Messaggio promozionale Creativo di test
giovedì, 27 agosto 2026
Ultimo aggiornamento alle 04:48
Il Plurale Quotidiano
Economia
Maersk vola in Borsa: utili quasi raddoppiati e previsioni alzate per la seconda volta nel 2026
Foto: Martin Hungerbühler / Pexels
Economia

Maersk vola in Borsa: utili quasi raddoppiati e previsioni alzate per la seconda volta nel 2026

Il colosso danese dello shipping pubblica conti record nel secondo trimestre e rivede al rialzo la guidance annuale per la seconda volta consecutiva.

La Redazione ·21 agosto 2026 15:07 ·4 min di lettura

C'è un colosso dei mari che in questo 2026 continua a sorprendere, e lo fa con numeri che lasciano poco spazio all'interpretazione. Maersk, il gigante danese dello shipping che muove merci su quasi tutte le rotte oceaniche del pianeta, ha pubblicato il 13 agosto i risultati del secondo trimestre e ha alzato per la seconda volta in pochi mesi le proprie previsioni per l'intero anno. Una doppia revisione al rialzo in un singolo esercizio non è cosa ordinaria, e i mercati lo hanno capito subito: le azioni della compagnia hanno chiuso la seduta di Copenaghen con un rialzo del 6,42%, a quota 17.890 dollari, avvicinandosi al massimo degli ultimi dodici mesi.

I numeri del trimestre raccontano una crescita su tutti i fronti. Il fatturato consolidato ha raggiunto i 15,8 miliardi di dollari, in crescita del 20% rispetto ai 13,1 miliardi dello stesso periodo dell'anno scorso. L'EBITDA — l'utile operativo al lordo di interessi, tasse, ammortamenti e svalutazioni — si è attestato a 3,0 miliardi di dollari, ampiamente sopra la stima mediana degli analisti che si aspettavano 2,12 miliardi. L'EBIT, il margine operativo puro, è quasi raddoppiato: da 845 milioni a 1,6 miliardi di dollari. L'utile netto è salito a 1.263 milioni di dollari, dai 586 milioni di un anno fa. E il flusso di cassa libero, che dodici mesi fa era negativo per 373 milioni, è tornato positivo a 549 milioni: un cambio di segno non trascurabile per chi valuta la solidità finanziaria di un'azienda.

Il motore: il trasporto di container

A trainare i conti è soprattutto la divisione Ocean, quella che gestisce il trasporto marittimo di container. I volumi sono cresciuti del 4,1% su base annua e i ricavi hanno toccato 10,5 miliardi di dollari, in aumento del 23%. A incidere in modo determinante è stato il rialzo dei tassi di nolo: le tariffe medie a pieno carico sono cresciute del 22% rispetto a un anno fa e addirittura del 32% rispetto al trimestre precedente. Un balzo che riflette tensioni strutturali nelle catene di approvvigionamento globali, con congestione crescente nei porti e nelle infrastrutture terrestri di diverse aree geografiche.

Anche le altre due grandi divisioni del gruppo hanno contribuito positivamente. La Logistics & Services — che comprende magazzinaggio, trasporto terrestre e servizi integrati per le imprese — ha aumentato i ricavi del 15% e ha raggiunto un margine EBIT del 5,1%. La divisione Terminals, che gestisce infrastrutture portuali, ha incrementato i volumi del 2,2% mantenendo risultati solidi. Un dato ulteriore da segnalare: la cooperazione Gemini, l'alleanza operativa stretta con altri vettori, ha generato circa 950 milioni di dollari di risparmi sui costi, superando gli obiettivi inizialmente comunicati al mercato.

Messaggio promozionale Pubblicità

Il CEO Vincent Clerc ha inquadrato i risultati in una prospettiva più ampia: il secondo trimestre, ha detto, è stata un'ulteriore conferma che Maersk opera ormai in una «nuova era di accresciuta volatilità». La forte domanda proveniente dall'Estremo Oriente, in crescita continua dal 2024, ha generato squilibri significativi nei flussi commerciali, mettendo sotto pressione le capacità portuali e logistiche in più punti del globo. Un contesto complicato, insomma, ma che per ora si traduce in tariffe alte e margini in espansione.

Guidance rivista al rialzo, di nuovo

La revisione delle previsioni per l'intero 2026 è la parte che ha più colpito gli osservatori. Maersk stima ora un EBITDA sottostante tra 10,5 e 12,5 miliardi di dollari per l'anno in corso, rispetto alla forchetta di 8-10 miliardi comunicata appena il 29 giugno scorso — che a sua volta era già un deciso aggiornamento rispetto all'intervallo iniziale di 4,5-7 miliardi. Anche l'EBIT sottostante è stato rivisto, a un range compreso tra 4,5 e 6,5 miliardi di dollari, dai precedenti 2-4 miliardi. La previsione sul flusso di cassa libero annuale passa da «almeno -1,5 miliardi» a «maggiore di zero»: tecnicamente un miglioramento di almeno un miliardo e mezzo di dollari rispetto a quanto atteso pochi mesi fa.

Le nuove stime si basano su un'aspettativa di crescita del mercato globale dei container intorno al 4% per l'intero 2026. Una proiezione che implica domanda sostenuta, ma che i risultati fin qui conseguiti sembrano già avallare. Per chi importa o esporta merci via mare — e in Italia sono decine di migliaia le imprese che lo fanno — ciò significa che le tariffe alte del trasporto oceanico non sembrano destinate a rientrare in fretta. Un dettaglio che, letto dalla parte delle aziende e dei consumatori finali, vale quanto i record di Borsa di Copenaghen.

Potrebbe interessarti anche…