Carburante aereo senza petrolio: la rivoluzione per un trasporto sostenibile
La crisi del carburante aereo, aggravata da tensioni geopolitiche come la chiusura dello stretto di Hormuz, spinge il settore verso soluzioni urgenti. I Sustainable Aviation Fuel (SAF) emergono come priorità, soprattutto ora che un metodo innovativo li rende indipendenti da petrolio e scarti organici limitati. Guidati da un team internazionale, i ricercatori hanno sviluppato un processo che sfrutta energie rinnovabili, trasformando il trasporto aereo in un pilastro della sostenibilità.
Il jet fuel tradizionale nasce dalla distillazione del petrolio greggio, seguito da raffinazioni complesse. I SAF, invece, mescolano al 50% cherosene classico con biomasse come oli esausti o grassi animali. Ma l'evoluzione vera sono gli e-SAF, privi di fossili: combinano elettrolisi dell'acqua per idrogeno verde, CO2 catturata dall'aria e sintesi avanzata. In Sardegna, un impianto pionieristico potrebbe presto vedere la luce, grazie a partnership strategiche.
Dal 2025, l'Unione Europea impone il 2% di SAF negli aeroporti principali, puntando al 70% entro il 2050. Eppure, l'80% deriva ancora da oli cinesi o malesi, con la Finlandia leader in Europa. La sfida? Materie prime scarse e processi energivori. "Il SAF promette molto, ma serve disponibilità massiccia senza fossili", osserva una voce autorevole dal fronte della ricerca.
Qui entra il nuovo e-SAF inglese, un balzo in avanti. Riduce il consumo elettrico del 63% e le emissioni locali di CO2 del 59%. Simulazioni confermano la scalabilità: cattura CO2 atmosferica, la unisce a idrogeno e la riscalda con energia solare. Evoluzione del Daccu – che usava gas naturale – questo approccio costa 4,62 dollari al kg, contro i 5,6 dei predecessori. Confronti impietosi: i SAF grassi costano il doppio del jet fuel.
Il cuore dell'innovazione è un calcinatore a letto fluido di idrogeno. Specchi concentrano la luce solare, eliminando combustioni fossili. L'idrogeno circola particelle di carbonio, ottimizzando produzione e fornendo materia prima per il combustibile. Bypassa syngas e purificazioni complesse. "Trasformiamo la CO2 da scarto in risorsa, forgiando un'economia circolare senza gasdotti o stoccaggi geologici", spiega il genio dietro il progetto.
Luoghi ideali per il decollo? Zone soleggiate con terreni economici e idrogeno low-cost: Stati Uniti, Cile, Spagna, Sudafrica, Cina. Questo non è solo carburante. È una traiettoria verso cieli più puliti, dove sostenibilità e efficienza decollano insieme.