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Parchi divertimento: tenuta nel 2025 dopo l'anno record, i dati SIAE 2025

Parchi divertimento: tenuta nel 2025 dopo l'anno record, i dati SIAE 2025

La Redazione ·30 giugno 2026 5:13

Dopo un 2024 che ha segnato la storia del settore, i parchi divertimento in Italia confermano la propria solidità e chiudono il 2025 in sostanziale tenuta. Non è un semplice ritorno alla normalità, ma la prova di un "ecosistema dell'evasione" che ha consolidato i risultati raggiunti, continuando a generare valore per la filiera turistica nazionale. I dati ufficiali del Rapporto Annuale SIAE raccontano un panorama in cui la resilienza si fonde con una strategia di crescita qualitativa, superando le sfide poste dall'eccezionalità del precedente anno e dalle condizioni meteorologiche meno favorevoli della prima estate 2025.

Nel 2025, i parchi hanno registrato 20.644.866 ingressi, con una spesa del pubblico per l'acquisto di biglietti pari a 306.076.509 euro. Sebbene si osserva una lieve flessione dei volumi rispetto al picco del 2024, con un calo del 2,2% degli ingressi e dello 0,2% della spesa complessiva, l'interpretazione di questi dati richiede una visione più profonda. La riduzione non segna un declino, ma riflette l'eccezionalità del 2024, l'anno migliore di sempre, e l'impatto del clima piovoso che ha penalizzato gli ingressi nella prima parte dell'estate. Ciò che davvero caratterizza l'anno è, invece, la crescita della spesa media per visitatore (+2%) e dell'incasso medio per giornata di apertura (+1,4%), segnale di un cambiamento strutturale nel modo in cui i visitatori percepiscono e valorizzano l'esperienza.

Luciano Pareschi, Presidente di AssoParchi, sottolinea che l'aumento della spesa media pro-capite conferma una direzione strategica ormai evidente: il settore si sta indirizzando verso un modello più evoluto, già consolidato nei grandi parchi internazionali. In questo nuovo paradigma, la crescita non si misura solo in termini di volumi, ma nella capacità di migliorare il valore dell'esperienza. Food & beverage, merchandising, priority-pass e altri servizi ancillari diventano leve fondamentali per qualificare la visita, diversificare i ricavi e rispondere a una domanda sempre più orientata alla personalizzazione. Eppure, rispetto all'estero, in Italia il prezzo del biglietto resta decisamente più contenuto, una scelta che mira a preservare l'accessibilità dei parchi e a mantenerli aperti a un pubblico ampio e diversificato.

La geografia del settore descrive un quadro caratterizzato da una forte polarizzazione. Pur considerando una media di circa 300 strutture su scala nazionale, alcuni grandi parchi riescono a muovere ogni anno milioni di visitatori, qualificandosi come veri e propri attrattori turistici. Tra i campioni citati figurano Gardaland, Mirabilandia, Leolandia e Aquafan di Riccione al nord, MagicLand e Zoomarine nel Lazio. Al sud, il quadro è più frammentato, con l'eccezione di poche realtà di rilievo come Etnaland in Sicilia. In controtendenza con la media nazionale, i 50 parchi più visitati d'Italia nel 2025 registrano una crescita dello 0,7% del pubblico rispetto al 2024. Questa dinamica è sostenuta dagli effetti del piano di investimenti triennale 2025-2027 da 500 milioni di euro, che ha già tradotto in nuove aree tematiche, attrazioni, tecnologie immersive e soluzioni green, alimentando l'interesse del pubblico verso i parchi leader.

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Il legame con il turismo è evidente anche sul fronte della stagionalità. L'estate rimane il periodo di punta, grazie all'apertura di tutti i parchi acquatici, con agosto in testa per numero di visitatori e ricavi. Tuttavia, la performance di giugno registra un promettente +26,8% negli ingressi e +32,1% nella spesa rispetto al 2024, indicando una destagionalizzazione in atto. Ottimo anche l'andamento dei mesi autunnali, ormai cruciali per molti parchi a tema: ottobre, con Halloween, si conferma il periodo caratterizzato dalla spesa media pro-capite più alta dell'anno, con un +9,5% negli ingressi e un +28,5% di spesa. Bene anche dicembre, che con le tematizzazioni di Natale registra un aumento del 12,1% dei visitatori e del 31,1% della spesa.

La geografia del settore conferma il ruolo trainante del Nord-Est, in particolare del Veneto, prima regione per presenze pari al 23% del totale nazionale, seguita da Emilia-Romagna e Lombardia al 18,5% e dal Lazio al 14,7%. Sul fronte della spesa, il Veneto rappresenta il 35,4% del totale nazionale, dimostrando la sua capacità di generare valore economico. Maurizio Crisanti, Direttore di AssoParchi, afferma che i dati 2025 confermano che il valore dei parchi supera di gran lunga il parametro dell'affluenza: il visitatore non acquista soltanto un biglietto, ma una giornata di relazione e intrattenimento, in grado di generare ricordi positivi. Sul fronte dell'offerta, il numero degli impianti attivi è cresciuto del 17,1%, passando da 252 a 295 strutture distribuite in 243 comuni, un segnale di capillarità e vitalità imprenditoriale.

Il comparto produce 8 miliardi di euro di indotto e coinvolge direttamente 25.000 lavoratori tra fissi e stagionali, che salgono a 60.000 considerando l'intera filiera. Questi numeri confermano la funzione strategica dei parchi come presidi di sviluppo, occupazione, destagionalizzazione e attrattività per i territori in cui operano, richiedendo alle istituzioni un riconoscimento pieno del loro ruolo come infrastrutture turistiche, culturali e sociali del Paese.

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