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J&J paga 5,5 miliardi per chiudere il caso talco e cancro: accordo su 76.000 cause
Foto: Towfiqu barbhuiya / Pexels
Economia

J&J paga 5,5 miliardi per chiudere il caso talco e cancro: accordo su 76.000 cause

Johnson & Johnson ha annunciato il 28 luglio 2026 un accordo da 5,5 miliardi di dollari per risolvere quasi tutte le cause legate al suo talco in polvere.

La Redazione ·30 luglio 2026 15:06 ·3 min di lettura

Dopo quasi vent'anni di battaglie legali e tre tentativi falliti di uscirne attraverso la bancarotta, Johnson & Johnson ha trovato la via d'uscita: 5,5 miliardi di dollari per mettere fine a circa 76.000 cause che accusano il suo talco in polvere di aver causato il cancro alle ovaie. L'accordo è stato annunciato il 28 luglio 2026 e, se ratificato, rappresenterebbe la chiusura di uno dei contenziosi più lunghi e costosi nella storia dell'industria farmaceutica e dei beni di consumo.

La controversia ha radici lontane: la prima causa contro J&J per il talco fu depositata nel 2009, ma è nel 2019 che la vicenda ha subito un'accelerazione brusca, quando la FDA americana rilevò tracce di amianto nel talco per bambini del colosso del New Jersey. Da quel momento l'azienda ha accumulato decine di migliaia di richieste di risarcimento, e le giurie popolari hanno cominciato a pronunciarsi con verdetti pesanti: a dicembre 2025 una giuria di Baltimora ha assegnato 1,5 miliardi di dollari a una donna con mesotelioma, lo stesso mese una giuria di Los Angeles ha condannato J&J a pagare 40 milioni di dollari a due donne con cancro alle ovaie, e a gennaio 2026 una giuria di Filadelfia ha riconosciuto 250.000 dollari alla famiglia di un'altra vittima.

L'accordo proposto copre quasi tutte le cause pendenti, incluse quelle riunite nella multidistrict litigation federale in New Jersey — dove a luglio 2026 erano in attesa 68.435 fascicoli — e i casi collegati nei tribunali statali. Per diventare definitivo, dovrà raccogliere l'adesione di almeno il 95% dei richiedenti idonei. Sul fronte finanziario, J&J prevede di versare 3 miliardi di dollari nel 2027, con i restanti pagamenti distribuiti nel 2028. Rimangono invece sostanzialmente fuori dall'intesa le cause relative al mesotelioma, per le quali l'azienda ha già raggiunto accordi separati nel 95% dei casi depositati.

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L'accordo arriva dopo che J&J aveva tentato per tre volte di risolvere il contenzioso ricorrendo a procedure di fallimento — una strategia nota come Texas two-step — attraverso le controllate LTL Management e Red River Talc LLC. Il primo tentativo risale al 2021, il secondo all'aprile 2023 con un'offerta da 8,9 miliardi, il terzo al settembre 2024 con una proposta da 8 miliardi: tutti e tre respinti dai tribunali. Parallelamente, in giugno 2026 J&J aveva anche vinto una causa bellwether in California che coinvolgeva tre donne con cancro alle ovaie, e un giudice federale aveva espresso dubbi sulla capacità dei querelanti di dimostrare il nesso causale specifico tra l'uso del talco e la malattia — elementi che hanno probabilmente orientato entrambe le parti verso un accordo stragiudiziale.

Nonostante il maxi-risarcimento, Johnson & Johnson continua a negare qualsiasi responsabilità, sostenendo che le accuse «mancano di fondamento scientifico». Erik Haas, Vice Presidente mondiale del contenzioso dell'azienda, ha dichiarato che la risoluzione consente di «mettersi alle spalle questa questione e rimanere concentrati sulla missione di sviluppare medicinali e dispositivi che salvano vite». Sul fronte opposto, Chris Seeger, principale avvocato dei querelanti, ha affermato che l'accordo «garantisce che i querelanti ricevano un risarcimento equo e significativo per le loro lesioni».

Dal punto di vista commerciale, J&J aveva già anticipato la propria uscita dal mercato del talco: nel 2020 aveva interrotto la vendita del prodotto a base di talco negli Stati Uniti e in Canada, nel 2023 a livello globale, sostituendolo con versioni a base di amido di mais. L'accordo da 5,5 miliardi segna quindi la chiusura formale di un capitolo che aveva già avuto il suo epilogo pratico sugli scaffali. Gli investitori sembrano aver accolto la notizia con sollievo: la prospettiva di eliminare un'incertezza legale di tale portata, pur a costo di un esborso rilevante, è generalmente percepita come un fattore di stabilità per un gruppo delle dimensioni di J&J.

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