Mercedes e il rischio di esclusione dal mercato USA: la battaglia per evitare il blocco imposto dalla nuova legge sul possesso cinese
Da mesi il mercato cinese ha ridotto l'acquisto di auto tedesche, ma ora la sfida si sposta su un fronte ancora più pericoloso: la possibilità che le vendite di Mercedes negli Stati Uniti siano bloccate per legge. Il gruppo di Stoccarda si trova al centro di una proposta di legge bipartisan presentata al Senato americano, che mira a isolare il mercato interno dall'ondata di veicoli elettrici cinesi a basso costo, ma che potrebbe per errore escludere anche il costruttore tedesco. La norma, denominata Connected Vehicle Security Act of 2026, vieterebbe la vendita di veicoli connessi da produttori in cui un'entità cinese detiene più del 15% della partecipazione azionaria, una soglia che include Mercedes, la quale detiene quasi il 20% di investimenti in Cina[1][2].
La situazione è delicata e il gruppo tedesco non sta aspettando passivamente l'approvazione della legge. Secondo le anticipazioni di Bloomberg, Mercedes sta cercando attivamente di modificare la bozza normativa, spingendo per innalzare la soglia di partecipazione cinese consentita al 25%. Questo cambiamento avrebbe un effetto duplice: non solo salvaguarderebbe Mercedes, ma avrebbe anche l'effetto di uniformare il limite di proprietà per altre aziende, come i fornitori di componenti o software per la connettività, che attualmente subirebbero il blocco con la soglia più bassa[1]. I legislatori, consapevoli della complessità della questione, stanno valutando anche la possibilità di sostituire la soglia numerica rigida con un criterio più qualitativo, che valuti i potenziali rischi per la sicurezza nazionale piuttosto che il semplice possesso di capitale[1].
In un comunicato ufficiale, l'azienda ha ribadito la sua posizione trasparente, affermando che nessun singolo azionista possiede più del 10% delle sue azioni e che nessuno ha rappresentanza diretta nel consiglio di amministrazione o autorità sulle decisioni operative. «Mercedes-Benz continua a sostenere la legislazione volta a proteggere la sicurezza nazionale degli Stati Uniti», ha dichiarato il gruppo, sottolineando il suo impegno a garantire che qualsiasi nuova norma non abbia un impatto negativo sulle sue attività[1]. La strategia di difesa del costruttore tedesco si basa su questa distinzione tra possesso minoritario e controllo effettivo, sperando che i legislatori statunitensi comprendano che la sua presenza cinese non rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale, ma piuttosto una partnership commerciale.[1][3]
Il dibattito sulla portata del disegno di legge è proseguito con intensità in vista dell'udienza prevista per la Commissione del Senato per il Commercio, la Scienza e i Trasporti, che ha rinviato l'esame inizialmente programmato per la scorsa settimana. I legislatori stanno cercando di isolare il mercato interno dall'invasione di veicoli elettrici cinesi, che stanno erodendo la quota di mercato delle case automobilistiche europee nei loro paesi d'origine, minacciando posti di lavoro e profitti aziendali[1]. Tuttavia, tale obiettivo è complicato dalla vasta portata degli investimenti cinesi, che toccano anche marchi storici come Mercedes, rendendo la distinzione tra «adversario straniero» e «partner commerciale» una delle questioni più complesse del dibattito politico americano[2][3].
Se la proposta fosse approvata nella sua attuale forma, Mercedes-Benz potrebbe essere bloccata dal mercato americano per cinque anni, con la conseguente impossibilità di produrre, vendere o importare veicoli destinati agli Stati Uniti[3][6]. La legge prevede eccezioni per le aziende che hanno prodotto veicoli di passeggeri negli Stati Uniti per almeno cinque anni prima del 1 gennaio 2026, ma queste non sono applicabili alle imprese con partecipazione diretta o indiretta di un governo straniero avversario, come la Cina[1][6]. La posizione di Mercedes è quindi critica: se non si riesce a modificare la soglia o a introdurre criteri qualitativi, il gruppo tedesco potrebbe perdere il secondo mercato auto mondiale, con conseguenze devastanti per la sua strategia globale di crescita e per la sua capacità di competere con i rivali americani e asiatici[1][3].
La battaglia per evitare il blocco non è solo una questione di numeri, ma di percezione politica e sicurezza nazionale. Mentre i cinesi continuano a comprare meno auto tedesche, il rischio di un blocco legislativo negli USA rappresenta una nuova frontiera di incertezza per il settore automobilistico globale. Mercedes sta cercando di dimostrare che la sua partecipazione cinese è minima e non controllata, sperando che i legislatori statunitensi valutino la situazione con un approccio più sfumato, che non si basa solo su una soglia numerica rigida, ma sulla reale natura del rischio per la sicurezza nazionale[1][2]. La prossima settimana sarà cruciale, con l'udienza della Commissione del Senato che potrebbe determinare il futuro di Mercedes nel mercato americano e, più in generale, la direzione della politica automobilistica statunitense verso la Cina[1].