Perché i crocieristi stanno perdendo la regina dei fiordi dell’Alaska
Tracy Arm, la regina dei fiordi nel sud-est dell’Alaska, ha da sempre incantato i viaggiatori con i suoi paesaggi drammatici: pareti rocciose che si innalzano ripide, ghiacciai tidewater che si tuffano nelle acque gelide e una fauna selvatica che popola le sue rive. Per anni, navigare questo stretto passaggio di circa 50 chilometri a sud-est di Juneau è stato il clou di innumerevoli itinerari di crociera, un’esperienza che catturava l’anima con la sua wilderness intatta. Ma quest’estate, qualcosa è cambiato radicalmente.
Un’enorme frana ha squassato il fjord lo scorso agosto. Un’intera sezione di un ghiacciaio è crollata dalla sommità di un pendio sopra il South Sawyer Glacier, vicino alla testa del fiordo. L’impatto ha generato un’onda anomala che si è propagata per più di mezzo chilometro su per il versante opposto, riversandosi poi lungo Tracy Arm. Fortunatamente, nessuna nave era presente e non si sono registrate vittime, ma kayakisti accampati su un’isola vicina hanno perso gran parte del loro equipaggiamento nelle acque impetuose.
Il sud-est dell’Alaska, avvolto da una temperate rainforest, è terra di frane frequenti, ma questo pendio non era mai stato segnalato come instabile prima del crollo. Esperti avvertono che l’area rimane pericolosa: il rockfall continuo e piccoli smottamenti dal punto esposto della frana potrebbero provocare nuovi tsunami localizzati. Le pendici ripide evolvono per anni dopo un evento simile, rendendo il fiordo un rischio geologico imprevedibile.
Per questo, le principali compagnie di crociera – da Holland America a Carnival, Royal Caribbean e altre – hanno modificato i loro itinerari, sostituendo Tracy Arm con il vicino Endicott Arm e Dawes Glacier. Queste rotte alternative, già usate in passato per condizioni di ghiaccio eccessivo, offrono scenari spettacolari: sigilli sui floe di ghiaccio, cascate che precipitano dalle rocce e ghiacciai dinamici che si staccano con fragore. Nate Vallier, esperto di viaggi, la definisce “ancora bellissima, ma non la stessa cosa”. Tracy Arm è la principessa maestica, dice, con i suoi due ghiacciai Sawyer e avvistamenti di orsi e foche che la rendono unica.
Molti turisti sognano di assistere al calving di un ghiacciaio, quel momento magico in cui blocchi di ghiaccio si staccano rimbombando. Se il Mendenhall Glacier a Juneau affascina da lontano, spesso nascosto dalla distanza o dal ritiro, Tracy Arm offriva un’immersione ravvicinata. Kimberly Lebeda, in vacanza con la famiglia, ricorda il suo tour improvvisato a Endicott: “Una muraglia di ghiaccio che si spacca, sigilli, cascate. Straordinario. Ne valeva la pena, anche senza Tracy Arm”. Eppure, l’assenza di preavviso ha deluso alcuni, come Vallier, che avrebbe preferito comunicazioni anticipate per la stagione iniziata ad aprile.
Mentre gli scienziati studiano le cause del crollo e mappano nuovi pericoli, Tracy Arm attende il suo ritorno sulla scena. Per ora, i crocieristi scoprono bellezze alternative, ma la regina resta un richiamo irresistibile, simbolo fragile della natura selvaggia dell’Alaska.