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Cinque isole toscane conquistano il Guardian: dal rifugio senza auto alla colonia penale abbandonata
Foto: Bastian Riccardi / Pexels
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Cinque isole toscane conquistano il Guardian: dal rifugio senza auto alla colonia penale abbandonata

Il quotidiano britannico ha pubblicato il 30 agosto un articolo dedicato all'arcipelago toscano: Elba, Giannutri, Pianosa, Capraia e Giglio come alternative alle città d'arte.

La Redazione ·31 agosto 2026 11:07 ·3 min di lettura

Firenze, Siena, la Val d'Orcia: il turismo straniero in Toscana conosce quasi sempre le stesse strade. Ma il 30 agosto 2026 The Guardian ha scelto di guardare altrove, dedicando un articolo intitolato "Tuscany's treasured islands: five to explore" a cinque isole dell'arcipelago toscano, presentate ai lettori britannici come un'alternativa alle mete più affollate della regione. Elba, Giannutri, Pianosa, Capraia e Giglio: cinque caratteri diversi, un solo filo comune — quello di un arcipelago ancora capace di sorprendere.

L'arcipelago toscano è composto da sette isole, tutte comprese all'interno del Parco Nazionale omonimo, istituito nel 1980. Si estende tra il Mar Ligure a nord e il Mar Tirreno a sud, con la Corsica a ovest e la costa toscana a est. Le due isole escluse dalla selezione del Guardian — Montecristo e Gorgona — sono accessibili soltanto tramite tour guidati con accessi strettamente contingentati, e per questo rimangono fuori dalla portata del turismo ordinario.

Delle cinque selezionate, Elba è quella con la vocazione turistica più consolidata. Il Guardian la descrive come l'isola «per tutto l'anno», capace di combinare la storia napoleonica — Napoleone vi fu esiliato — con paesaggi aspri, città costiere vivaci e spiagge di qualità. È il punto di accesso naturale all'arcipelago per chi si avvicina per la prima volta.

All'opposto per dimensioni e ritmo c'è Giannutri, definita nell'articolo un «rifugio senza strade» e una «disintossicazione radicale dalla vita moderna». È una piccola isola calcarea dove le auto non circolano, e l'unico presidio commerciale è un ristorante-caffè che funge anche da piccolo alimentari. Ai visitatori giornalieri — l'isola non dispone di strutture ricettive diffuse — si consiglia di portare acqua e pranzo al sacco. Chi si sposta sull'acqua può godere delle cale di Spalmatoio e Maestra, mentre gran parte della costa rientra in una riserva marina protetta, rinomata per le immersioni. Da non perdere, secondo il Guardian, una visita guidata alla villa romana riconducibile alla famiglia Domitii Ahenobarbi.

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Pianosa porta con sé una storia più cupa e affascinante al tempo stesso. L'isola fu per decenni una colonia penale, e gli edifici carcerari abbandonati sono ancora lì, testimonianza visibile di un passato recente. Accanto a questi resti convivono catacombe paleocristiane e altri segni di una presenza romana ben più antica. La tutela dell'ecosistema marino è qui particolarmente rigida: il nuoto è consentito solo nella Cala Giovanna.

Chi ama camminare troverà la sua isola in Capraia, descritta dal quotidiano britannico come un «paradiso selvaggio per gli escursionisti». In gran parte priva di auto e con poche strade, si percorre meglio a piedi lungo sentieri che tagliano tra scogliere, calette nascoste e le antiche fortificazioni genovesi del XVI secolo. È un'isola che premia chi rallenta.

Chiude la selezione Giglio, la più nota dopo Elba anche per ragioni non turistiche. Il Guardian ne sottolinea il carattere escursionistico — i sentieri che da Giglio Porto salgono verso calette appartate e punti panoramici — e il valore storico di Giglio Castello, borgo medievale fortificato risalente al XII secolo che domina l'isola dall'alto.

L'attenzione di una testata con milioni di lettori anglosassoni non è un fatto secondario per un territorio che vive anche di turismo internazionale. L'arcipelago toscano si trova in una posizione particolare: abbastanza noto da essere raggiungibile con facilità, abbastanza preservato da non aver ancora subito la pressione delle grandi masse. Il Parco Nazionale, con le sue riserve marine e i limiti di accesso differenziati per isola, è lo strumento che — almeno per ora — tiene in equilibrio queste due forze.

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