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Il deserto è diventato troppo caldo anche per i cammelli
Foto: Moaz Tobok / Pexels

Il deserto è diventato troppo caldo anche per i cammelli

La Redazione ·27 luglio 2026 22:04

Resistono alla sete, sopportano il sole a picco, camminano su sabbie roventi per giorni. Eppure anche i cammelli stanno cedendo. Nel Corno d'Africa e nel Sahara, gli animali che da millenni incarnano la capacità di sopravvivere negli ambienti più ostili del pianeta mostrano oggi i segni inequivocabili di un caldo che ha superato ogni soglia biologica tollerabile.

Le regioni interessate ospitano circa l'80% della popolazione mondiale di dromedari, e i segnali che arrivano da lì sono preoccupanti. Gli animali presentano vesciche alle zampe, occhi che lacrimano, bruciature da sabbia rovente e progressivo consumo del manto. Si registrano casi crescenti di ipertermia, che apre la strada a infezioni multiple, mentre le mandrie perdono peso, mostrano deperimento muscolare, infiammazioni e malattie ossee. La produzione di latte è in calo. Le capacità riproduttive ne risentono. Non si tratta di episodi isolati, ma di un deterioramento sistematico della salute di questi animali.

A raccontarlo in modo più crudele sono i numeri. Uno studio basato sull'indagine demografica e sanitaria della Somalia del 2020 ha rilevato che la mortalità dei cammelli causata dalla siccità ha colpito quasi il 46% delle circa 6.000 famiglie proprietarie coinvolte nell'indagine. Nella regione settentrionale di Sool, il tasso di mortalità ha sfiorato il 73%. In Kenya, nella contea di Marsabit al confine con l'Etiopia, i veterinari hanno registrato negli ultimi due anni un aumento superiore al 15% dei decessi attribuiti al caldo estremo. Ali Umer, un pastore della regione etiope di Afar, ha dichiarato di aver perso otto vitelli di cammello in un solo mese.

Per capire perché questo stia accadendo, vale la pena sfatare qualche luogo comune. Le gobbe dei cammelli non contengono acqua, come si crede spesso: sono riserve di grasso, riassorbite quando il cibo scarseggia. E i cammelli possono perdere fino al 30% del loro peso in acqua e continuare a muoversi, mentre un essere umano muore già con una perdita del 10%. Questa fisiologia straordinaria permette loro di tollerare variazioni termiche fino a circa 40°C, grazie a meccanismi che limitano la sudorazione e regolano la temperatura corporea in modo molto efficiente. Il problema è che quei meccanismi hanno un limite. Temperature costanti tra 41°C e 45°C attaccano le strutture cellulari, distruggono i globuli bianchi e provocano un collasso immunitario irreversibile. Quando nel Sahara si superano regolarmente i 50°C, lo stress termico diventa letale.

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E quelle temperature non sono più eccezioni. Il Nord Africa è stata la subregione del continente africano che si è riscaldata più rapidamente tra il 1991 e il 2025, con un incremento medio di 0,43°C per decennio. Nel 2024, diversi paesi del Nord Africa e del Medio Oriente hanno registrato temperature superiori ai 50°C. Una tendenza che, stando alle proiezioni climatiche, non mostra segni di inversione.

Le conseguenze non sono solo ecologiche. Per le comunità pastorali del Corno d'Africa, i cammelli rappresentano il principale patrimonio economico: fonte di latte, carne, trasporto e reddito. La loro morte accelerata mette in discussione l'intera struttura economica e sociale di popolazioni che da secoli vivono in simbiosi con questi animali. In diverse aree, molti allevatori stanno già abbandonando i territori tradizionalmente destinati alla pastorizia per spostarsi verso zone con maggiore disponibilità di acqua e pascoli, innescando migrazioni interne che aggravano le pressioni su risorse già scarse.

Gli esperti indicano alcune misure urgenti: fornitura strategica di acqua, integrazione alimentare nei periodi più critici dell'anno, e un rafforzamento dei servizi veterinari nelle aree rurali più esposte. Interventi necessari, ma che presuppongono risorse e infrastrutture spesso assenti proprio nelle regioni più vulnerabili. La storia dei cammelli in difficoltà è, in fondo, anche la storia di chi da quei cammelli dipende.

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