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Tappi di sughero, non buttarli: come riciclarli in casa, in giardino e nell'edilizia
Foto: Alexandr Kudinov / Pexels
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Tappi di sughero, non buttarli: come riciclarli in casa, in giardino e nell'edilizia

Ogni anno in Italia finiscono nell'immondizia 800 milioni di tappi di sughero. Eppure si possono riusare in mille modi, dal fai-da-te alla bioedilizia.

La Redazione ·16 agosto 2026 13:05 ·3 min di lettura

Ogni anno, in Italia, circa 800 milioni di tappi di sughero finiscono nel cestino. Nel mondo la cifra sale a 70.000 tonnellate disperse tra indifferenziata e pattumiere domestiche. Eppure il sughero è una materia prima naturale, riciclabile al 100%, ricavata dalla corteccia della quercia da sughero senza abbattere un solo albero. Ignorarlo significa sprecare una risorsa che la natura restituisce con generosità — e che, opportunamente recuperata, può tornare utile in modi sorprendentemente pratici.

Le proprietà del sughero lo rendono quasi unico nel suo genere: è leggero, impermeabile, resistente, biodegradabile, isola dal calore e dall'acustica, e assorbe gli odori. Non è un caso che l'industria edilizia lo abbia riscoperto come materiale d'eccellenza per la bioedilizia. I tappi usati vengono raccolti, selezionati, macinati e trasformati in quella che in gergo si chiama granina di sughero: una materia prima che finisce nelle pareti perimetrali, nei tetti, nei sottotetti e nei pavimenti come isolante termo-acustico. Può essere impiegata anche negli intonaci termici, contribuendo a prevenire la formazione di muffe da condensa. In un settore dove i consumi energetici e le emissioni di CO₂ pesano in modo significativo, il contributo del sughero riciclato non è trascurabile.

In Italia esistono già iniziative strutturate su questo fronte. Il progetto Tappodivino, parte dell'iniziativa ETICO promossa da Amorim Cork Italia, raccoglie tappi usati e li avvia al riciclo con una doppia valenza: ambientale e sociale. Il ricavato della vendita del sughero riciclato viene destinato a ONLUS, in particolare quelle attive in ambito oncologico pediatrico, mentre il processo di selezione e lavorazione crea opportunità di lavoro per persone in difficoltà. Nel circuito operano anche associazioni e cooperative sociali come Artimestieri e A Braccia Aperte ONLUS, spesso in collaborazione con Amorim Cork Italia e WWF Italia. Il riciclo, in questo caso, fa bene all'ambiente e alla comunità allo stesso tempo.

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Ma non è necessario aspettare un punto di raccolta specializzato per cominciare. Molto si può fare già in casa, con un po' di fantasia e zero investimenti. Le applicazioni fai-da-te sono numerose e, in diversi casi, genuinamente utili. I tappi di sughero, grazie alle loro proprietà isolanti, si prestano naturalmente a diventare sottopentola e sottobicchieri; incollati su una superficie rigida, formano cornici per fotografie o lavagnette da parete. Tagliati a metà e fissati su sagome, diventano decorazioni per eventi o festività. Impregnati di qualche goccia di olio essenziale, funzionano come profumatori naturali per cassetti e armadi, sfruttando la capacità del sughero di assorbire e rilasciare gradualmente i profumi.

Il giardino offre un altro campo d'azione. I tappi possono essere assemblati in tappetini da esterno o forati e infilati sul fondo dei vasi per trattenere l'umidità nel terriccio. Qualcuno li usa per costruire piccole casette per uccellini o sistemi artigianali di irrigazione graduale per l'orto. I feltrini ricavati da tappi tagliati sottili proteggono le superfici dei mobili dai graffi. E per chi ha bambini in casa, il sughero si presta a timbri intagliati, piccoli giochi da tavolo e segnaposto per la tavola.

Riciclare il sughero, insomma, non è soltanto un gesto simbolico. Contribuisce a ridurre il volume dei rifiuti, a sostenere le sugherete mediterranee — ecosistemi fragili e preziosi — e a dare nuova vita a una filiera produttiva che in Italia ha radici antiche. L'alternativa, buttarlo nell'immondizia, è la scelta più semplice. Ma raramente la più intelligente.

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