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Novantamila zanzare da Miami ogni settimana: Roma sperimenta la tecnica che le sterilizza senza insetticidi
Foto: Pixabay / Pexels

Novantamila zanzare da Miami ogni settimana: Roma sperimenta la tecnica che le sterilizza senza insetticidi

La Redazione ·23 luglio 2026 1:16

Ogni settimana un aereo atterra a Roma con un carico insolito: novantamila zanzare maschio partite da Miami. Non sono una minaccia, ma la risposta a una. È in corso nella capitale la prima sperimentazione su larga scala in Europa della cosiddetta Tecnica del Maschio Incompatibile (IIT), un metodo biologico per ridurre le popolazioni di zanzara tigre senza ricorrere agli insetticidi chimici. Dietro al progetto c'è una collaborazione tra ENEA, Google LLC — attraverso il suo programma Debug — e la Sapienza Università di Roma.

Il meccanismo sfrutta un batterio, la Wolbachia, già diffuso in natura e del tutto innocuo per l'uomo e per gli animali. I ricercatori dell'ENEA hanno selezionato un ceppo di questo batterio diverso da quello che la zanzara tigre selvatica porta naturalmente, isolandolo dalla zanzara comune. I maschi allevati con questo ceppo «incompatibile» sembrano normali agli occhi delle femmine selvatiche: si accoppiano regolarmente, ma le uova prodotte restano sterili. Il fenomeno si chiama incompatibilità citoplasmatica e impedisce semplicemente la schiusa. Niente veleni, niente modificazioni genetiche permanenti nell'ambiente: solo un accoppiamento che non dà frutto.

Il lavoro è diviso tra i due partner. ENEA ha sviluppato la linea di maschi incompatibili ed è stata, come sottolinea il ricercatore Riccardo Moretti del Laboratorio Agricoltura 4.0, la prima équipe al mondo a ottenere una linea di zanzara tigre con le caratteristiche necessarie per questa tecnica. Google si occupa invece della moltiplicazione su scala industriale della colonia, della selezione rigorosa dei soli maschi — le femmine pungono, i maschi no — dell'inscatolamento e del trasporto aereo da Miami. Ogni settimana, dunque, novantamila esemplari percorrono l'Atlantico e arrivano pronti al rilascio nell'area sperimentale.

La prima fase della campagna si è svolta tra luglio e ottobre 2025 presso il Centro Ricerche ENEA Casaccia, un'area di circa 53 ettari alle porte di Roma. In quei mesi sono stati liberati circa 1,6 milioni di maschi. I risultati, resi noti nelle settimane successive, mostrano una riduzione dell'88% nella capacità della popolazione locale di produrre uova fertili in grado di sopravvivere all'inverno, rispetto alle aree di controllo non trattate. Una cifra che i ricercatori definiscono promettente, anche se la sperimentazione è ancora in corso e l'obiettivo dichiarato è mantenere le popolazioni di zanzare «costantemente al di sotto delle soglie di rischio epidemiologico».

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L'urgenza non è solo di comfort estivo. La Aedes albopictus, nota come zanzara tigre, è una specie invasiva capace di trasmettere virus come Dengue, Chikungunya e Zika. Casi di infezione che fino a pochi anni fa sembravano relegati ai tropici stanno diventando più frequenti anche in Europa, complici i cambiamenti climatici che ampliano l'areale di diffusione dell'insetto. «Ridurre stabilmente la presenza di zanzare vettori di virus pericolosi rafforza la prevenzione sanitaria», ha dichiarato Moretti, «specialmente in contesti urbani e periurbani». Un punto non secondario per una città come Roma, dove la pressione demografica e le aree verdi diffuse creano condizioni favorevoli alla proliferazione.

L'alternativa tradizionale — le disinfestazioni con insetticidi chimici — presenta limiti noti: colpisce indiscriminatamente insetti utili come api e altri impollinatori, genera resistenze nelle popolazioni bersaglio e lascia residui nell'ambiente. La tecnica IIT, per come è progettata, agisce in modo selettivo sulla sola specie target e non introduce materiale genetico stabile nell'ecosistema. Non a caso l'Organizzazione Mondiale della Sanità la raccomanda come opzione efficace e sicura tra gli strumenti di controllo vettoriale.

Restano, naturalmente, domande aperte. La sperimentazione riguarda per ora un'area circoscritta e controllata: estendere il metodo a quartieri residenziali densi, con confini meno definiti e popolazioni di zanzare che si rinnovano continuamente, è una sfida logistica e scientifica di tutt'altra portata. I risultati della campagna 2025 forniscono una base solida, ma i ricercatori sono cauti nel generalizzare. Ciò che è certo è che Roma è il laboratorio europeo di questa tecnica, e che i dati raccolti nella capitale serviranno a valutare se e come replicarla altrove nel continente.

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