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Incendi boschivi: come l'Italia si prepara alla stagione più critica con prevenzione e fuoco prescritto

Incendi boschivi: come l'Italia si prepara alla stagione più critica con prevenzione e fuoco prescritto

La Redazione ·12 luglio 2026 7:23

Queste settimane segnano il punto di svolta per la stagione degli incendi boschivi in Italia, dove le temperature eccezionalmente elevate e la prolungata assenza di precipitazioni hanno creato un terreno di rischio critico. Alfonso Scica, dirigente del Servizio antincendio boschivo del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, conferma che i giorni sono a rischio, con eventi già registrati in Puglia e attività operative in corso in Piemonte. Mentre paesi come Portogallo, Spagna e Francia hanno già visto l'attivazione della stagione dei grandi roghi, la situazione italiana mostra una concentrazione di focolai tra il Gargano, il Salento e la dorsale appenninica, sebbene molte delle "anomalie termiche" rilevate abbiano una bassa potenza radiativa. La vera sfida non è solo monitorare i roghi già iniziati, ma identificare le zone del territorio nazionale più vulnerabili nei prossimi giorni e settimane, anticipando il pericolo prima che le fiamme si propagano.

Per rispondere a questa esigenza, l'Italia dispone di mappe del rischio incendio integrate nei Piani Anti Incendio Boschivo delle singole Regioni, che detengono la competenza primaria sulla materia. La legge quadro sugli incendi boschivi (n. 353 del 2000) affida alle Regioni la responsabilità di previsione, prevenzione e lotta attiva, mentre allo Stato spetta il concorso nelle attività di spegnimento, coordinato dal Centro Operativo Aereo Unificato (COAU) che gestisce la flotta aerea di Stato. In prima battuta, la difesa del patrimonio forestale è affidata alla Protezione Civile regionale, ai volontari e agli operai forestali, ma in caso di necessità le Regioni possono richiedere l'intervento del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Un esempio di prevenzione avanzata è la Toscana, dove il consorzio Lamma, in partnership con il Consiglio Nazionale delle Ricerche, fornisce un servizio di previsione del rischio su tutto il territorio: nelle ore recenti, il bollettino ha indicato un rischio "molto alto" di incendiabilità per le aree centrali e "alto" per il resto della regione, con un rischio di comportamento delle fiamme "molto alto" per la zona costiera nord dell'Isola d'Elba.

La comprensione del rischio incendio richiede un'analisi multifattoriale che include l'umidità della vegetazione, la intensità del vento, l'orografia dell'area e il tipo di vegetazione. Periodi prolungati di temperature elevate con scarsa pioggia fanno perdere umidità alla vegetazione, rendendola progressivamente più secca e il terreno più asciutto; se a questo si aggiunge un vento forte, la perdita di umidità dei combustibili vegetali accelera e le fiamme si propagano con maggiore velocità. Le pendenze dei versanti e la distinzione tra latifoglie e conifere influenzano ulteriormente la diffusione dell'incendio, rendendo le mappe del rischio strumenti essenziali per la pianificazione strategica. Secondo il Forest Stewardship Council, prevenire gli incendi forestali è la scelta più logica e conveniente, poiché i danni alle proprietà e alle infrastrutture costano alla UE circa 2,5 miliardi di euro l'anno. I territori con una gestione forestale attiva sono quelli meno colpiti dagli effetti degli incendi, anche in condizioni climatiche gravi.

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Le pratiche di prevenzione consigliate includono l'asporto selettivo di biomassa, la creazione di fasce tagliafuoco, la pulizia del sottobosco e il mantenimento della viabilità forestale. Uno studio pubblicato su Science dimostra che piccoli incendi pianificati possono ridurre di circa il 90% la probabilità di roghi devastanti nella stessa area. "Se si appiccasse oggi un incendio controllato, la probabilità che domani si verifichi un incendio boschivo di proporzioni estreme nella stessa area si ridurrebbe di circa il 90%", ha spiegato Marshall Burke, professore all'Università di Stanford. Queste tecniche, tra cui il fuoco prescritto, sono utilizzabili anche in Italia e sono state introdotte nella normativa con il decreto legge 120 del 2021, che prevede l'uso del fuoco per bruciare il sottobosco in periodi diversi da quelli più caldi dell'anno. Tuttavia, l'impiego del fuoco prescritto deve essere previsto dai Piani antincendio boschivo delle singole Regioni, che si stanno avviando a includerlo come strumento di prevenzione.

Le condizioni meteo-climatiche rischiano di trasformare l'estate del 2026 in una stagione rovente, e l'Italia è pronta ad affrontarla con accordi quadro e convenzioni annuali tra il Corpo Nazionale e le Regioni. Questi accordi prevedono la presenza di personale nelle sale operative regionali, il supporto attraverso squadre dedicate allo spegnimento e personale specializzato nella direzione delle operazioni. In vista delle prossime settimane, gli accordi sono stati potenziati e la flotta di elicotteri antincendio Erickson S-64 è stata ampliata, garantendo una risposta più efficace e tempestiva a fronte di un rischio che non è solo metaforico ma concretamente pericoloso per il patrimonio forestale nazionale.

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