L'Egitto cerca petrolio e gas: 14 blocchi in gara per attrarre investimenti internazionali
Il Cairo lancia il "2026 international bid round": 14 aree di esplorazione tra Mediterraneo, Golfo di Suez e Delta del Nilo. Obiettivo: tornare esportatore netto di gas entro il 2027.
Il Cairo torna a fare sul serio con gli idrocarburi. L'11 agosto 2026 il Ministero del Petrolio e delle Risorse Minerarie egiziano ha aperto ufficialmente la 2026 international bid round, una gara d'appalto internazionale che mette sul tavolo 14 nuovi blocchi esplorativi di petrolio greggio e gas naturale. Ad annunciarlo è stato il ministro Karim Badawi, che nelle stesse ore ha incontrato i vertici delle principali compagnie energetiche internazionali attive in Egitto per discutere piani di sviluppo e opportunità di crescita produttiva nei prossimi cinque anni.
I quattordici blocchi sono divisi in due tornate, ciascuna gestita da un'entità statale distinta. La Egyptian General Petroleum Corporation (EGPC) offre sei blocchi collocati nel Golfo di Suez, nel Sinai e nel Deserto Occidentale: le offerte devono arrivare entro l'11 novembre 2026, a mezzogiorno ora del Cairo. La Egyptian Natural Gas Holding Company (EGAS) mette invece a disposizione otto blocchi nel Mar Mediterraneo, nel Delta del Nilo e nel Sinai settentrionale, con scadenza fissata al 14 dicembre 2026. Tutte le candidature passano per la piattaforma digitale Egypt Upstream Gateway (EUG) e si basano su accordi di produzione-condivisione, il modello contrattuale standard che suddivide tra Stato e investitore privato i proventi dell'estrazione.
Uno degli elementi che potrebbe rendere la gara interessante per le major internazionali è la posizione geografica di molti blocchi: buona parte si trova in prossimità di giacimenti già produttivi e di infrastrutture esistenti — gasdotti, impianti di trattamento, terminali di esportazione — il che abbatterebbe i costi di sviluppo e accorcerebbe i tempi di messa in produzione in caso di nuove scoperte. Non è un dettaglio secondario per chi deve giustificare un investimento esplorativo di fronte agli azionisti.
Il contesto in cui si inserisce questa gara è quello di un paese che nell'ultimo biennio ha accelerato vistosamente sull'esplorazione. Nei due anni fiscali 2024/25 e 2025/26 l'Egitto ha registrato 112 nuove scoperte — 88 di petrolio greggio e 24 di gas naturale — perforando 149 pozzi esplorativi. Tra i ritrovamenti più significativi figura il giacimento di gas offshore di Denis, al largo di Port Said. Nello stesso periodo sono stati firmati 19 accordi di esplorazione e produzione con investimenti minimi garantiti per 823,1 milioni di dollari e bonus alla firma per 93,5 milioni; altri 13 accordi sono in preparazione, con investimenti attesi superiori al miliardo di dollari.
L'ambizione dichiarata dal governo del Cairo è precisa: tornare esportatore netto di gas naturale entro il 2027 e portare la produzione a circa 6,6 miliardi di piedi cubi al giorno entro il 2030. Per arrivarci, il paese punta a perforare oltre cento pozzi esplorativi nel solo 2026 e ha varato un piano quinquennale da circa 5,7 miliardi di dollari che prevede 480 nuovi pozzi nelle aree del Deserto Occidentale, del Mar Mediterraneo, del Golfo di Suez e del Delta del Nilo. Sono inoltre in corso nove indagini sismiche su tutto il territorio nazionale, con quella nel Deserto Occidentale che risulta la più estesa per superficie. Nel secondo semestre del 2026, EGAS prevede di avviare anche la prima fase di un programma sismico nel Mediterraneo orientale.
Non mancano però le complessità di fondo. A luglio 2026 l'Egitto stava ancora lavorando per saldare circa 6,1 miliardi di dollari di arretrati accumulati verso le compagnie petrolifere internazionali — un nodo storico che aveva frenato la fiducia degli investitori negli anni passati e che il governo dice di voler risolvere progressivamente. Secondo le stime dell'Organizzazione Araba per l'Energia, il paese dispone di riserve estraibili di circa 2,8 miliardi di barili di petrolio greggio e 2,2 trilioni di metri cubi di gas naturale: risorse significative, ma che richiedono capitali freschi e tecnologia per essere valorizzate appieno. La gara appena aperta è, in sostanza, la risposta del Cairo a entrambe le esigenze.