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Giancarlo Scotti alla guida di DeA Capital Real Estate Sgr

Giancarlo Scotti alla guida di DeA Capital Real Estate Sgr

La Redazione ·23 maggio 2026 10:23

Giancarlo Scotti è stato nominato presidente di DeA Capital Real Estate Sgr, segnando l’avvio di una fase nuova per la società di gestione del risparmio immobiliare. L’assemblea dei soci ha infatti rinnovato anche il consiglio di amministrazione e il collegio sindacale, entrambi destinati a restare in carica per il triennio 2026-2028. Una scelta arrivata dopo le indicazioni di Banca d’Italia, che poche settimane fa avevano imposto un intervento profondo sulla governance e sui presìdi antiriciclaggio.

La nomina di Scotti non è un semplice avvicendamento formale. La sua figura è stata individuata per accompagnare la società in una fase di transizione delicata, in attesa della selezione del nuovo amministratore delegato. Nel frattempo, il presidente avrà il compito di assicurare continuità operativa e tenuta istituzionale, mentre la struttura interna lavora per completare il piano di rimedio richiesto dall’autorità di vigilanza. È un passaggio che pesa, perché tocca non solo gli assetti societari, ma anche la credibilità complessiva della piattaforma.

Il nuovo consiglio di amministrazione è composto, oltre che da Scotti, da Dino Abate, Stefania Bariatti, Stefania Boroli, Camillo Candia, Andrea Casarotti, Gaetano Casertano e Silvia Rachela. Una squadra definita da DeA Capital come portatrice di competenze diversificate e complementari, con l’obiettivo di sostenere le strategie di sviluppo della società in una fase che richiede equilibrio, visione e capacità di presidio. Accanto al CdA, l’assemblea ha designato anche il nuovo collegio sindacale: Guido Sazbon ne assumerà la presidenza, affiancato da Luciana Sara Rovelli e Annalisa Donesana come sindaci effettivi, mentre Marco Sguazzini Viscontini e Cristina Gaviani ricopriranno il ruolo di supplenti.

Per Scotti si tratta di un ritorno in un perimetro che conosce bene. La sua esperienza nel real estate italiano ed europeo è ampia e stratificata. Ha guidato l’area immobiliare di Cassa Depositi e Prestiti ed è stato amministratore delegato di Cdp Real Asset Sgr fino alla fine del 2025. Prima ancora, ha ricoperto ruoli di primo piano in Generali Real Estate ed è stato partner e responsabile del real estate europeo per il gruppo Lazard. Un curriculum costruito tra investimenti, sviluppo e gestione di patrimoni complessi, con una sensibilità manageriale maturata in contesti ad alta intensità strategica.

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La sua nomina è stata accolta con soddisfazione anche ai vertici di DeA Capital Spa. Il presidente esecutivo Enrico Drago ha sottolineato come il profilo di Scotti unisca solide competenze tecniche e capacità di guida, elementi ritenuti decisivi per rafforzare il presidio sui diversi ambiti di attività della società. Ma soprattutto ha richiamato un principio chiave: trasparenza e governance rigorosa. Sono queste, oggi, le parole che definiscono la nuova fase della Sgr, chiamata a tutelare i sottoscrittori dei fondi e a rassicurare tutti gli stakeholder dopo una verifica che ha imposto un cambio di passo netto.

Anche Scotti ha parlato con tono misurato, ma chiaro. Ha definito il nuovo incarico una responsabilità importante e ha indicato con precisione la direzione: rafforzare il ruolo della società come piattaforma di investimento nel real estate, capace di attrarre capitali e generare valore sostenibile nel lungo periodo. In questa prospettiva, il lavoro del nuovo CdA non sarà solo organizzativo. Dovrà anche consolidare una struttura credibile, capace di accompagnare progetti di qualità e di mantenere un’attenzione costante alla sostenibilità e all’impatto degli investimenti nel tempo.

Il passaggio più delicato resta però un altro. Nei prossimi mesi, la società dovrà dare piena attuazione al piano di rimedio richiesto da Banca d’Italia, rafforzando in modo strutturale i processi di monitoraggio e il sistema dei controlli interni. Un lavoro che riguarda sia la gestione dei rischi sia i profili di anti-money laundering (AML). In altre parole, non si tratta soltanto di correggere alcune criticità, ma di ripensare il modo in cui la macchina organizza vigilanza, procedure e responsabilità. È da lì che passa la solidità della nuova fase.

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