Borsa europea in bilico tra Iran e petrolio: Brent oltre i 100 dollari
Le borse europee danzano sul filo della volatilità, prigioniere delle notizie che filtrano dal Medio Oriente. Ogni annuncio sui colloqui tra Stati Uniti e Iran scatena ondate di incertezza, alimentando timori di un'escalation che potrebbe travolgere l'economia globale. Il petrolio, con il Brent che ha sfondato di nuovo la soglia dei 100 dollari, simboleggia questa tensione: un rialzo improvviso che riporta alla memoria i fantasmi della crisi energetica. E mentre il gas europeo continua la sua discesa, l'oro oscilla instabile, specchio di un sentiment diviso tra speranza e apprensione.
In questo turbine, le piazze azionarie del Vecchio Continente chiudono con cauto ottimismo. Milano sale dello 0,42%, in sintonia con Parigi allo 0,2% e Amsterdam allo 0,8%, mentre Francoforte e Madrid si attestano in parità. Oltreoceano, però, Wall Street vira al ribasso: il Dow Jones perde lo 0,18% a 46.123,72 punti, il Nasdaq l'0,84% a 21.761,89 e l'S&P 500 lo 0,37% a 6.556,34. Il ritorno al rialzo del petrolio WTI, dopo il crollo del 10% del giorno prima, ha raffreddato gli entusiasmi. Le dichiarazioni ottimiste del presidente Trump sui contatti in corso – con Teheran aperta a proposte sostenibili e il Pakistan pronto a ospitare i negoziati – non bastano a dissipare i dubbi. Il nodo cruciale resta lo stretto di Hormuz, dove le tariffe imposte da Teheran alle navi commerciali strangolano i flussi energetici, spingendo gli investitori a scrutare ogni segnale di ripercussioni economiche.
A Piazza Affari, il panorama riflette queste dinamiche contrastanti. I titoli della difesa frenano sui sogni di pace: Avio crolla del 5,7%, Fincantieri del 3,8%, Leonardo del 2,4%. Al contrario, Inwit vola con un clamoroso +9,9%, trainata da indiscrezioni su una possibile Opa di Brookfield che riaccende le speculazioni. Diasorin rimbalza del 4,8% dopo il tonfo della vigilia, mentre i petroliferi attirano acquisti: Saipem sale del 3,1%, Tenaris del 2,6%. Tim e Poste limitano i danni, con l'attenzione del mercato catturata dall'Opa lanciata da Poste sulla società di tlc. In un contesto di guerra e negoziati, i mercati non smettono di insegnarci che la pace, vera o presunta, ridisegna i vincitori e i vinti con la rapidità di un lampo.