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Napoli settima al mondo per il workcation: meglio di Lisbona e Seul
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Napoli settima al mondo per il workcation: meglio di Lisbona e Seul

Nella classifica annuale di IWG su 50 città globali, Napoli entra nella top 10 per chi lavora in viaggio: prima italiana, davanti a Lisbona e Seul.

La Redazione ·6 agosto 2026 12:07 ·3 min di lettura

Costo della vita competitivo, cultura a punteggio pieno, cibo che vale quasi quanto la connessione internet: Napoli è entrata quest'anno nella top 10 mondiale delle destinazioni per il cosiddetto workcation, il modello di lavoro che mescola produttività e turismo sfruttando la possibilità di operare da remoto. A certificarlo è il quarto barometro annuale "Work from Anywhere" dell'International Workplace Group (IWG), che ogni anno analizza cinquanta città del pianeta e le valuta su una serie di criteri concreti: clima, cultura, costo e qualità del cibo, velocità della banda larga, accessibilità degli alloggi, efficienza dei trasporti e disponibilità di spazi di coworking.

Nella graduatoria 2026, Napoli si è piazzata al settimo posto, risultando la prima — e unica — città italiana nella top ten. Davanti a lei, nell'ordine: Bangkok (prima), Tokyo, Barcellona, Porto, Vancouver e Budapest. Dietro, Medellin, Lisbona e Seul. La città partenopea supera dunque destinazioni consolidate nell'immaginario del nomadismo digitale, come la capitale portoghese o quella sudcoreana, che chiudono rispettivamente al nono e al decimo posto.

I numeri del barometro restituiscono un ritratto coerente con la percezione comune ma anche con dati misurabili. Napoli ha ottenuto 9 su 10 per l'offerta culturale, un punteggio che poche città al mondo eguagliano. Il rapporto qualità-prezzo del cibo si attesta a 8,5 su 10, l'efficienza dei trasporti a 8 su 10, mentre l'accessibilità degli alloggi — tradizionalmente uno dei punti deboli delle grandi città italiane per chi cerca affitti di medio termine — è valutata 6,5 su 10, comunque sufficiente a non penalizzare il posizionamento complessivo. È proprio la combinazione di costi relativamente contenuti rispetto ad altre metropoli europee e di un'offerta esperienziale straordinaria a spingere Napoli davanti a concorrenti con infrastrutture digitali più rodate.

Il fenomeno del workcation — parola-valigia che unisce work e vacation — non è più una nicchia di freelance avventurosi. Secondo i dati raccolti da IWG, quasi la metà dei lavoratori (il 48%) prevede di prolungare una vacanza o un soggiorno breve continuando a lavorare da remoto nel corso del 2026. Il 90% di chi ha già sperimentato questa formula dichiara che ha migliorato il proprio equilibrio tra vita professionale e privata; l'80% riferisce un aumento della produttività. Numeri che spiegano perché destinazioni con buona connettività, alloggi flessibili e vita urbana vivace stiano diventando oggetto di analisi e competizione tra città.

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Tra i fattori che i lavoratori considerano prioritari nella scelta di una destinazione, la disponibilità di Wi-Fi affidabile guida la lista con il 38% delle preferenze, pari all'accesso a spazi di lavoro flessibili — coworking, business center, hub ibridi. Seguono, a distanza, qualità di alloggi, cibo e trasporti, indicati dal 12%. Un segnale chiaro per le amministrazioni locali: investire in infrastruttura digitale e in spazi di lavoro condivisi è oggi quasi altrettanto rilevante, nell'attrarre questo tipo di turismo di lunga permanenza, quanto la bellezza del patrimonio storico.

Per Napoli, l'ingresso in classifica arriva in un momento in cui la città sta attraversando una fase di rilancio della propria immagine internazionale, con un'offerta ricettiva che si è ampliata e diversificata. Restano nodi irrisolti — dalla pressione sul mercato degli affitti alle infrastrutture a macchia di leopardo — ma il riconoscimento di IWG fotografa una realtà che chi ha vissuto o visitato la città negli ultimi anni riconosce: Napoli funziona, e non solo come meta da cartolina. Funziona anche come posto dove stare, lavorare, e tornare a cena con qualcosa da raccontare.

In testa alla classifica globale 2026 c'è Bangkok, che conquista il primo posto con punteggi quasi perfetti su ogni indicatore: costo degli alloggi a 9 su 10, cibo a 9,5, infrastruttura internet a 9, rete di coworking a 10. Un contesto difficile da eguagliare in Europa, dove i costi rimangono strutturalmente più alti. Eppure Barcellona, Porto e Budapest dimostrano che il Vecchio Continente può competere — e Napoli, quest'anno, lo dimostra meglio di chiunque altro.

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