trincea, per poi cadere nelle mani degli ucraini. Ha descritto la dimensione dei combattimenti come "inimmaginabile", con "solo droni. Droni ovunque". La sua esperienza non è isolata: altri due cittadini dello Sri Lanka hanno raccontato di essere stati reclutati come cuochi e poi inviati a combattere in prima linea, catturati entro poche settimane.

Le pratiche denunciate includono la confisca di passaporti e telefoni cellulari durante l'addestramento o prima del dispiegamento. I contratti militari erano spesso redatti solo in russo, senza la possibilità di avere spiegazioni in inglese. A ciò si aggiunge un addestramento militare di base inadeguato, della durata di circa due settimane, prima di essere inviati direttamente al fronte.

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Secondo Agnès Callamard, Segretario Generale di Amnesty International, le Forze Armate russe stanno "rafforzando i loro ranghi con cittadini stranieri economicamente vulnerabili e li stanno usando come 'carne da cannone'". Le stime ucraine di aprile 2026 indicavano oltre 28.000 cittadini stranieri provenienti da 136 paesi in combattimento per l'esercito russo. Funzionari ucraini ritengono inoltre che circa 14.000 soldati nordcoreani siano stati schierati per contrastare l'incursione ucraina del 2024 nella regione di Kursk.

Il costo umano di queste pratiche è drammatico. Dati forniti dal Quartier Generale di Coordinamento per il Trattamento dei Prigionieri di Guerra dell'Ucraina rivelano che almeno 455 cittadini dell'Asia meridionale sono morti combattendo per la Russia tra l'inizio dell'invasione nel 2022 e settembre 2025. Lo Sri Lanka detiene il triste primato con almeno 275 cittadini uccisi su almeno 751 reclutati nel servizio militare russo, secondo i dati ucraini fino a settembre 2025. Il governo srilankese ha ricevuto circa 280 denunce da familiari e ha avviato indagini, portando all'arresto di sette persone, incluso un maggiore generale in pensione, in relazione a questa rete di traffico.

Anche Cuba è stata indicata come una delle maggiori fonti straniere di truppe per il Cremlino, con stime del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti che ad aprile 2026 suggerivano tra 1.000 e 5.000 cittadini cubani in combattimento per la Russia in qualsiasi momento. Di fronte a questa situazione, il governo del Nepal ha vietato tutti i viaggi di lavoro in Russia, stimando in 15.000 i suoi cittadini reclutati nell'esercito russo.

La Russia ha in precedenza respinto le accuse di coercizione di cittadini stranieri per unirsi al suo esercito. Tuttavia, Amnesty International non può condurre indagini aperte in Russia, poiché l'organizzazione è stata formalmente dichiarata illegale e le sue attività criminalizzate nel paese a maggio 2025, rendendo difficile una verifica indipendente sul campo delle accuse mosse.

Questo scenario solleva gravi interrogativi sulla tutela dei diritti umani in contesti di conflitto e sulla vulnerabilità di chi cerca opportunità economiche all'estero, finendo intrappolato in una guerra che non ha scelto.

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