Ryanair, l'utile scende ma i passeggeri crescono: il prezzo dei biglietti e il carburante al centro della sfida
Ryanair ha chiuso il primo trimestre dell'esercizio fiscale 2027 con un utile netto di 538 milioni di euro, un dato che segna una riduzione del 34% rispetto agli 820 milioni di euro dello stesso periodo dell'anno precedente[1][2]. La causa principale di questo calo è il forte aumento del costo del carburante, non coperto da contratti di hedging, combinato con una diminuzione delle tariffe medie del 6%, influenzata dall'incertezza geopolitica in Medio Oriente[1][2]. Nonostante la flessione dell'utile, la compagnia ha continuato a crescere sul fronte operativo, trasportando 61,3 milioni di passeggeri, con un incremento del 6% rispetto al primo trimestre dello scorso esercizio[1].
I ricavi complessivi sono aumentati dell'1%, raggiungendo 4,38 miliardi di euro, ma i ricavi derivanti dai biglietti sono diminuiti dell'1%, attestandosi a 2,91 miliardi di euro, poiché la crescita del traffico è stata compensata dalla riduzione delle tariffe medie[1]. Michael O'Leary, amministratore delegato di Ryanair, ha spiegato che la compagnia ha dovuto adottare una politica di prezzi più competitiva per stimolare la domanda in un contesto caratterizzato da incertezza generata dal conflitto in Medio Oriente, timori per possibili carenze di carburante per l'aviazione in Europa, instabilità economica e prenotazioni effettuate sempre più sotto data[1].
I ricavi accessori, ovvero le ancillary revenue che comprendono servizi come bagagli, scelta del posto e imbarco prioritario, sono invece cresciuti in linea con il traffico, raggiungendo 1,47 miliardi di euro[1]. Questo dato dimostra che, nonostante la pressione sulle tariffe, la compagnia riesce a mantenere la redditività attraverso servizi aggiuntivi, un elemento chiave del modello low cost di Ryanair[1].