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Bonus fotovoltaico 2026: detrazioni, bandi regionali e il nuovo decreto FER X. Ecco cosa c'è davvero
Foto: Budget Bizar / Pexels
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Bonus fotovoltaico 2026: detrazioni, bandi regionali e il nuovo decreto FER X. Ecco cosa c'è davvero

Dal 50% di detrazione IRPEF per i privati ai bandi regionali per le imprese: una guida alle misure attive quest'anno per installare pannelli e batterie.

La Redazione ·22 agosto 2026 8:06 ·4 min di lettura

Non esiste un unico «bonus fotovoltaico 2026»: esistono invece diverse misure, alcune nazionali e alcune regionali, che si sovrappongono e si integrano a seconda di chi vuole installare pannelli solari e sistemi di accumulo. Capire quale strada percorrere dipende dalla propria condizione — privato cittadino, professionista, piccola impresa — e dalla regione in cui ci si trova. Fare chiarezza non è banale, ma può valere migliaia di euro.

Per i proprietari di casa che vogliono installare un impianto fotovoltaico o acquistare un sistema di batterie, la via principale rimane il Bonus Ristrutturazioni, che per il 2026 garantisce una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute, fino a un limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione si spalma su dieci quote annuali di pari importo. L'aliquota scende al 36% per gli immobili diversi dall'abitazione principale. L'agevolazione copre l'intera filiera dell'intervento: moduli, inverter, batterie, progettazione, manodopera, opere murarie accessorie. Si può beneficiarne anche per aggiungere un sistema di accumulo a un impianto già esistente, senza dover rifare tutto da capo. Condizione necessaria: i pagamenti devono avvenire tramite bonifico parlante e tutta la documentazione tecnica — fatture, ricevute, relazioni — deve essere conservata.

C'è però una scadenza da tenere a mente: questa opportunità vale fino al 31 dicembre 2026. Dal 2027, le percentuali di detrazione sono previste in calo al 36% per le prime case e al 30% per le seconde. Chi stava rimandando ha quindi un motivo concreto per accelerare.

Le opportunità per imprese e professionisti

Per chi opera in ambito professionale o imprenditoriale il quadro è più articolato, con bandi regionali già aperti o in apertura nelle prossime settimane. In Umbria, il Bando Fonti Rinnovabili 2026 aprirà il 4 settembre e resterà attivo fino al 31 dicembre, con una dotazione iniziale di 17 milioni di euro (estendibile a 20). Prevede finanziamenti agevolati all'1% per sette anni, con dodici mesi di preammortamento: per professionisti, autonomi e micro-piccole imprese il contributo può coprire fino all'80% dell'investimento in fotovoltaico e fino all'80% per i sistemi di accumulo. La spesa minima ammissibile è di 25.000 euro.

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In Emilia-Romagna sono stati stanziati 3 milioni di euro a sostegno delle PMI, con un contributo a fondo perduto fino al 35% della spesa ammissibile e un tetto di 100.000 euro. Le domande si potranno presentare dal 30 settembre al 15 novembre. La Calabria ha invece attivato il FEARI (Fondo Efficienza Energetica e Rinnovabili per le Imprese), un bando aperto fino al 30 dicembre 2026 che combina un contributo a fondo perduto tra il 30 e il 35% con un finanziamento agevolato all'1% fisso per la quota restante.

A livello nazionale, il punto più rilevante degli ultimi mesi è l'entrata in vigore del Decreto FER X, il 7 agosto 2026. Il decreto introduce meccanismi di supporto per la produzione di energia da fonti rinnovabili — fotovoltaico, eolico, idroelettrico e gas di depurazione — validi per il periodo 2026-2030. Gestito dal GSE, prevede l'accesso diretto per impianti fino a 1 megawatt e aste competitive per quelli di taglia superiore. Il meccanismo si basa su contratti per differenza a due vie della durata di vent'anni. Il contingente complessivo supera i 27 gigawatt e la misura è cumulabile con agevolazioni fiscali e contributi in conto capitale fino al 40%. A giugno, la Commissione Europea aveva autorizzato il regime di aiuti collegato, per un valore complessivo di 23 miliardi di euro.

Nel panorama degli incentivi per le imprese rientrano anche la misura Transizione 5.0 — che in alcuni casi può arrivare fino al 63% di incentivo sull'investimento in fotovoltaico — e l'iperammortamento, che consente di maggiorare fino al 180% la quota di ammortamento fiscale per gli impianti. Sono finanziabili anche installazioni su parcheggi aziendali e a terra, quando non è possibile intervenire sugli edifici. Per gli impianti agrivoltaici avanzati, sono previsti contributi in conto capitale fino a 1.700 euro per kilowatt installato per taglie fino a 300 kW.

Un fronte rimasto invece in sospeso riguarda le famiglie più fragili: il Reddito Energetico Nazionale, pensato per chi ha un ISEE inferiore a 15.000 euro (o 30.000 con almeno quattro figli), ha messo in campo 200 milioni di euro per il 2024 e il 2025, ma un nuovo bando per il 2026 non è ancora stato aperto. Sul versante normativo, dal 3 agosto 2026 sono operativi i nuovi obblighi previsti dal Decreto Legislativo 5/2026 in materia di fonti rinnovabili negli edifici: si applicano agli interventi per cui la richiesta del titolo edilizio è presentata da quella data in poi.

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