Decreto bollette: condomini verso comunità energetiche più semplici e redditizie
Il decreto bollette, ora legge, rivoluziona il panorama dell’autoconsumo energetico nei condomini. Non più confinati entro i confini rigidi di un singolo edificio, i condòmini possono ora formare o aderire a comunità energetiche rinnovabili (CER) aggregando produttori e consumatori esterni: dal negozio al piano terra al palazzo di fronte, fino al Comune o un’associazione vicina. Questa flessibilità dissolve un ostacolo storico, aprendo scenari di condivisione energetica più ampi e profittevoli.
Immaginate un condominio con pannelli fotovoltaici sul tetto, lastrici solari o tettoie dei parcheggi. Finora, questi impianti erano vincolati al gruppo di autoconsumo collettivo interno all’edificio, limitando i benefici a un perimetro angusto. Oggi, invece, è possibile espandersi, collegandosi con altri soggetti allacciati alla stessa cabina primaria della rete locale. Gli impianti già attivi dal 16 dicembre 2021 possono essere inclusi, massimizzando la quota di energia condivisa – quel parametro cruciale che determina gli incentivi. Più energia prodotta viene autoconsumata collettivamente, maggiore è il guadagno redistribuito tra i membri.
I vantaggi emergono con chiarezza. I condòmini che portano in dote i loro consumi – pensate alle pompe di calore o agli apparecchi ad alto fabbisogno – elevano l’efficienza della CER. Produttori con pannelli sul tetto e consumatori con carichi significativi si uniscono in un’ecosistema virtuoso. La tariffa incentivante del GSE premia ogni kilowattora condiviso: tra 80 e 120 euro per megawattora, con valori più alti al Sud per sfruttare l’irradiazione solare intensa. Questo bonus dura vent’anni, affiancato dal corrispettivo Arera di circa 11,90 euro per MWh, che riconosce la riduzione delle perdite in rete. L’energia eccedente? Venduta tramite ritiro dedicato al GSE, ai prezzi di mercato.
Con i fondi PNRR esauriti, gli incentivi locali coprono a malapena i nuovi impianti. L’autoconsumo condiviso resta il motore economico più affidabile. Per i condomini già equipaggiati, questa norma è un’opportunità imperdibile: trasformare un tetto solare in una fonte di reddito stabile, condividendo benefici con la comunità allargata. Un passo concreto verso l’indipendenza energetica, dove l’aggregazione non è più un limite, ma un moltiplicatore di valore.