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EasyJet passa ad Apollo: il fondo americano offre 5,7 miliardi dopo la resa di Castlelake
Foto: Wayne Jackson / Pexels
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EasyJet passa ad Apollo: il fondo americano offre 5,7 miliardi dopo la resa di Castlelake

Apollo Global Management ha presentato un'offerta da 5,7 miliardi di sterline per EasyJet, superando Castlelake che si è ritirata dopo cinque proposte.

La Redazione ·10 agosto 2026 7:07 ·3 min di lettura

Cinque mesi, cinque offerte, un finale inaspettato. La lunga partita per il controllo di EasyJet si è chiusa il 6 agosto 2026 con un colpo di scena: Castlelake, la società di investimento statunitense che per tutta la primavera-estate aveva corteggiato la compagnia aerea low cost britannica, si è ritirata senza fornire una spiegazione pubblica. Al suo posto, con un'offerta più generosa e il via libera del consiglio di amministrazione, è entrato in scena Apollo Global Management.

Il gigante del private equity americano ha presentato un'offerta da 5,7 miliardi di sterline, pari a 7,15 sterline per azione. Una cifra che rappresenta un premio dell'81% rispetto al prezzo di chiusura del titolo EasyJet del 28 maggio 2026, il giorno prima che le prime voci sull'interesse di Castlelake diventassero di dominio pubblico. Il consiglio ha definito la proposta di Apollo una «combinazione attraente di valore, allineamento strategico e gestione a lungo termine».

La storia di questa acquisizione è, in realtà, una storia di sorpassi. Castlelake aveva avanzato cinque proposte non richieste tra maggio e luglio 2026. Il 6 luglio, dopo mesi di resistenza, il board di EasyJet aveva persino accettato in linea di principio un'offerta preliminare a 6,90 sterline per azione, per un totale di 5,5 miliardi di sterline. Ma quattro giorni dopo, il 10 luglio, Apollo è arrivata con un rilancio superiore e il consiglio ha cambiato rotta, ritirando il proprio sostegno a Castlelake. Il fondo, a quel punto, ha gettato la spugna.

Tra i sostenitori dell'accordo con Apollo c'è anche il fondatore della compagnia, Stelios Haji-Ioannou, che insieme alla sua famiglia detiene circa il 15,3% delle azioni — la quota individuale più rilevante tra gli azionisti. Gli Haji-Ioannou hanno dichiarato di voler mantenere questa posizione di riferimento a lungo termine, convertendo la propria quota nella nuova struttura privata. Una continuità simbolicamente importante per una compagnia nata nel 1995 dalla visione dello stesso Stelios e quotata alla Borsa di Londra nel 2000.

Apollo, tuttavia, non avrà carta bianca sulla governance: la sua partecipazione sarà limitata al 49,9% per rispettare le normative britanniche ed europee sulla proprietà delle compagnie aeree, che impongono vincoli precisi sul controllo straniero dei vettori. L'operazione dovrebbe completarsi entro la fine del primo trimestre del 2027.

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Un settore sotto pressione

Dietro le manovre finanziarie c'è uno sfondo più cupo per l'intero comparto aereo. Il 2026 si è rivelato un anno difficile per le compagnie di tutto il mondo: i costi del jet fuel hanno subito un'impennata significativa su base annua, in un contesto di tensioni sui mercati energetici globali. EasyJet stessa aveva già avvertito, nel febbraio 2026, di tariffe più alte e difficoltà di approvvigionamento, segnalando un quadro operativo complicato per i mesi successivi. Il carburante resta storicamente una delle voci di costo più volatili per i vettori aerei, capace di erodere margini già compressi quando i prezzi salgono in modo prolungato.

I dati finanziari della compagnia riflettono questo scenario: nel primo trimestre dell'anno fiscale 2026, chiuso il 31 dicembre 2025, EasyJet ha registrato una perdita ante imposte di 93 milioni di sterline, in peggioramento rispetto ai 61 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente. Il dato è parzialmente bilanciato dall'utile ante imposte di 665 milioni di sterline registrato nell'intero anno fiscale 2025, in crescita del 9%.

È in questo quadro che l'interesse dei fondi d'investimento per EasyJet acquista una lettura duplice: da un lato, la compagnia rimane un marchio solido con una base di passeggeri fedele e una rete europea capillare; dall'altro, il contesto operativo attuale rende l'acquisizione un investimento ad alto rischio, che richiede una visione di lungo periodo. Apollo sembra convinta che valga la scommessa. Non è la prima volta che il settore fa gola ai grandi fondi: nel 2021, EasyJet aveva già respinto un'offerta della rivale Wizz Air.

Con il passaggio al privato, i passeggeri non dovrebbero aspettarsi cambiamenti immediati nelle operazioni quotidiane. Ma la delisting da Borsa di Londra, se confermata, segnerà la fine di un'era per uno dei simboli del volo low cost europeo.

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