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Sovranità alimentare: la battaglia epica dei contadini contro l'accordo Ue-Mercosur

Sovranità alimentare: la battaglia epica dei contadini contro l'accordo Ue-Mercosur

La Redazione ·12 aprile 2026 9:21

Sovranità alimentare: la battaglia epica dei contadini contro l'accordo Ue-Mercosur

In un gesto di sfida aperta, Altragricoltura, la Confederazione Sindacale per la Sovranità Alimentare, ha intimato all'Unione Europea di bloccare l'applicazione provvisoria dell'accordo con il Mercosur. Questo patto spalanca le porte al libero scambio con Paesi sudamericani, promettendo un'inondazione di prodotti agricoli a basso costo. Ma i contadini non ci stanno. Avvertendo che sette falle critiche rendono inutili le misure di salvaguardia, minacciano di citare in giudizio la Commissione per i danni alle loro aziende. Fine marzo: la presidente della Commissione annuncia l'entrata in vigore al 1° maggio, bypassando il Parlamento Europeo ancora in attesa di ratifica.

La contestazione non è un semplice reclamo. È un atto di diffida formale, che smaschera il piano di Bruxelles di dividere l'accordo in due: un trattato commerciale interinale sotto esclusiva competenza Ue e un partenariato più ampio da ratificare dai singoli Stati. Una mossa astuta, accusano i produttori, per eludere i controlli dei Parlamenti nazionali, in palese violazione dell'articolo 218 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea. Il Parlamento Europeo ha già investito la Corte di Giustizia con una richiesta di parere preventivo, datata 21 gennaio 2026. Procedere ora? Sarebbe una manifesta infrazione al principio di leale cooperazione, un abuso che svuota di senso il ruolo dei legislatori e della magistratura continentale.

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Ma la posta in gioco va oltre le procedure. Al cuore pulsa il principio di precauzione, pilastro dell'articolo 191 del TFUE. L'accordo favorisce pratiche insostenibili: pesticidi banditi in Europa, deforestazione selvaggia dell'Amazzonia. Come competere con standard sanitari e ambientali così laschi? I contadini italiani, custodi di terre fertili e tradizioni millenarie, si troverebbero schiacciati da una concorrenza sleale. Attuare questo patto equivarrebbe a un'abdicazione imperdonabile, tuonano nella diffida. E il governo italiano? Viene chiamato a opporsi in Consiglio Ue. Altrimenti, ogni violazione dei Trattati sarà impugnata: istituzioni europee e Stato italiano dovranno risarcire i danni, come prevede l'articolo 340 TFUE.

Questo colosso del libero scambio – una delle zone più vaste al mondo – azzera dazi tra Ue e Mercosur. Francia in testa, vari Stati e intere categorie di lavoratori protestano. Gli agricoltori temono l'invasione di merci sudamericane, prodotte con regole elastiche che minano il mercato interno. Tutti i Paesi Mercosur hanno ratificato, ma l'approvazione del Parlamento Europeo pende sul filo di un verdetto giudiziario. L'annuncio di Ursula von der Leyen ha forzato la mano, imponendo l'applicazione provvisoria dal 1° maggio. Non è solo commercio. È un banco di prova per l'equilibrio tra Bruxelles, capitali nazionali e Corte di Giustizia: un test sulla tenuta democratica dell'Unione.

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