L’accelerazione del risiko bancario sta infiammando Piazza Affari, con UniCredit che guida la carica. In sole tre sedute, il titolo ha incassato un +12%, spinto da trimestrali stellari e da una serie di fronti strategici che tengono il mercato con il fiato sospeso. Al centro dell’attenzione, la partita tedesca su Commerzbank: qui UniCredit deve misurarsi con l’ostacolo di KfW, la banca statale pronta a fare da scudo per il governo di Berlino. E mentre gli interrogativi sui derivati in mano a Jefferies – fino all’11% dell’istituto di Francoforte – aleggiano, la filiale russa offre un altro colpo di scena. La cessione parziale di Ao Bank a un investitore emiratino riduce i rischi geopolitici, come sottolineano gli esperti, trasformando un’incertezza in opportunità.
Nonostante le tensioni, lo scenario su Commerz appare favorevole: UniCredit potrebbe sfiorare il 30% delle quote, generando ritorni allettanti sul capitale, pur restando sub-ottimale industrialmente. Qualsiasi esito – acquisizione o ritiro – dissiperebbe l’incertezza strategica che frena il titolo. Intanto, a Francoforte, Commerzbank oscilla intorno ai 37 euro, con l’ops di UniCredit in sconto del 6,6% (o 3,7% post-dividendo). Domani i conti del primo trimestre potrebbero ribaltare le carte, alzando l’asticella con target rivisti al rialzo.
Parallelamente, Banca Monte dei Paschi di Siena tiene il passo con un +0,5%, immersa in un turbine di tensioni ai vertici. Le dimissioni di Fabrizio Palermo dal cda, motivate da disaccordi sulla governance, non placano le acque. Il mercato scruta Luigi Lovaglio per l’integrazione con Mediobanca, il futuro della quota in Generali e sogni di fusione con Banco Bpm. Giuseppe Castagna, ceo di quest’ultimo, si dice pronto a cogliere opportunità, alimentando speculazioni.
In questo contesto febbrile, Bper Banca inciampa, cedendo terreno dopo i conti del trimestre. L’utile di pertinenza cresce del 17,1% a 518,5 milioni, ma l’accoglienza è tiepida: realizzi dopo un +20% da fine marzo, con risultati in linea o superiori alle attese, ma non abbastanza convincenti. Mentre Intesa Sanpaolo resta in attesa con i suoi numeri all’8 maggio, il settore vibra di mosse e contro mosse, promettendo ulteriori sussulti.







