Borse europee in balia della tregua iraniana: il petrolio sfonda i 100 dollari
Le borse europee danzano sul filo del rasoio, catturate dal fragile equilibrio di una tregua in Iran che profuma di precarietà. A metà seduta, il nervosismo ha ripreso il sopravvento, spazzando via l’ottimismo iniziale mentre gli occhi del mondo restano incollati agli sviluppi in Medio Oriente. Il presidente statunitense ha prorogato il cessate il fuoco fino alla presentazione della proposta iraniana per un negoziato, ma da Teheran ribattono con toni infuocati: la mossa americana non varrebbe nulla, solo un pretesto per un attacco a sorpresa. E come se non bastasse, segnalazioni di spari nello Stretto di Hormuz – una nave cargo colpita, un’altra portacontainer nel mirino – alimentano il caos, mandando in altalena indici come il FTSE MIB di Milano, il CAC 40 di Parigi, il DAX 40 di Francoforte, l’IBEX 35 di Madrid, l’AEX di Amsterdam e il FTSE 100 di Londra.
La Casa Bianca, nel frattempo, ha congelato la delegazione verso il Pakistan per il secondo round di colloqui, con Trump che accusa l’Iran di un imminente collasso finanziario, bramoso di riaprire lo stretto. Esperti concordano: è una partita di nervi, dove Stati Uniti e Iran spingono per rafforzare la propria leva negoziale, in attesa di chi cederà per primo. Eppure, oltre l’Atlantico, Wall Street marcia spedita sopra la parità. La prospettiva di una de-escalation sostiene il sentiment globale, fragile ma resiliente. L’S&P 500 ha riconquistato i massimi storici, scrollandosi di dosso le perdite del conflitto iniziale, trainato dal boom del tech e dall’euforia per l’intelligenza artificiale. «I mercati guardano avanti», spiega un’analista di punta, «e la traiettoria resta verso la distensione».
Boeing balza in avanti grazie a utili del primo trimestre che superano le attese – una perdita per azione di soli 20 centesimi contro i 68 previsti –, con proiezioni di 660 consegne aerei nel 2026, su dal 2025. Al contrario, AT&T e Best Buy arrancano: i primi con risultati trimestrali appena sopra le stime, i secondi per il cambio al vertice, con Jason Bonfig pronto a sostituire il CEO uscente.
A Piazza Affari, i riflettori puntano sui petroliferi, galvanizzati dal rally del greggio Brent che sfiora di nuovo i 100 dollari al barile. Saipem decolla dopo un utile netto stabile a 78 milioni nel trimestre, confermando le guidance 2026; il CEO minimizza l’impatto del conflitto sulle operazioni. Eni e Tenaris cavalcano l’onda nera, mentre STMicroelectronics beneficia del rimbalzo di Asm International, su del 7,5% ad Amsterdam grazie a conti solidi. Moncler resiste con ricavi a 880,6 milioni (+12%), ma i bancari cedono in blocco. Pesano vendite su Amplifon, ferita dal profit warning di Cochlear, e su Avio e Diasorin. L’euro resta saldo sopra 1,17 dollari, mentre l’incertezza geopolitica continua a dettare il ritmo, tra speranze di tregua e ombre di tempesta.