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La montagna d'estate supera le città d'arte: cosa fare dalle Alpi Marittime alle Dolomiti Friulane
Foto: Gianluca / Pexels

La montagna d'estate supera le città d'arte: cosa fare dalle Alpi Marittime alle Dolomiti Friulane

La Redazione ·27 luglio 2026 7:06

C'è un'Italia che d'estate sale in quota e non lo fa più soltanto con gli scarponi ai piedi. La montagna ha cambiato pelle: accanto alle ferrate e ai sentieri classici sono spuntate esperienze che mescolano benessere, avventura slow e persino la notte sotto le stelle a tremila metri. E i numeri danno ragione a questa trasformazione: per l'estate 2026, il 66% dei viaggiatori italiani preferisce una destinazione domestica, e per la prima volta la montagna supera le città d'arte nelle intenzioni di viaggio della community del Touring Club Italiano, con il Trentino-Alto Adige in cima alle preferenze.

Il dato non è isolato. Il turismo montano estivo cresce a un ritmo medio del 5% annuo da almeno cinque anni, ha già superato i livelli pre-pandemia e genera ogni stagione oltre 6,8 milioni di arrivi e un valore aggiunto stimato intorno ai 4,3 miliardi di euro. Nel 2025 i pernottamenti all'aria aperta in Italia hanno toccato quota 68,1 milioni; per il 2026 la previsione sale a 68,4 milioni. La spesa media prevista per una vacanza outdoor si attesta intorno ai 2.350 euro, con soggiorni che durano in media poco meno di undici giorni — anche se la maggior parte dei turisti si ferma una settimana.

A spingere questa crescita c'è anche il clima. L'innalzamento delle temperature estive ha reso le vette un'alternativa sempre più concreta al mare, cercata soprattutto da chi vuole rilassarsi (22,9% delle motivazioni dichiarate) o staccare dalla routine (19,9%). Roberto Rota, sindaco di Courmayeur, ha sintetizzato bene la svolta parlando a giugno 2026 di «un nuovo modo di vivere la montagna post-Covid», dopo anni in cui era considerata una destinazione «noiosa». Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi, ha aggiunto che la montagna sta diventando «un'opportunità crescente, capace di rispondere a una domanda in evoluzione e di favorire la destagionalizzazione».

Ma cosa si fa, concretamente, su queste montagne rinnovate? L'offerta è sorprendente per varietà. Alle Alpi Marittime, il Parco propone escursioni, attività outdoor e percorsi didattici; poco oltre il confine, nella Vallée des Merveilles all'interno del Parco Nazionale del Mercantour, guide autorizzate accompagnano i visitatori tra incisioni rupestri preistoriche. La Regione Piemonte ha investito su quest'area anche grazie alla riapertura del Tenda, che sta riportando flussi dal versante ligure e francese.

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Salendo verso nord-est, le Dolomiti Friulane — 37.000 ettari di parco naturale tra valli verdi, montagne e ruscelli — offrono trekking di più giorni come l'Anello delle Dolomiti Friulane e l'Alta Via di Forni, ma anche e-bike, arrampicata, speleologia, degustazioni in rifugio e astrotrekking notturno. Nel vicino Gemonese si punta sul turismo lento: giri in bici adventure, escursioni naturalistiche e trekking meditativi per chi cerca ritmi diversi dalla città. Valentina Colleselli, direttrice della Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi, ha descritto la montagna come una «palestra all'aria aperta», sottolineando la crescita di prodotti esperienziali come il rafting e altri sport ad alta adrenalina.

In Alto Adige, la Val Senales ha puntato su un'attrazione difficile da dimenticare: la Cabrio Adventure, una piattaforma aperta sul tetto della funivia che permette di salire in quota all'aria aperta. Chi arriva in cima trova l'Iceman Ötzi Peak, una terrazza panoramica a 3.251 metri da cui si possono contare 126 cime oltre i tremila. L'impianto di risalita, insomma, non è più solo un mezzo di trasporto invernale: è diventato esso stesso parte dell'esperienza estiva.

Sulle Dolomiti UNESCO — confermate tra le destinazioni più richieste per l'equilibrio tra paesaggio spettacolare, infrastrutture e ricettività orientata al lusso sostenibile — e sull'Altopiano della Paganella in Trentino il focus si allarga anche alle famiglie, con il Paganella Family Festival e la figura del Family Coach che accompagna i nuclei con bambini. Le terme e le spa di alta quota, con piscine panoramiche e saune, completano un'offerta che non ha più molto da invidiare alle stazioni balneari.

Crescono anche i flussi internazionali: nuovi turisti arrivano dagli Stati Uniti e dai Paesi asiatici, attratti da un modello di vacanza lenta che le Alpi italiane incarnano sempre meglio. La montagna, insomma, non è più quella «noiosa» di qualche anno fa. È diventata un territorio plurale — come piace dire — dove ognuno trova il suo passo.

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