Italia-Marocco, scambi commerciali a quota record: quasi 5 miliardi nel 2025
L'interscambio bilaterale ha raggiunto 4,752 miliardi di euro, con un surplus di oltre un miliardo a favore dell'Italia. Crescita del 20% in cinque anni.
Quasi cinque miliardi di euro in un anno. È il valore degli scambi commerciali tra Italia e Marocco nel 2025, un dato che l'Ambasciatore italiano a Rabat, Pasquale Salzano, ha definito senza mezzi termini un livello record. I numeri, rilevati dall'Osservatorio Economico del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, parlano chiaro: 4,752 miliardi di euro di interscambio complessivo, con una crescita del 20% rispetto a cinque anni fa. Un'accelerazione che non è casuale, e che racconta una partnership sempre più strutturata tra le due sponde del Mediterraneo.
A fare la parte del leone sono le esportazioni italiane verso il Marocco, attestate a 2,995 miliardi di euro: una cifra che vale da sola il 14,8% di tutto ciò che l'Italia vende all'intero continente africano. In questo quadro, il Marocco si conferma il terzo cliente africano dell'Italia, dietro Tunisia e Algeria, ma davanti a mercati di peso come Egitto, Libia e Sudafrica. Sul fronte opposto, le importazioni italiane dal Marocco si sono fermate a 1,757 miliardi di euro, pari al 5,1% degli acquisti italiani da fornitori africani: il Marocco è il sesto fornitore del nostro Paese nel continente. Il risultato finale è una bilancia commerciale che sorride all'Italia, con un surplus di 1,238 miliardi di euro. Per fare un confronto, alla fine del 2024 l'avanzo era di 554 milioni: in un anno, la distanza si è più che raddoppiata.
Cosa compra e cosa vende l'Italia in questo scambio? Verso Rabat partono principalmente macchinari industriali e attrezzature meccaniche, automobili e componenti per l'elettromobilità, derivati della raffinazione del petrolio, tessuti e tecnologie per l'agricoltura. L'Italia è tra i principali fornitori di macchinari agricoli per il mercato marocchino. In direzione opposta arrivano in Italia soprattutto autoveicoli — prima voce di importazione con 1,4 miliardi di euro —, prodotti ittici, componenti per il settore auto, articoli di abbigliamento, fili e cavi, e prodotti agricoli. Una composizione che rispecchia le rispettive vocazioni produttive e che, nel caso del settore automobilistico, testimonia quanto il Marocco si sia trasformato in un polo manifatturiero rilevante.
È proprio questa doppia natura del Paese nordafricano — mercato finale e piattaforma industriale verso il resto dell'Africa — a renderlo interessante per le imprese italiane. Alla fine del 2023, circa 200 aziende italiane operavano in Marocco, principalmente nei settori del commercio, della manifattura e delle costruzioni, impiegando quasi 14.000 persone e generando un fatturato combinato di 1,6 miliardi di euro. Lo stock di investimenti diretti italiani nel Paese ha raggiunto 1,777 miliardi di euro alla fine del 2024, a conferma di un impegno che va ben oltre la semplice compravendita di merci.
Le prospettive per i prossimi anni sembrano favorevoli. L'ambasciatore Salzano ha indicato energia, trasporti, infrastrutture civili, logistica e ingegneria meccanica come le aree a più alta crescita per le iniziative bilaterali. Un fattore di traino supplementare potrebbe arrivare dalla Coppa del Mondo FIFA 2030, che il Marocco co-ospiterà: l'evento sta già stimolando investimenti in infrastrutture di trasporto, mobilità urbana, ospitalità e riqualificazione urbana, tutti settori in cui l'industria italiana ha competenze riconosciute. A sostenere le imprese italiane in questo percorso c'è anche il programma Africa Champion – Focus Morocco, promosso da SACE nell'ambito del Piano Mattei.
Il quadro istituzionale che sorregge questi rapporti è solido. Nel giugno 2023, Italia e Marocco hanno firmato a Roma un Accordo di Partenariato Strategico multidimensionale che abbraccia diversi ambiti, dalla sicurezza alla cooperazione economica. Un accordo che si innesta su una relazione più antica: il Marocco è partner dell'Unione Europea dal 2000, anno in cui ha aderito agli accordi di associazione euro-mediterranea e firmato un trattato sulla reciproca promozione e protezione degli investimenti con l'Italia. Nel sistema dei rapporti europei, Roma è il terzo fornitore del Marocco, dopo Spagna e Francia: un posizionamento che le imprese italiane stanno cercando, con risultati visibili, di consolidare.