Trentasei milioni di italiani in vacanza quest'estate, ma quasi la metà resterà a casa
Saranno 36,2 milioni gli italiani che trascorreranno almeno un periodo di vacanza fuori casa tra giugno e settembre 2026. Un numero imponente — 25,7 milioni di adulti e 10,5 milioni di minori — che si traduce in un giro d'affari stimato in 43 miliardi di euro. Lo dice l'indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi, che ogni anno fotografa le abitudini di viaggio degli italiani nella stagione estiva e che quest'anno restituisce un'immagine a due facce: un'estate vivace e strutturata, ma con quasi la metà della popolazione che resterà ferma.
La destinazione preferita resta l'Italia. L'87,6% dei viaggiatori sceglierà di non varcare i confini nazionali, e tra questi il mare la fa da padrone: il 75,1% punterà su una località balneare. Seguono, a distanza, la montagna (13,7%), le città d'arte (4,8%) e i laghi (3,4%). Agosto si conferma il mese clou per il 41,4% dei vacanzieri, ma luglio (28,8%) e giugno (24,4%) tengono bene, segnale di una tendenza ormai consolidata a spalmare le ferie sull'intera estate piuttosto che concentrarle in un'unica settimana di punta. Lo ha rilevato anche Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, secondo cui la vacanza si articola in modo sempre più strutturato su tutti e quattro i mesi estivi.
La durata media del soggiorno principale è di 9,8 giorni, con una spesa di 917 euro a persona — circa 94 euro al giorno, tutto compreso tra viaggio, vitto, alloggio e svaghi. Quasi uno su tre dei vacanzieri (28,9%) aggiungerà uno o più soggiorni brevi oltre a quello principale, con una media di 4,2 giorni e un costo di 527 euro. Come si spende? Quasi il 29% del budget finisce in ristoranti e pasti, il 23,4% nel pernottamento, il 21,8% nel viaggio. Lo shopping assorbe l'11,3% della spesa.
Sull'alloggio, alberghi e villaggi turistici guidano la classifica con il 30,6% delle preferenze, seguiti dalla casa di parenti o amici (28,6%). Le case vacanza in affitto breve, sommate ai residence, raggiungono quasi il 10% e mostrano una crescita costante: secondo un'analisi separata, oltre 7,6 milioni di viaggiatori opteranno per questo tipo di sistemazione. Per spostarsi, l'automobile resta il mezzo dominante (64,4%), mentre l'aereo viene scelto dal 25,1%. La prenotazione, per il 74,4% dei viaggiatori, avviene con uno o due mesi di anticipo, anche se le prenotazioni sotto i 30 giorni continuano ad aumentare e rappresentano ormai oltre il 40% del totale.
C'è però un altro numero che va tenuto presente, e che l'indagine non nasconde: il 48,5% degli italiani non farà vacanze tra giugno e settembre. Le ragioni principali sono economiche: il 52,8% cita la mancanza di liquidità, il 25,7% motivi familiari e il 24,5% problemi di salute. Un'ulteriore ricerca di Facile.it segnala che quasi 7 milioni di vacanzieri hanno già ridimensionato il soggiorno rispetto ai piani iniziali, con oltre 5 milioni che attribuiscono la scelta al rincaro generalizzato. Le tariffe aeree pesano: i voli nazionali sono aumentati del 193% in dieci anni, quelli europei del 187%. Bocca ha riconosciuto le difficoltà legate al costo della vita, auspicando che il viaggio resti accessibile a tutti.
Sul fronte internazionale, l'Italia si posiziona bene come meta per i turisti stranieri. Il Ministero del Turismo indica un tasso di saturazione delle strutture prenotabili online del 51,2%, superiore a Spagna (42,8%) e Francia (32,9%), con una tariffa media per notte di 153 euro — più competitiva rispetto a Spagna (170 euro) e Grecia (195 euro). Le ricerche di voli verso l'Italia sono aumentate del 26% rispetto all'anno precedente. Le regioni con la crescita più marcata degli arrivi nel primo semestre 2026 sono Calabria, Umbria, Piemonte, Sardegna e Puglia. Cresce anche il coolcationing, la tendenza a scegliere destinazioni più fresche — dalle Alpi al Nord Europa — per sfuggire alle ondate di calore sempre più intense. E con un aumento del 52% nelle ricerche online per borghi e mete di prossimità, l'estate 2026 sembra premiare anche chi sceglie di scoprire l'Italia meno nota, quella a portata d'auto e lontana dalle spiagge più affollate.