In Marocco la gestione dell’acqua entra in una fase decisiva, sostenuta da un’alleanza europea che punta a tradurre in infrastrutture, competenze e protezione ambientale una priorità ormai non più rinviabile. Italia, Francia e Germania, insieme al ministero marocchino delle Infrastrutture e delle Risorse Idriche e all’Unione europea, hanno lanciato un programma da 348 milioni di euro pensato per rafforzare la Politica Idrica Nazionale del Paese. È un’iniziativa costruita con la logica del Team Europa: 48 milioni arrivano in sovvenzioni Ue, mentre tre prestiti agevolati da 100 milioni di euro ciascuno sono messi a disposizione dall’Agenzia francese per lo sviluppo, da Cassa Depositi e Prestiti e dalla banca tedesca KfW.
La portata del progetto va oltre il finanziamento. Al centro c’è una visione di lungo periodo che intreccia sicurezza idrica, adattamento climatico e tutela degli ecosistemi. Il piano ruota attorno a quattro assi: conoscere meglio le risorse idriche in un contesto segnato dal cambiamento climatico, gestire con più efficacia gli eventi estremi come siccità e inondazioni, proteggere la qualità dell’acqua e la biodiversità, e preservare le falde sotterranee. È un impianto che non si limita a rispondere all’emergenza, ma prova a prevenire il collasso delle risorse su cui si reggono agricoltura, consumi civili e sviluppo economico.
Questo sostegno europeo si inserisce in un quadro politico già definito da tempo. Il Partenariato Verde Marocco-Ue, firmato nell’ottobre 2022, aveva già collocato la resilienza climatica tra i pilastri della cooperazione; il Patto per il Mediterraneo, adottato nel novembre 2025, ha rafforzato ulteriormente questa traiettoria, confermando la gestione dell’acqua come una delle sfide condivise dell’area. In parallelo, l’iniziativa si salda con gli sforzi avviati da Rabat attraverso il Piano nazionale per le acque e il programma Pnaepi 2020-2027, che mira ad assicurare approvvigionamento di acqua potabile e irrigazione in un Paese esposto a pressioni sempre più forti.
Alla cerimonia di lancio, a Rabat, la presenza delle principali controparti europee ha dato al progetto un valore politico oltre che operativo. Il ministro marocchino Nizar Baraka ha partecipato all’incontro insieme ai rappresentanti di Ue, Francia e Germania, mentre l’ambasciatore italiano Pasquale Salzano ha richiamato il ruolo di Cassa Depositi e Prestiti nel quadro di una priorità che l’Italia considera centrale anche nel Piano Mattei. Il messaggio, in fondo, è chiaro: la partita dell’acqua non riguarda più soltanto la gestione di una risorsa, ma la capacità di costruire stabilità, resilienza e futuro in una regione dove il clima sta già riscrivendo le regole dello sviluppo.







