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Caso Linde: UniCredit e le banche europee sfidano il gigante tedesco per 460 milioni sequestrati in Russia

Caso Linde: UniCredit e le banche europee sfidano il gigante tedesco per 460 milioni sequestrati in Russia

La Redazione ·13 luglio 2026 10:32

Piazza Gae Aulenti, il cuore pulsante della finanza milanese, si prepara a un nuovo scontro giudiziario che potrebbe ridefinire le responsabilità delle sanzioni occidentali contro la Russia. Le grandi banche europee hanno deciso di portare Linde in tribunale, non per un semplice inadempimento contrattuale, ma per il tentativo disperato di recuperare centinaia di milioni di euro di beni sequestrati dai tribunali russi nel contesto del controverso caso RusChemAlliance. Tra gli istituti che hanno alzato la voce ci sono nomi di peso come Deutsche Bank, UniCredit e Commerzbank, tutti uniti in una battaglia legale che si svolge ora davanti alla giustizia tedesca.

La vicenda ha le sue radici nel 2021, quando il gruppo Linde Engineering firmò contratti con RusChemAlliance, una joint venture partecipata da Gazprom, per la costruzione di un impianto di trattamento del gas e di gas naturale liquefatto nella Russia nord-occidentale, nel progetto di Ust-Luga. Il valore complessivo dell'opera era di circa 10 miliardi di euro, una cifra che rendeva il progetto uno dei più ambiziosi nel settore energetico europeo. Tutto sembrava procedere secondo i piani fino all'invasione dell'Ucraina, evento che ha scatenato l'introduzione delle sanzioni europee contro Mosca. In risposta a questa nuova geopolitica, Linde ha sospeso immediatamente i lavori, lasciando la joint venture in una situazione di stallo critico.

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RusChemAlliance, di fronte al blocco delle operazioni, ha chiesto alle banche garanti il pagamento delle garanzie collegate al progetto. Gli istituti bancari, però, hanno rifiutato l'esborso, sostenendo con fermezza che tale pagamento avrebbe potuto violare le sanzioni UE. La risposta dei tribunali russi non è stata indolore: hanno ordinato il sequestro di circa un miliardo di euro di asset detenuti dalle banche in Russia. Per UniCredit, il conto è particolarmente pesante, con circa 460 milioni di euro confiscati. Deutsche Bank ha visto perdere circa 244 milioni, Commerzbank circa 90 milioni, BayernLB circa 270 milioni e LBBW circa 50 milioni, un danno collettivo che le banche non vogliono accettare passivamente.

Ora, le banche provano a rivalersi su Linde davanti alla giustizia tedesca, cercando di stabilire chi debba sopportare il costo delle sanzioni occidentali. Secondo quanto riportato da fonti internazionali, la prima udienza si terrà martedì a Francoforte, con Deutsche Bank che chiede a Linde un risarcimento di circa 260 milioni di euro. Quella contro Linde potrebbe rivelarsi una causa pilota, un caso che non solo recupererà somme ingenti, ma che potrebbe anche stabilire un precedente giurisprudenziale fondamentale per il futuro delle relazioni commerciali tra Europa e Russia in un contesto di sanzioni. Il tentativo di recuperare centinaia di milioni di euro in beni sequestrati dai tribunali russi diventa così il banco di prova per la resilienza del sistema bancario europeo.

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