La Giordania trasforma il suo futuro energetico: gas, idrogeno verde e rinnovabili
La Giordania si prepara a un profondo rinnovamento del suo panorama energetico. Con l'approvazione di una strategia energetica che copre il decennio 2025-2035, il Regno ha tracciato un percorso ambizioso verso l'autosufficienza energetica e la sostenibilità. Questo non è semplicemente un piano governativo tra tanti, ma una dichiarazione di intenti che rispecchia le sfide e le opportunità del Medio Oriente contemporaneo. Il fulcro di questa trasformazione poggia su tre pilastri interconnessi. In primo luogo, l'espansione del giacimento di gas di Risha rappresenta il fondamento su cui costruire una maggiore indipendenza dalle importazioni energetiche. Le proiezioni sono significative: la produzione dovrebbe raggiungere 418 milioni di piedi cubi al giorno entro il 2029, quasi raddoppiando a 812 milioni di piedi cubi al giorno nel 2035. Questi numeri traducono l'ambizione in cifre concrete, evidenziando come il Regno intenda sfruttare le proprie risorse naturali come leva strategica. Ma la storia non finisce qui. Parallela all'espansione del gas naturale corre un'altra narrativa altrettanto cruciale: quella dell'idrogeno verde. Entro il 2030, la Giordania avvierà la produzione commerciale di questo vettore energetico pulito, accelerando fino a raggiungere circa 500.000 tonnellate annue entro il 2035. L'idrogeno rappresenta non soltanto una scelta tecnologica, ma un'affermazione di volontà di posizionarsi all'avanguardia della transizione energetica globale. Infatti, il terzo elemento della strategia abbraccia pienamente questa visione progressista: le energie rinnovabili dovranno costituire il 40% del mix energetico entro il 2035. Questo obiettivo comporta l'implementazione massiccia di capacità solare ed eolica, trasformando il paesaggio giordano in un mosaico di generazione energetica diversificata. Non si tratta di un'aggiunta marginale, ma di una ricalibrazione fondamentale di come il Regno produce e consuma energia. L'infrastruttura necessaria a sostenere questa visione è altrettanto ambiziosa. Un gasdotto collegherà il giacimento di Risha all'Arab Gas Pipeline, con operazioni previste per il 2029, creando una connessione vitale con i mercati regionali. Contemporaneamente, le reti di distribuzione si estenderanno verso i principali centri urbani di Amman e Zarqa, raggiungendo utenti residenziali, industriali e commerciali. Questa espansione infrastrutturale garantisce che l'energia prodotta non rimanga confinata, ma fluisca dove è più necessaria. Ciò che rende questa strategia particolarmente significativa è il suo approccio olistico. Piuttosto che scegliere tra tradizione e innovazione, la Giordania persegue simultaneamente l'ottimizzazione delle risorse esistenti e l'adozione di tecnologie emergenti. Il risultato è un sistema energetico concepito per essere flessibile, resiliente e sostenibile—capace di adattarsi alle volatilità dei mercati globali riducendo al contempo la dipendenza dalle importazioni. In un contesto regionale caratterizzato da incertezza geopolitica e fluttuazioni dei prezzi dell'energia, questa strategia decennale rappresenta un atto di autodeterminazione economica. La Giordania non si limita a reagire alle dinamiche globali, ma le anticipa, costruendo le fondamenta di una prosperità energetica che promette di beneficiare le generazioni future.