È morto Pino Di Salvo, inviato Rai e maestro del giornalismo televisivo: aveva 90 anni
Scomparso a Roma il 9 agosto 2026. Tra gli anni Settanta e Novanta fu inviato speciale del Tg2, poi docente alla LUMSA. I funerali l'11 agosto.
Se n'è andato a novant'anni con quello che chi lo conosceva ha descritto come un ultimo messaggio dal tono ironico e leggero: un congedo che, a quanto pare, rispecchiava il carattere di chi lo firmava. Pino Di Salvo, giornalista, inviato speciale della Rai, docente e saggista, è morto a Roma il 9 agosto 2026. A ricordarlo, tra gli altri, è l'associazione Giornalisti 2.0, che lo ha definito un «maestro del giornalismo radiotelevisivo».
Nato a Chieri, in provincia di Torino, Di Salvo si era laureato nel capoluogo piemontese e aveva mosso i primi passi nella vita pubblica attraverso l'impegno politico universitario e l'amministrazione comunale. Il giornalismo era arrivato dopo, con il praticantato a La Stampa, e si era consolidato nel mondo della stampa cattolica: prima a L'Italia, il quotidiano diretto da Giuseppe Lazzati a Milano, poi con collaborazioni ad Avvenire. Negli anni Settanta il trasferimento a Roma, dove aveva lavorato per il settimanale Settegiorni, legato alla sinistra democristiana e al movimento dei cattolici democratici.
Ma la stagione più intensa e duratura della sua carriera si era svolta in Rai. Tra gli anni Settanta e Novanta Di Salvo fu inviato speciale del Tg2 e del Giornale Radio, occupandosi dapprima di politica economica e poi dei principali eventi internazionali. Il suo lavoro lo portò lontano dall'Italia per lunghi periodi: dagli Stati Uniti all'Estremo Oriente, con una presenza particolare in Giappone e a Tokyo. Tra il 1994 e il 1996 ricoprì il ruolo di vaticanista, seguendo i viaggi internazionali di Papa Giovanni Paolo II in giro per il mondo. Fu anche direttore responsabile della rivista Politica Internazionale.
Dopo la Rai, Di Salvo non si ritirò affatto dalla vita professionale. Approdò alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università LUMSA di Roma, dove insegnò Tecniche di giornalismo televisivo. Anche dopo il pensionamento rimase presente come tutor del Master di Giornalismo dell'ateneo, affiancando prima Roberto Seghetti e poi Cesare Protettì. Di quella stagione da insegnante rimane anche un volume: Il giornalismo televisivo, pubblicato da Carocci editore, in cui Di Salvo analizzava l'organizzazione e i meccanismi della cosiddetta «fabbrica delle notizie televisive», con l'occhio di chi quella fabbrica l'aveva conosciuta dall'interno per decenni.
«Un uomo probo, un giornalista bravissimo, un insegnante generoso»: così lo ha ricordato Roberto Seghetti, sottolineando l'impegno di Di Salvo nelle battaglie sindacali e nella difesa del rigore professionale. Parole che restituiscono il profilo di una figura che aveva attraversato mezzo secolo di giornalismo italiano — dalla carta stampata alla radio, dalla televisione all'università — senza mai perdere il filo di un'etica del mestiere che considerava non negoziabile.
I funerali si terranno martedì 11 agosto alle ore 12 nella cripta della chiesa di San Pio X, in piazza della Balduina, a Roma. Di Salvo lascia la moglie Maria Grazia Boccaccio, i figli Valentino, Martino e Giacomina, i nipoti Caterina, Agnese, Cecilia e Pietro, la nuora Paola e il genero Roberto.