I laghi alpini più belli d'Italia da raggiungere a piedi in estate: 5 specchi d'acqua oltre i 2000 metri
Le Alpi italiane, nella loro fascia più elevata, custodiscono una costellazione di laghi glaciali, figli delle nevi e dei ghiacci che ancora resistono, seppur minacciati, al cambiamento climatico. Sono piccole meraviglie d'acqua dolce, bacini dai mille colori: il verde, il turchese, lo smeraldo, ma anche un blu scuro e misterioso, che non lascia intravedere nulla sotto la superficie. Nessuna strada asfaltata li sfiora: sono un tesoro da scoprire soltanto a piedi, d'estate, spingendosi oltre le quote normali, zaino in spalla e con la voglia di scoprire la montagna. Mete perfette per chi ama il trekking e vuole che la fatica sia ripagata da qualcosa di meraviglioso, per ammirare panorami che restano impressi nella memoria.
Il primo di questi specchi d'acqua è il Lago di Antermoia, nella Val di Fassa, ai piedi del massiccio del Catinaccio. Situato a 2.495 metri, è uno dei laghi più alti delle Dolomiti e si distingue per la capacità di mantenere l'acqua anche nei mesi più caldi, grazie alle sorgenti sotterranee del Rio Antermoia. Legato a un'antica leggenda ladina secondo cui sarebbe nato dalle lacrime di una ninfa, questo lago è raggiungibile esclusivamente a piedi, da diverse località della valle come Pera, Mazzin o Campitello. Il tragitto più panoramico sale da Pera di Fassa, attraversa la Val di Vajolet e supera il Passo Antermoia prima di scendere al lago: un'escursione splendida, senza difficoltà tecniche, ma complessa per la lunghezza, quasi 20 chilometri, e il dislivello di circa 1.000 metri.
Proseguendo verso l'Alta Valtellina, tra Bormio e Livigno, si incontra la Val Viola, una vallata montana particolarmente soleggiata, percorribile con soddisfazione anche a inizio e fine stagione. Quasi al confine con la Svizzera sorge il Lago di Val Viola, un bel bacino dai colori intensi nel bel mezzo di una conca verde circondata da cime pietrose. Vi giunge un'escursione semplice da Altumeira, poco oltre i 2.000 metri, che in circa tre chilometri porta al lago glaciale a 2.267 metri. Poco più avanti, attorno al Rifugio Viola, ci sono altri due laghetti nelle cui acque si specchiano le cime circostanti, come il Corno Dosdè, con i suoi 3.232 metri.
Nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso, al confine tra Piemonte e Valle d'Aosta, si trova il Colle del Nivolet, uno dei valichi alpini più celebri d'Italia, posto oltre i 2.600 metri. Salendo da Ceresole Reale, si incontrano per primi il Lago Serrù e il Lago Agnel, due bacini di origine glaciale ampliati dall'uomo, scenografici specchi d'acqua dalle tinte azzurre intense. Per chi non si accontenta di arrivare in auto, un bel sentiero parte dalla fermata dell'autobus di Chiapili di Sopra, attraversa il torrente Orco e si impenna per quattro chilometri di intensa salita fino al Lago Serrù. Dal Colle del Nivolet, un sentiero in salita di circa tre chilometri porta a inoltrarsi tra altri piccoli laghetti dell'altopiano, come il Lago Rosset, riconoscibile per il suo isolotto a forma di cappello, e il vicino Lago Leità.
Nei pressi di Madonna di Campiglio, in Trentino, si trova il celebre Giro dei Cinque Laghi, un percorso impegnativo lungo quasi 15 chilometri per circa sei ore totali di percorrenza tra le cime del Gruppo della Presanella. Si parte da Baita Natalia, a 2.064 metri, e si imbocca il sentiero 232 del CAI per scoprire cinque specchi d'acqua alpini: il Lago Ritorto, il Lago Lambin, il Lago Serodoli, il Lago Gelato e il Lago Nero, tutti oltre i 2.000 metri. Il Lago Serodoli è forse il più scenografico, con un piccolo bivacco in muratura sul versante meridionale, punto d'appoggio per chi vuole spingersi oltre fino alla cima Serodoli, a 2.708 metri. Vicino, con un costone di roccia in mezzo, si apre il Lago Gelato, in uno scenario d'altura con creste rocciose e una splendida vista su tutte le vette vicine.
Adagiato a 2.374 metri, in una conca di roccia dall'aspetto brullo e selvaggio, sorge il Lago di Crespeina, uno spettacolare specchio smeraldino nel Parco Naturale Puez-Odle. Il sentiero per raggiungere questo luogo parte dal Passo Gardena, poco oltre la soglia dei 2.100 metri, contrassegnato dal numero 2 lungo l'Alta Via delle Dolomiti. Si parte salendo per 300 metri di dislivello fino al Passo Crespeina, una forcella dal panorama spettacolare dopo una salita altrettanto suggestiva tra guglie e capitelli. Da qui la discesa al lago, lungo un sentiero con numerosi saliscendi, è breve. Si devia dal sentiero quando si vede lo specchio d'acqua cristallino poche decine di metri più in basso: distesi sui prati lungo le sue sponde si ammira un panorama di cime dolomitiche davvero sensazionale, in particolare sul vicino Col Turond.
Questi cinque laghi alpini rappresentano non solo un'esperienza di trekking, ma un viaggio nella bellezza pura della natura, dove la fatica del cammino è ripagata da panorami che sembrano dipinti e acque che riflettono il cielo e le montagne con colori incredibili.