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Ricostruire Gaza costerà 71 miliardi di dollari: sette volte più di tutte le guerre precedenti
Foto: Hosny salah / Pexels

Ricostruire Gaza costerà 71 miliardi di dollari: sette volte più di tutte le guerre precedenti

La Redazione ·26 luglio 2026 5:13

Settantuno miliardi e quattrocento milioni di dollari. È la cifra che un nuovo rapporto di Oxfam, pubblicato il 22-23 luglio 2026 insieme al Palestine Economic Policy Research Institute (MAS) e al Palestine Trade Centre (PalTrade), stima necessaria per ricostruire Gaza nel corso del prossimo decennio. Un numero che, da solo, racconta la portata di una distruzione senza precedenti nella storia recente del conflitto israelo-palestinese: secondo gli autori del rapporto, intitolato Building Gaza Anew, quella cifra è sette volte superiore, in termini reali, al costo combinato di tutte le principali ricostruzioni avvenute a Gaza negli ultimi vent'anni.

La stima non è prodotta nel vuoto. Il rapporto di Oxfam si fonda sulle conclusioni del Rapid Damage and Needs Assessment (RDNA) pubblicato nell'aprile 2026 da Nazioni Unite, Unione Europea e Banca Mondiale, che quantifica in 57,9 miliardi di dollari i danni totali e le perdite economiche subite dal territorio. Tradotto in bisogni concreti: nei soli primi diciotto mesi dalla fine dei combattimenti servirebbero 26,3 miliardi di dollari per ripristinare i servizi essenziali, ricostruire le infrastrutture critiche e sostenere una prima ripresa economica.

Oltre la metà dei danni fisici censiti riguarda le abitazioni, per un valore stimato di 18 miliardi di dollari. A seguire, commercio e industria (18% della devastazione complessiva) e trasporti (9%). Ma il conflitto ha colpito trasversalmente ogni settore della vita civile: acqua e servizi igienico-sanitari, istruzione, sanità, energia, agricoltura, servizi municipali, tecnologie dell'informazione, governance e perfino il patrimonio culturale figurano tra le voci di danno censite dal rapporto.

Sullo sfondo, le cifre umane: oltre 73.000 palestinesi morti e più di 173.000 feriti, con 1,9 milioni di persone sfollate forzatamente. Gli autori stimano che lo sviluppo umano a Gaza sia stato ricacciato indietro di circa 77 anni, un arretramento generazionale che nessun piano di ricostruzione puramente materiale può risolvere da solo.

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Oxfam avverte che non basta trovare i fondi. Il direttore esecutivo di Oxfam International, Amitabh Behar, è netto: Gaza non è mai stata autorizzata a completare le ricostruzioni precedenti, e il ciclo di distruzione è da ricondurre, a suo avviso, all'occupazione e al blocco di Israele. Le ricostruzioni avviate dopo i conflitti del 2008-09, del 2014 e del 2021 — con un costo complessivo stimato attorno ai 10 miliardi di dollari ai valori attuali — non sono mai state portate a termine, bloccate da restrizioni di accesso, carenze di finanziamenti e il perdurare del blocco. Per il rapporto, qualsiasi modello di ricostruzione imposto dall'esterno senza una leadership palestinese è destinato a ripetere lo stesso schema: la ricostruzione deve essere guidata dai palestinesi stessi, fondata su principi di diritti e riparazioni, non di beneficenza.

Sul piano finanziario internazionale, i segnali sono ancora parziali. A metà luglio 2026, l'Unione Europea e diversi partner hanno annunciato un pacchetto di aiuti di quasi un miliardo di dollari per avviare i primi interventi. A febbraio 2026, 17 miliardi erano stati promessi attraverso il cosiddetto Board of Peace presieduto dagli Stati Uniti, ma a maggio solo una piccola frazione risultava effettivamente erogata. Il divario tra gli impegni dichiarati e le risorse concretamente mobilitate resta, al momento, uno dei nodi più critici dell'intera operazione.

Il rapporto arriva in un contesto politico e giuridico già molto carico. Nel settembre 2025, la Commissione d'inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite aveva concluso che Israele ha commesso genocidio a Gaza — una valutazione che Israele contesta e che rimane al centro di un dibattito giuridico e diplomatico tutt'altro che concluso. Quello che i numeri di Building Gaza Anew aggiungono a questa cornice è una dimensione economica concreta: settantuno miliardi di dollari, dieci anni di lavoro stimato, e una ricostruzione che, per la prima volta, non avrebbe precedenti storici comparabili nel Medio Oriente contemporaneo.

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