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RailEvo: il primo taxi ferroviario al mondo nasce in Trentino

RailEvo: il primo taxi ferroviario al mondo nasce in Trentino

La Redazione ·7 maggio 2026 16:08

Immaginate di trasformare migliaia di chilometri di binari dimenticati in autostrade silenziose per un trasporto del futuro. È questa la visione che prende vita con RailEvo, il primo taxi ferroviario al mondo, a guida autonoma ed elettrico, concepito da un team di giovani ingegneri trentini. Nata nel 2023 nell'hub tecnologico di Polo Meccatronica a Rovereto, questa startup unisce passione per i motori e innovazione informatica per ridefinire la mobilità locale. Federico Bernabei, ingegnere con radici motoristiche, ha tratto ispirazione dal volo in aliante: l'efficienza aerodinamica di un foglio A4 lo ha spinto a progettare una fusoliera collegata a assali ferroviari speciali, brevettati e unici, capaci di sostenere il peso del veicolo trasmettendo trazione e frenata con minima resistenza.

Queste assali adattivi rappresentano il cuore pulsante della tecnologia. A differenza dei treni tradizionali, vincolati a scambi remoti che interrompono il flusso, RailEvo attiva un sistema di scambio verticale attivo. Il software intelligente solleva o adatta gli assali senza mai fermarsi, senza disturbare i passeggeri, mantenendo una corsa fluida. "Non aveva senso un交換 tradizionale", riflette l'inventore, che nel 2017 depositò il primo brevetto, rimasto nel cassetto fino all'incontro con Nicola Mosca, l'ingegnere informatico trentino. Insieme, hanno resuscitato binari dismessi – 1.300 km in Italia, 13.000 in Europa – trasformandoli in reti per mobilità on demand, 24 ore su 24, con consumi bassissimi.

Su questi binari singoli, spesso abbandonati per costi proibitivi, RailEvo si muove come su un'autostrada. Entra ed esce dalle stazioni a piacimento, ferma su richiesta, riducendo i tempi di percorrenza del 60% e moltiplicando la capacità oraria del 400%. Gli assali si allargano o restringono per adattarsi, salendo su binari sopraelevati per non intralciare il traffico. "I nostri veicoli non viaggiano mai a vuoto", spiega Mosca, "solo su chiamata di uno o più passeggeri, con ritorno sull'investimento in 20 anni". Compatto come un SUV – largo quanto una pista ciclabile, metà dei binari standard – è 100% elettrico, con autonomia di 300 km a 100 km/h, batterie che consumano appena 3 kWh per 100 km, contro i 14-15 di un'auto elettrica. Prenotabile via app, trasporta fino a sei persone, carrozzine o merci su due euro pallet, senza conducente.

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Il prototipo REVO#1, da 1.400 kg, dimostra tutto in azione. Costruito in tre anni nella zona industriale di Trento, su 200 metri di binari dismessi riadattati in quattro mesi, sfoggia ruote mecanum – tipiche dell'industria per muletti – per la prima volta su rotaia. Alla fine del tragitto, ruota a 360 gradi, parcheggia autonomamente e ricarica. Un team under 30, esperti in meccatronica e software, ha reso reale l'idea. I passeggeri non aspettano orari fissi: pagano di più per privacy o condividono per tariffe basse, fermandosi dove serve.

Prospettive concrete? Linee come Trento-Malè o Rovereto-Riva del Garda. Con partner locali, RailEvo punta sul core business dell'assale brevettato, invitando industrie per telaio, stazioni e infrastruttura. Non compete con il sistema esistente, lo integra. "Iniziamo dal Trentino, poi Italia ed Europa", auspica Mosca. Entro il 2030, questo taxi sui binari potrebbe rivoluzionare la mobilità urbana, sostenibile e accessibile, dimostrando che una visione, con le persone giuste, diventa realtà.

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