Borse europee in ordine sparso: il petrolio frena, ma il tech accelera
Le borse europee navigano in acque miste, con un'Europa in ordine sparso dove il calo del petrolio offre un momentaneo sollievo, ma la volatilità resta alta. Tutti gli occhi sono puntati sulla ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, in programma in Pakistan. Donald Trump si mostra fiducioso: l'Iran negozierà, altrimenti affronterà problemi senza precedenti, con un recupero dell'uranio destinato a essere lungo e arduo. Dall'altra parte, il presidente del parlamento iraniano, Mohammad-Bagher Ghalibaf, rifiuta categoricamente trattative sotto minaccia. Teheran non ha ancora confermato la presenza a Islamabad, ma voci insistenti parlano di un via libera dalla guida suprema, Mojtaba Khamenei, per la delegazione. Queste dinamiche suggeriscono un cauto avvicinamento verso una risoluzione, anche se l'incertezza sulle interruzioni degli approvvigionamenti energetici frena ogni eccesso di ottimismo.
La tregua di due settimane, concessa dopo un mese di tensioni, potrebbe non essere prorogata. Eppure, il freno del greggio dà fiato ai listini, riportando l'attenzione su temi più familiari come la stagione degli utili e l'ascesa del tech e dell'AI. Gli investitori scrutano l'udienza di Kevin Warsh, presidente designato della Fed, davanti alla Commissione bancaria del Senato: un esito favorevole non è per nulla scontato, tra tensioni politiche e resistenze in Congresso. I mercati sembrano già prezzare una riapertura dello Stretto di Hormuz, con una normalizzazione dei prezzi di petrolio e gas. Trump e Teheran hanno lanciato segnali di de-escalation, spostando i riflettori sugli investimenti massicci in data center. Questi favoriscono l'intera catena del valore: dai semiconduttori ai produttori di memoria, fino alle infrastrutture energetiche. Ma l'evoluzione rapidissima dell'AI genera interrogativi sulla sostenibilità dei modelli di business, specie nel software, con impatti sulle valutazioni.
A Piazza Affari, Avio corre in testa al FTSE MIB, pronta a rinnovare il management in assemblea il 28 aprile e a rafforzarsi negli Usa, come annunciato dall'ad Giulio Ranzo. Stmicroelectronics brilla sulla scia del rally tech asiatico. Le banche sono contrastate: Mps e Mediobanca volano, mentre Banco Bpm e Unicredit arrancano. Gli energetici soffrono il calo del petrolio, dalle utility agli oil. Poste Italiane sale grazie a un report che ha rivisto al rialzo il target price a 23 euro, confermando la raccomandazione equal-weight. Leonardo, invece, frena dopo il downgrade di Jefferies. In questo mosaico di impulsi, i titoli tech restano i beniamini, mentre l'incertezza geopolitica continua a dettare il ritmo.