Eni e TotalEnergies investono in Cronos: il primo gas cipriota arriva nel 2028
A quasi quattro anni dalla scoperta, il giacimento di gas di Cronos fa il salto decisivo: Eni e TotalEnergies hanno formalizzato la decisione finale di investimento per lo sviluppo del campo offshore cipriota, con l'obiettivo di portare il primo gas in superficie entro il 2028. È il progetto di idrocarburi inaugurale di Cipro, e segna una tappa che i suoi promotori considerano strategica per la sicurezza energetica europea.
Il giacimento si trova in acque profonde, a circa 185 chilometri a sud-ovest dalla costa dell'isola, nel Blocco 6 della zona economica esclusiva cipriota. Eni ne è l'operatore con una quota del 50%; l'altra metà appartiene a TotalEnergies. Scoperto nel 2022 e valutato con successo nel 2024, Cronos è stimato contenere oltre 3 trilioni di piedi cubi di gas inizialmente in posto, una riserva di tutto rispetto per gli standard mediterranei. A regime, la produzione dovrebbe toccare un plateau di circa 500 milioni di piedi cubi standard al giorno, equivalenti a circa 2,8 milioni di tonnellate di GNL l'anno.
Lo sviluppo avverrà attraverso quattro pozzi sottomarini. Il gas estratto non verrà processato a Cipro — l'isola non dispone di infrastrutture adeguate — ma convogliato tramite una nuova condotta sottomarina fino alle strutture egiziane di Zohr, già operative. Da lì, il percorso prosegue verso l'impianto di liquefazione di Damietta, sempre in Egitto, dove il gas diventerà GNL pronto per l'esportazione verso i mercati internazionali, principalmente europei. Una scelta logistica che si appoggia all'esistente, accorciando tempi e costi: lo stesso impianto di Damietta, che aveva sospeso le esportazioni strutturali, tornerà operativo grazie ai volumi di Cronos.
L'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha inquadrato l'operazione in una prospettiva più ampia: «Tappa accelerata e concreta di un percorso che porterà Cipro a diventare un produttore ed esportatore europeo di gas», ha dichiarato, aggiungendo che il progetto contribuisce a sbloccare la creazione di un hub regionale del gas nel Mediterraneo orientale, sfruttando le infrastrutture egiziane già esistenti. Il termine fast-track usato dalla società indica un iter di sviluppo accelerato rispetto ai tempi normalmente richiesti da un progetto offshore di questa complessità.
Per Eni, l'operazione ha anche una valenza industriale precisa. La società punta a superare i 20 milioni di tonnellate annue di produzione globale di GNL entro il 2030: la quota del 50% dei volumi di Cronos, pari a circa 1,4 milioni di tonnellate l'anno, contribuisce direttamente a quell'obiettivo. La presenza del gruppo nel Paese non è nuova — Eni opera a Cipro dal 2013 ed è attiva anche nel Blocco 8, oltre a detenere partecipazioni nei Blocchi 7 e 11 gestiti da TotalEnergies — ma fino a oggi nessun progetto cipriota era arrivato alla fase di sviluppo effettivo.
Il contesto geopolitico dà al progetto un peso che va oltre i numeri della produzione. Negli ultimi anni l'Europa ha ridisegnato la propria mappa degli approvvigionamenti energetici, cercando di ridurre la dipendenza dal gas russo e diversificare le rotte di importazione. Il GNL proveniente dal Mediterraneo orientale si inserisce in questa strategia: distanze contenute, infrastrutture in parte già esistenti, e paesi fornitori considerati politicamente affidabili. Cronos, se i tempi saranno rispettati, porterà i suoi primi carichi liquefatti ai terminal europei entro la fine del decennio.